Il "Dottor House" contro Putin: "Boicottate la vodka russa"

Hugh Laurie su Twitter contro le leggi russe sui gay. Ma i blogger di Mosca insorgono: "Il nostro denaro può facilmente boicottare lui"

Il "Dottor House" contro Putin. L'attore britannico Hugh Laurie ha infatti chiesto di boicottare la vodka moscovita per protestare contro la linea sui gay del presidente russo.

La proposta è stata lanciata sabato su Twitter, dove Laurie ha oltre 300mila follower: "Boicotterei le merci russe se potessi pensare a una sola cosa che hanno fatto oltre che deprimere il resto del mondo". E ancora: "La vodka russa va bene se devi pulire il forno. Se vuoi berla, perciò, deve essere polacca".

L'attore ha poi spiegato che stava reagendo alle parole di Putin, che venerdì ha invitato i gay a "lasciar stare i bambini". La Russia, con una legge contestatissima, ha vietato la propaganda gay davanti ai minori. Laurie, noto per la figura di medico brillante, ma antisociale interpretata nella seria Tv, è popolarissimo in Russia. L'attore ha immediatamente ritirato le sue parole, invitando "i russi buoni, gentili, ad affrontare i babbei che trafficano in questo veleno".

Ma la sua proposta è diventata uno dei temi più discussi su Twitter in russo. "Voglio ufficialmente mandare Hugh Laurie all'inferno insieme e alla sua opinione sulle nostre merci e ai suoi progetti per boicottarle", ha scritto il famoso blogger Ilya Varlamov. "Hugh ha lanciato un appello a boicottare tutte le merci prodotte in Russia, insultando contemporaneamente uno dei simboli del nostro paese, la vodka", ha commentato poi il giornalista sportivo Stepan Chaushyan sul settimanale popolare Argumenty i Fakty. "Hugh si è dimenticato di una cosa: il denaro russo può facilmente boicottare lui", ha aggiunto, ricordando che Laurie ha tenuto vari concerti di blues in Russia. "Va bene, va avanti e boicottaci, ma devi cominciare dal gas, non dalla vodka" ha scritto il commentatore Savva Mirosh sul sito web della tv pubblica Ntv.

La scorsa estate a New York i dimostranti hanno versato vodka nei tombini per protestare contro la legge russa che proibisce la propaganda gay. Ma la trovata di Laurie ha trovato il favore dei militanti per i diritti gay. "Con quanta ironia e quanto correttamente ha notato tutto. Grazie, Hugh" ha scritto Matvei Alexandrov sul sito web Gay.ru. L'ex partner di Laurie nella serie televisiva "Jeeves and Wooster", Stephen Fry, che è apertamente gay, ha criticato la legge anti gay russa e appoggiato il boicottaggio delle Olimpiadi invernali di Sochi che partiranno il prossimo 7 febbraio.

Commenti
Ritratto di Ausonio

Ausonio

Lun, 20/01/2014 - 20:17

hahaha poveracci questi americani. Ancora non capiscono che non contano più un c....

Ritratto di Svevus

Svevus

Lun, 20/01/2014 - 22:36

Ecco cosa a detto testualmente Putin a Valdai : «Altra grave sfida all’identità della Russia è legata ad eventi che hanno luogo nel mondo. Sono aspetti insieme di politica estera, e morali. Possiamo vedere come i Paesi euro-atlantici stanno ripudiando le loro radici, persino le radici cristiane che costituiscono la base della civiltà occidentale. Essi rinnegano i principi morali e tutte le identità tradizionali: nazionali, culturali, religiose e financo sessuali. Stanno applicando direttive che parificano le famiglie a convivenze di partners dello stesso sesso, la fede in Dio con la credenza in Satana. La “political correctness” ha raggiunto tali eccessi, che ci sono persone che discutono seriamente di registrare partiti politici che promuovono la pedofilia. In molti Paesi europei la gente ha ritegno o ha paura di manifestare la sua religione. Le festività sono abolite o chiamate con altri nomi; la loro essenza (religiosa) viene nascosta, così come il loro fondamento morale. Sono convinto che questo apre una strada diretta verso il degrado e il regresso, che sbocca in una profondissima crisi demografica e morale. E cos’altro se non la perdita della capacità di auto-riprodursi testimonia più drammaticamente della crisi morale di una società umana? Oggi la massima parte delle nazioni sviluppate non sono più capaci di perpetuarsi, nemmeno con l’aiuto delle immigrazioni. Senza i valori incorporati nel Cristianesimo e nelle altre religioni storiche, senza gli standard di moralità che hanno preso forma dai millenni, le persone perderanno inevitabilmente la loro dignità umana. Ebbene: noi riteniamo naturale e giusto difendere questi valori. Si devono rispettare i diritti di ogni minoranza di essere differente, ma i diritti della maggioranza non vanno posti in questione. Simultaneamente, vediamo sforzi di far rivivere in qualche modo un modello standardizzato di mondo unipolare e offuscare le istituzioni di diritto internazionale e di sovranità nazionale. Questo mondo unipolare e standardizzato non richiede Stati sovrani; richiede vassalli. Ciò equivale sul piano storico al rinnegamento della propria identità, della diversità del mondo voluta da Dio»... Mi sembra che siano parole di puro buon senso !

Ritratto di depil

depil

Mar, 21/01/2014 - 07:05

un attorucolo da quattro soldi in una serie tv vomitevole che lancia proclami mi fa scompisciare dal ridere.