Chiusa senza accuse indagine su morte per overdose di Prince

Si è chiusa senza accuse penali l'inchiesta aperta sulla morte di Prince, venuto a mancare nell'aprile di due anni fa dopo una overdose di fentanyl. Secondo il magistrato che si è occupato del caso non ci sono prove che possano determinare un responsabilità e chi procurò quegli antidolorifici oppiacei alla star della musica.

Mark Metz, procuratore della contea di Carver, ha confermato in una conferenza stampa che Prince morì dopo avere utilizzato del Vicodin contraffatto che conteneva fentanyl, un'oppiaceo considerato cinquanta volte più potente dell'eroina, ma che non sono emerse "prove attendibili su come ottenne" il medicinale che lo uccise.

La procura ha aggiunto di non avere elementi che facciano pensare "all'intenzionalità del gesto o a un complotto" per uccidere il cantante. Un dottore del Minnesota che aveva curato per due volte Prince, Michael Schulenberg, ha tuttavia patteggiato per 30mila dollari una violazione civile a livello federale per una prescrizione illegale.

La star fu trovata nell'ascensore della sua residenza a Paisley Park, senza vita.