ALTRI TEMPI Nei '70 Rolling Stones Led Zeppelin e Who «distruggevano» alberghi

Presa così al Volo (battuta), sembra una notizia d'altri tempi. Divi che diveggiano. Stanze d'albergo rovinate. Materassi all'aria. Muri sporcati con quella cosa là. Insomma, secondo il quotidiano del Canton Ticino, La Regione , i tre ragazzi del Volo avrebbero improvvisamente cambiato status: da ragazzi prodigio del belcanto a rockstar vecchio stile. Secondo un articolo, i tre sarebbero arrivati all'Hotel Garni du Lac di Locarno dopo aver partecipato a una trasmissione tv della Zdf e, scontenti della sistemazione, avrebbero combinato il patatrac. Testuale: «Materassi, oggetti e biancheria da letto gettati a terra».

Secondo la tv locale Libera Tv, avrebbero addirittura fatto pipì sul pavimento del bagno e sporcato i muri con materiale organico (leggasi feci). «È stato un disastro, un vero e proprio caos, non ci era mai successo nulla di simile», ha detto il proprietario dell'albergo. Sono più o meno le stesse parole del proprietario dell'Ambassador East Hotel di Chicago quando nel 1975 Jimmy Page dei Led Zeppelin fracassò un televisore contro il muro («Dovetti pagare un conto da 490 dollari», disse il manager Peter Grant) o dell'Holiday Inn di Flint, nel Michigan, dove nel 1967 il batterista Keith Moon degli Who entrò sgommando nella piscina dell'albergo per poi lasciar affondare l'auto senza fare una piega. Keith Moon morì nel 1978 e ora il cantante Roger Daltrey non ricorda più se la vettura fosse una Rolls Royce oppure una Lincoln Continental ma ricorda bene che il conto fu di 50mila dollari. Sono insomma la sceneggiatura della babilonia rock che tuttora tiene in piede alcuni miti. Come i Rolling Stones, leader anche in questo particolarissimo catalogo di esagerazioni alberghiere (ora esagerano solo con i costi delle singole stanze extralusso). Anche Iggy Pop, David Bowie, Ozzy Osbourne, Motley Crue e tanti altri sono stati banditi da molte catene alberghiere.

Ma quelli erano altri tempi molto drogati e molto compiaciuti di esserlo perciò, in ogni caso, è sempre bene mettere la tara a questi racconti. Invece i tre ragazzi del Volo (Gianluca Ginoble, Piero Barone e Ignazio Boschetto), almeno per come sono sempre apparsi anche a chi scrive, vengono da un altro mondo e sono sempre stati distanti da questi eccessi. «Questa notizia non corrisponde a verità», ha risposto Gianluca su Twitter a Selvaggia Lucarelli. «Due notti fa ci siamo trovati in una camera d'albergo sporca e piena di polvere (...). Il giorno seguente abbiamo cambiato hotel e probabilmente questa decisione ha deluso chi ci ospitava, facendo scaturire una reazione assurda, falsa e ingiustificabile», hanno detto i tre, età media venti anni. E anche il loro entourage smentisce tutto. Invece l'ufficio stampa Danilo Ciotti è più categorico: «Ogni altra dichiarazione contraria è priva di fondamento e sarà sottoposta al legale per cautelare la reputazione e l'immagine pubblica e privata dei tre artisti».

Senza dubbio, il Volo ha lasciato l'hotel Garni du Lac (tre stelle) per trasferirsi in un hotel di Ascona (cinque stelle). Sono aggiustamenti di percorso abbastanza usuali per artisti che vivono sempre in tour. Ed eventuali malumori sono comprensibili (ma non comunque giustificabili).

Però la velocità con la quale la notizia si è sparsa a macchia d'olio conferma, quasi per paradosso, la fama di questi tre ragazzi. Una volta gli eccessi (veri o falsi) contribuivano a costruire la popolarità. Ora ne sono più che altro la cartina al tornasole. Volendo, è un altro segno dei tempi.