Ucraina grande assente all’Eurovision Song Contest

L’Ucraina è la grande assente all’Eurovision Song Contest 2019 che si terrà a Tel Aviv dal 14 al 18 maggio prossimi. La musica e la politica si intrecciano in un intricato caso la cui eco non sembra destinata a spegnersi facilmente

L’Ucraina è nell’occhio del ciclone, non solo per “l’affaire Al Bano”, ma anche per una questione ancora più controversa: la mancata partecipazione all’Eurovision Song Contest di quest’anno, che si terrà a Tel Aviv dal 14 al 18 maggio. Un caso davvero intricato che non smette di interessare il pubblico, in cui musica, gossip e geopolitica si intrecciano in maniera quasi inestricabile. All’origine di tutto vi è stata la selezione, tenutasi in Ucraina il 9, il 16 e il 23 febbraio, per scegliere il candidato da presentare alla manifestazione canora. 16 artisti ucraini in gara tra cui Tayanna, ritiratasi all’ultimo e sostituita con Anna Korsun, in arte Maruv.

Tra i finalisti, come racconta il giornale "Bukvy", vi erano quest’ultima insieme ai gruppi “Kazka”, “Freedom Jazz”, il duo “Annamaria” e il duo “Yuko”. Da qui sono iniziati i problemi: sui social il vice primo ministro ucraino Vyacheslav Kirilenko ha sottolineato che alcuni dei cantanti finalisti si trovano in una posizione ambigua, poiché non dovrebbero avere la possibilità di organizzare tournée in Russia e, nello stesso tempo, rappresentare l’Ucraina all’Eurovision Song Contest.

Le selezioni hanno decretato la vittoria di Maruv e da quel momento si è accesa la polemica. Anna Korsun, infatti, non solo è famosa anche in Russia, ma cinque anni fa ha partecipato al programma “Golos Kraini” (Voce della nazione), una sorta di “The Voice” ucraino e il suo mentore, “coach”, è stato il russo Sergeij Lazarev (rappresentante della Russia all’Eurovision 2016 e 2019). Questi particolari hanno suscitato malcontento in una parte dell’opinione pubblica ucraina e nello stesso vice primo ministro Kirilenko. Inoltre Maruv ha sempre cercato, nelle interviste, di schivare le domande di tipo politico sulle relazioni tra la Russia e l’Ucraina e sulla condizione della Crimea.

Dopo un tira e molla tra l’interprete e le autorità ucraine, Maruv ha spiegato su Facebook che non parteciperà all’Eurovision Song Contest a causa di clausole contrattuali inaccettabili come, ad esempio, l’impossibilità di fare tournée in Russia per un certo periodo successivo all’Eurovision e di potersi esprimere liberamente sul palco: “Io sono una cittadina ucraina…amo sinceramente l’Ucraina…sono una musicista, non una palla all’interno di un’arena politica……vi chiedo di accettare questa mia decisione…voglio dare la mia creatività senza censura”. Persino la coreografia, infatti, sarebbe stata decisa nei minimi dettagli, senza alcun margine di improvvisazione. Stesso discorso per le dichiarazioni della cantante nelle interviste.

A questo punto gli organizzatori delle selezioni ucraine si sono rivolte ai secondi e terzi classificati, ovvero i “Freedom Jazz” e i “Kazka”, i quali hanno rifiutato per gli stessi motivi espressi da Maruv. Come risultato l’Ucraina, con un comunicato ufficiale, ha deciso di non partecipare, per quest’anno, alla manifestazione canora europea creata nel 1956. Non è il primo polverone che si scatena per motivi politici e che vede coinvolta l’Ucraina: nel 2016 la cantante Jamala presentò un pezzo sulla deportazione dei tatari di Crimea a opera di Stalin e scoppiò un vero e proprio caso che riecheggia ancora oggi attraverso la mancata esibizione di Maruv all’Eurovision.