Demi Lovato contro Trump: "Il Time è ipocrita"

Demi Lovato si scaglia contro Donald Trump e la rivista Time, definendola ipocrita: al centro del contendere, la visione delle donne del Presidente degli Stati Uniti

Demi Lovato/Olycom

Non è passata inosservata la copertina del Time, rivista che ha deciso di incoronare come Person fo the Year un gruppo di donne, simbolo della battaglia contro le molestie sessuali. Definite "The Silence Breakers", sono rappresentate da quattro figure femminili, tra cui Ashley Judd e Taylor Swift, più una quinta donna misteriosa di cui si intravede solo il gomito. Una copertina importante e molto attuale, un forte sostegno per un argomento delicato quale quello delle violenze, pronto a sconvolgere ogni ambito.

Una voce fuori dal coro è però giunta dallo showbiz: quella di Demi Lovato, la quale ha sottolineato come l'attuale Presidente degli Usa occupi ancora la seconda posizione tra le persone più significative di questo 2017. Donald Trump, uomo immagine per la copertina del Time dell'anno precedente, non perde il podio e si posiziona sul secondo gradino. Una scelta controversa che la cantante ha definito ipocrita, a fronte delle tante accuse di molestie rivolte allo stesso magnate e alla violenza verbale a cui lo stesso è ricorso in più occasioni. Per questo Demi ha voluto affidare a Twitter il suo malcontento: "Il Time evidenzia le donne coraggiose che si sono opposte alle molestie sessuali, ma nomina un uomo con diverse accuse a suo carico in seconda posizione. Davvero?".

L'artista stessa, definita dal Time più volte come personaggio influente, è molto attiva in fatto di difesa e cura del genere femminile. Parla apertamente del suo vissuto personale ed è un esempio positivo per i suoi tantissimi fan, che hanno apprezzato e condiviso il suo commento. Benché l'accostamento delle due prime posizioni faccia molto discutere, il vice redattore capo del magazine, Radhika Jones, ha sottolineato come la lista delle persone più influenti dell'anno comprenda i personaggi che maggiormente hanno condizionato le notizie e gli eventi, nel bene e nel male. Nel caso di Donald Trump, la seconda posizione riguarda lo stile e la metodologia con cui ha cambiato le regole alla Casa Bianca, e la natura stessa del ruolo presidenziale.