Bolle lancia la festa di "On Dance"

Per tre giorni Milano diventa un palco: "Non ci sarà solo danza classica"

E chi lo ferma più. Teatri, arene, piazze, templi, il Colosseo, Pompei. Ora Roberto Bolle, il re della danza, si spinge ancora più in là. E si prende un'intera città come palcoscenico. L'11 giugno (chiusura il 17) a Milano debutta il festival di danza «OnDance», con Bolle uno e trino: l'ha ideato, promosso e ne è l'artista protagonista. «L'idea di accendere Milano con la danza è un sogno che si realizza, un punto importante nel mio percorso», spiega.

Inaugurazione al Castello Sforzesco con uno show che sarà vetrina dei generi di danza coinvolti nel festival, dunque classica, ma anche street dance, tango e contemporanea. Poi cinque spettacoli del format Bolle&Friends al teatro Arcimboldi. Attese étoile, primi ballerini, allievi dell'Accademia scaligera. Si danza nei teatri, piazze, strade. Per la prima volta nonché per un giorno, Bolle sarà anche insegnante in uno degli workshop che costellano il festival.

Attorno all'astro Bolle si stringe una cintura di sponsor, il suo è un nome capace di assicurare un ritorno d'immagine di qualità. E lancia un appello: «La presenza di sponsor sarà sempre più determinante nel mondo della cultura. Per questo è importante che si continui sulla strada della defiscalizzazione affinché il mecenatismo venga incentivato. A noi spetta poi il compito di offrire prodotti ben fatti e spendibili», aggiunge questo italiano con lunga esperienza internazionale, determinante - in tal senso - quella a stelle e strisce.

OnDance fa convivere la nobilissima danza classica con tango e street dance, «poiché vi sono stili che intimoriscono meno della classica, hanno una capacità attrattiva maggiore sui giovani. E in una fase storica come la nostra dove si tende a consumare vite virtuali, vivere sulla propria pelle qualcosa che accade sul palcoscenico è importantissimo. Vorrei che i giovani potessero sperimentare le emozioni che si provano danzando». Perché a OnDance il ballo lo si potrà vivere anche sulla propria pelle. E ballare fa bene, «fa conoscere il proprio corpo, libera energie, aiuta a esprimersi. Può essere una efficace terapia», osserva animandosi, ci crede fermamente.

Icona della danza classica, elegante come un Apollo, più aria che carne, eppure Bolle confessa di amare il tango.«È il genere di danza non classica che mi attira più di tutti, lo sento particolarmente vicino. Chissà...».

OnDance è cucito addosso alla sua persona. Si parte dal logo: lui che spicca un salto sulla «O». Eccesso di protagonismo? qualcuno azzarda. Al momento Bolle è l'unico ballerino italiano capace di calamitare tanta attenzione, è bravo, serio, bello dentro e bello fuori, ha uno staff che è una macchina da guerra, si parte dalla sorella Emanuela. È l'Alberto Tomba della danza, l'uomo che sta riposizionando verso l'alto un'arte che dopotutto da noi è sempre stata una graziosa Cenerentola. Sta capitalizzando il momento: breve per chi vive dell'agilità del proprio corpo.

È la star che vola, ma sta coi piedi ben per terra. La stella che tanto ci mancava. E non solo nella danza. Ragion per cui ce lo teniamo ben stretto.