Costantino Della Gherardesca si confessa: "Ho problemi psichiatrici ed ho abusato di droga"

Il conduttore racconta in un'intervista a Vanity Fair tantissimi momenti infelici e tornentati della sua vita

"Una persona con problemi psichiatrici come me per forza di cose si dà alla droga. E se hai una famiglia ricca alle spalle, finisci per farti di eroina e cocaina fno alla fine dei tuoi giorni."

Costantino Della Gherardesca, personaggio complesso per quanto la televisione lo abbia reso a tratti caricaturiale, si confessa in un'intervista a Vanity Fair. Ed in passato, non aveva mai negato l'uso di psicofarmaci necessario per poter vivere una vita senza ansia. Eppure, nella vita del conduttore di Pechino Express, Boss in Incognito e Hair, ci sono stati tantissimi momenti infelici e tornentati dove droga, ospedali psichiatrici e comunità di recupero erano la "normalità".

"Scappavo a Parigi da amici- racconta il conduttore- e lì ne facevamo di cotte e di crude: droga, acidi. E ho continuato anche quando, due anni dopo, mi hanno trasferito in un altro collegio, molto di sinistra. Ci si droga per anestetizzarsi. Sono stato ricoverato ovunque: ospedali psichiatrici, comunità, centri di recupero. Per disturbi psichiatrici e per droga. Il punto più basso è stato il ricovero in una comunità psichiatrica dove ero finito per questioni anche di droga. Ero ancora un ragazzino e mi somministravano neurolettici molto forti. È per quello che sono diventato grasso."

Ma la vita va avanti e Costantino Della Gherardesca parla apertamente della sua omosessualità, di diritti civili e della possibilità di adottare bambini per le coppie gay: "Non sono contrario alle nozze per i gay ma credo che poter adottare un figlio sia più importante del diritto al matrimonio. E considero ingiusto che oggi per i gay sia più facile diventare genitori grazie a un utero in affitto. Immagino che qualcuno possa avere perplessità sul fatto che uno con problemi psichiatrici possa occuparsi di un figlio. Ma ho visitato alcune case famiglia e le garantisco che sarebbe molto meglio avere una casa, la possibilità di studiare e, nel mio caso, cinque dottori a disposizione. Credo che potrebbe essere felice. Quindi la risposta è sì, lo farei."