Addio a Ciotti chitarrista blues di gran classe

Roberto Ciotti era uno di quei talenti che preferiscono lasciar parlare la musica. Se ne è andato nell'ultimo giorno dell'anno, sessantenne, consumato dalla lunga malattia, quasi non volesse strappare troppa attenzione anche nel momento estremo. Era un chitarrista come ormai difficilmente se ne ascoltano. E il grandissimo pubblico lo conosce perché è stato lui a firmare le musiche di Marrakech Express e Turné di Salvatores. Ma chi ha un po' di passione per la musica sa bene che Roberto Ciotti viene da molto più lontano, dal rock progressive dei primi anni '70 (il disco con i Blue Morming del 1973, prodotto da Venditti) e dalle collaborazioni con De Gregori (nel disco Alice non lo sa) e con Edoardo Bennato (in La torre di Babele e Burattino senza fili). Soprattutto, Roberto Ciotti era blues perché quello era il suono della sua chitarra anche quando la matrice dei suoi brani era più vicina a Pfm o Banco del Mutuo Soccorso che a John Lee Hooker o John Mayall. Uno stile in Equilibrio precario, come il titolo del suo ultimo disco uscito a luglio. E anche uno stile versatile, caloroso, talvolta estremamente malinconico fin da quando, con i Big Fat Mama, stava ancora formandosi e prendendo i suoi connotati definitivi. Certo, Carlo Massarini volle presentare tutto il suo terzo disco Rockin' blues durante dodici puntate di Mister Fantasy del 1982. Ma per il resto a Ciotti ha quasi sempre evitato lo scintillìo dei riflettori tv. Preferiva suonare perché ogni vero bluesman sa che la legge del blues è «let the music do the talking», lasciate che a parlare sia solo la musica.