Dj Albertino lascia radio Deejay, sarà direttore a M2O

Albertino si trasferisce a M2O dopo 35 anni passati al timone di Radio Deejay, di cui era l'icona indiscussa

Tutte le storie d'amore, prima o poi, finiscono. Ma ci sono quelle che si lasceranno, dietro di sè, sempre tanti bei ricordi, momenti indelebili che segnano, inevitabilmente, il trascorrere del tempo. Così è capitato anche per Dj Albertino e la sua Radio Deejay.

L'appuntamento delle 14 era ormai una consuetudine per i suoi ascoltatori, per i quali era diventato una voce sicura e nella quale riconoscersi quotidianamente. Era entrato a far parte di Radio Deejay nel 1984 insieme al fratello Linus e, insieme, hanno completamente trasformato il linguaggio radiofonico italiano, dandogli quel taglio moderno, spigliato e dinamico che oggi lo contraddistingue.

La sua scelta, naturalmente, non è dettata da rotture o liti con quella che è stata la sua casa per circa 35 anni. Ha scelto di dedicarsi ad un nuovo ed entusiasmante progetto, che lo vedrà nelle vesti di direttore artistico di M2O, emittente del comparto radio del Gruppo GEDI, con la stessa Radio Deejay e Radio Capital. Nuovi stimoli, nuova avventura, ma pur sempre in radio.

Ieri, suo fratello Linus ha voluto ricordare che "oggi, come ormai saprete, è il suo 'quasì ultimo giorno a Radio Deejay. Dico quasi perché in realtà non sparirà del tutto, continuerà ad andare in onda da noi con una cosa sua, ma è l'ultimo giorno del suo appuntamento quotidiano alle 14". L'abbandono quindi sarà graduale, per il momento.

Lo stesso Albertino ha salutato il suo pubblico con un post sul suo profilo Instagram, in cui ha ripercorso tutte le tappe della sua gloriosa carriera a Radio Deejay. Una lettera triste, malinconica, ma bellissima, da cui emerge una promessa: "Questo non è un addio".

Di seguito il suo messaggio a tutti i suoi radioascoltatori.

Lasciare Radio Deejay dopo 35 anni non sarà per niente facile. Via Massena è il posto dove sono cresciuto e dove ho realizzato i miei sogni. Che non sono finiti. Qui mi sono sentito un campione. Insieme a mio fratello e miei amici abbiamo raggiunto risultati impensabili, portando la radio su un altro livello. Ho avuto la fortuna di poter lavorare con dei talenti straordinari che ancora oggi rappresentano il top dello spettacolo italiano. Da Fiorello a Jovanotti, fino a Gerry Scotti, il primo a introdurmi ai microfoni di Radio Deejay un pomeriggio di 35 anni fa. Erano le due. “Ciao sono Albertino”. Lo ripeterò centinaia migliaia di volte. Sono consapevole di essere stato la colonna sonora della vita di molte persone. Ne ho avuto l’ennesima, inaspettata, riprova durante il tour del Deejay Time. L’affetto della gente è stato al di sopra di ogni aspettativa. E continua ad esserlo. Vedere quei ragazzi che affollavano Via Massena o l’Aquafan di Riccione diventare genitori e accompagnare i loro figli alle nostre serate mi riempie di gioia e di orgoglio. Ma non è fantastico tutto ciò? Da grande volevo fare la radio. Non avrei potuto fare altro. Non sono bello, non solo alto, non so giocare a calcio, non so cantare o ballare. Per farmi ascoltare, avrei soltanto potuto usare un megafono. Così è stato, con quello che anch’io ho contribuito a far diventare il più forte di tutti: quello di Radio Deejay. Adesso che sono grande - nonostante il nome – mi è stata data una nuova opportunità, una sfida che dal primo di aprile affronterò con il mio gruppo di lavoro, con lo stesso entusiasmo di 35 anni fa. Radio Deejay non si libererà tanto facilmente di me. Ogni sabato pomeriggio con Fargetta, Molella e Prezioso faremo tutti insieme ancora un po' di Deejay Time (in contemporanea anche su m2o). Tutti i giorni mi troverete invece sulla nuova m2o, con tutto il cast dello staff del team della gang. Ma alle 17. Così prima “si va a mangiare”... con calma. Volevo salutare tutti gli ascoltatori di Radio Deejay, ma anche tutti quelli delle altre radio che in questi anni mi hanno ascoltato di nascosto, i vecchi, i nuovi e soprattutto chi mi seguirà su m2o. Questo non è un addio

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