Duetti, "ospitate" e omaggi. La nuova vita degli album

Anche cantautori come Luca Carboni confermano che le collaborazioni aiutano ad affrontare la crisi del settore

Alla fine il muro è crollato. Dopo decenni di rigorosa solitudine (interrotta qui e là come le eccezioni interrompono le regole) anche i cantautori hanno iniziato a collaborare liberamente gli uni con gli altri. E i risultati (spesso buoni assai) si vedono. Ad esempio il nuovo disco di Luca Carboni, che si intitola Fisico& Politico e celebra i trent'anni di carriera: è la rivisitazione dei suoi successi da Mare mare a Ci vuole un fisico bestiale, riregistrati e ricantati (con la supervisione di Michele Canova) in duetto con il parterre du roi della canzone d'autore italiana, da Battiato («Ha voluto la mia Silvia lo sai») a Cremonini a Elisa e Tiziano Ferro passando per Jovanotti, Bersani e Miguel Bosé. In più, tanto per capirci, dei tre brani inediti in scaletta, il singolo omonimo è stato cantato con Fabri Fibra («Ha scritto una parte del testo»), l'altro è stato composto da Luciano Ligabue («In C'è sempre una canzone per la prima volta sono interprete», dice Carboni) mentre l'ultimo, Dimentica, vale quasi come uno slogan di questa fase della nostra musica. Dimentichiamo il passato. C'è crisi (anche) discografica. I rapper hanno scavallato tante barriere di genere. E si è asciugata l'inutile rigidità che per tanti anni ha separato la musica in universi incomunicabili.

Dopotutto anche Fabio Fazio oggi su Sorrisi Canzoni Tv annuncia che a Sanremo vuole «abbattere il muro tra Festival e Club Tenco». Da sempre si tratta del Muro di Berlino della canzone italiana e negli anni scorsi non è stato raro ascoltare cantautori disposti a giurare che non sarebbero mai andati al Festival: «Molto meglio il Tenco». Il momento insomma è buono. E tanti successi discografici dell'anno dimostrano che la strada sia inevitabile. Pezzali con Max 20 ha duettato con Grignani, Baglioni, Fiorello, Ramazzotti, Renga e altri, sbancando la top ten (tra l'altro con una copertina graficamente vicina a quella di Carboni). Idem Miguel Bosé in Papitwo, anche se con un respiro più internazionale (c'era anche Penelope Cruz). E pure Pacifico l'anno scorso ha pubblicato Una voce non basta nel quale canta tra l'altro con Cristina Donà, Francesco Bianconi, Manuel Agnelli e il grande Frankie Hi Nrg. E l'elenco potrebbe continuare. «Qualche volta la collaborazione tra rapper e cantautori mi sembra un po' forzata» ha detto ieri Luca Carboni senza accenti polemici: in effetti identifica metri, e metriche, spesso incompatibili tra loro.

Però è ovvio che l'interscambio sia destinato a durare. A dare una mano è anche l'aumento di interscambi sui palchi: dalle Amiche per l'Abruzzo fino al tributo a Dalla, mai come negli ultimi anni i mondi diversi della nostra musica si sono incrociati durante i concerti. «Ad esempio la collaborazione con Ligabue è nata proprio durante il Concerto per l'Emilia organizzato da Beppe Carletti».

Certo, in questa sarabanda c'è sono tanti aficionados che non limitano le apparizioni. Fabri Fibra senza dubbio, come tanti altri rapper che in questo momento sono autentici «pontieri» tra due epoche. Ma anche Cremonini, Bersani, Giuliano Sangiorgi e Jovanotti non si tirano indietro, a dimostrazione che un'epoca, quella della rigorosa indipendenza, si è davvero conclusa. «Anzi, da qualche giorno - spiegava Luca Carboni proprio ieri - stiamo pensando di organizzare un mio concerto con tutti questi ospiti sul palco insieme con me. Magari a fine dicembre o a gennaio». Insomma la ripartenza del cantautorato nasce proprio dalla mescolanza, da un macramé creativo che ricorda alla lontana, se proprio bisogna dirlo, lo spirito degli anni Sessanta.