Com'è piccolo il Sessantotto italiano visto dalla Luna

Il libro è prezioso perché contiene una dozzina di lunghi reportage mai usciti in volume

Nel 1968, in Vietnam c'è l'offensiva del Tet; la rivoluzione culturale di Mao si spinge fino a Macao e Hong Kong; negli Stati Uniti sono assassinati Martin Luther King e Bob Kennedy; in Messico, una manifestazione nella capitale viene stroncata nel sangue; Apollo 8 percorre la prima orbita lunare e pone le basi dello sbarco di Armstrong. In Africa, una carestia affligge il Biafra. In Europa, la Cecoslovacchia cerca di liberarsi dal giogo sovietico e viene invasa dall'Armata Rossa. A parte gli ultimi due eventi, tutti gli altri hanno avuto Oriana Fallaci come testimone o come reporter d'inchiesta. In Messico, come è noto, fu ferita da una pallottola. Gli scritti di quei mesi straordinari (soprattutto nel male) sono ora riuniti in 1968. Dal Vietnam al Messico. Diario di un anno cruciale (Rizzoli, pagg. 460, euro 20; in libreria da domani). Il libro è prezioso perché contiene una dozzina di lunghi reportage mai usciti in volume. Tra questi, l'irriverente incontro in India con il Maharishi Mahesh Yogi, passato alla storia come il guru che incantò i Beatles, Mia Farrow, Donovan. Ma non Oriana Fallaci. In mezzo a tanto dolore, un articolo leggero, come era nelle corde della scrittrice. Ne pubblichiamo uno stralcio, per gentile concessione, in questa pagina. Guardando 1968 nel suo insieme colpisce l'assenza del nostro 1968. Ma si capisce: inquadrato negli avvenimenti di quell'anno, il nostro mitizzato Sessantotto si rivela un episodio marginale. In Niente e così sia, libro sul Vietnam nato dai reportage del 1968, la Fallaci scrisse una frase sul movimento studentesco. Questa: «Vandalismi di studenti borghesi che osano invocare Che Guevara e poi vivono in case con l'aria condizionata».