E ora gli X-Men si alleano per battere terribili robot

Los Angeles«Il trucco, la bellezza e la difficoltà intrinseche a X-Men è che non ci sono armi, ma solo poteri, e ogni potere è un effetto speciale visivo. E gli effetti speciali costano!». Così dice il regista del nuovo X-Men: Days of Future Past Bryan Singer, che ritorna in cattedra dopo aver diretto i primissimi due X-Men della premiata serie, dieci anni or sono. Questo film targato Marvel/Fox sarebbe dunque il più complesso e costoso della serie o di qualsiasi film Singer abbia affrontato (incluso Superman Returns): «Direi che è il budget più ingente della Fox non diretto da James Cameron!» scherza, fino a un certo punto, Singer. L'attesissimo sequel esce sugli schermi Usa il 23 maggio (in Italia il giorno prima).
La sola trama e relativa linea narrativa è complicata: fa su e e giù nel tempo in due principali sfere cronologiche (c'è la macchina del tempo), da quella dove sono collocati i mutanti Xavier, Magneto e Wolverine dei primi X-Men (tornano tutti gli attori, da Hugh Jackman a Patrick Stewart, Ian McKellen a Halle Berry) a quello di First Class dei giovani (James McAvoy, Michael Fassbender e Jennifer Lawrence, tra i tanti altri). La storia: per prevenire un futuro dominato da robot chiamati Sentinelle, che hanno rinchiuso i mutanti in campi di sterminio, gli X-Men inviano Wolverine indietro nel tempo affinché il suo giovane se stesso tenti di fermare l'ascesa delle Sentinelle e stabilire il cammino per un futuro pacifico. Mutanti buoni e cattivi devono unire le loro forze per evitare l'ascesa dei robot (la trama proviene da una serie di fumetti del 1980 di Chris Claremont e John Byrne.)
L'operazione Days of Future Past è anche intesa a sfruttare i nomi «marchio» di Jackman, Berry e la Lawrence e rilanciare alla grande una serie fortunata (2,3 miliardi di dollari d'incasso nel mondo - solo nei cinema - tra i vari X-Men e spin-off come The Wolverine), ma non eccezionale (il solo Avengers ha incassato 1,5 miliardi). Singer è un fan dell'universo X-Men, anche se concede che non sia il più noto del mondo supereroistico Marvel. «Tutti conoscono Captain America, Hulk e Superman, ma non i personaggi di X-Men», dice il regista. «Io stesso non sapevo chi fosse Wolverine al tempo del primo film. Per me gli X-Men sono i figli bastardi dell'universo comic».
Dopo il flop del suo Jack the Giant Slayer dello scorso anno (costato 195 milioni di dollari, ne ha incassati appena 65), Singer si dichiara felice d'essere tornato su un terreno a lui più congeniale, e soprattutto, viene da aggiungere, si auspica che il probabile successo di Future Past possa ristabilire la sua immagine macchiata da un'accusa (c'è un'indagine in corso) di molestie sessuali mossagli da un suo ex assistente.
La Berry, che aveva litigato con Singer al tempo di X-Men 2, assicura che le riprese di questo nuovo film sono state molto armoniose. «Non è un segreto che Bryan ed io abbiamo avuto problemi nel passato, eppure devo ammettere che questa volta lui è stato fantastico. È cresciuto, È maturato, ha imparato tante cose nel frattempo, come del resto tutti noi».
Hugh Jackman appare in entrambe le fasce temporali di Future Past («La scelta di inviare proprio lui indietro nel tempo è ovvia», dice Jackman: «Wolverine non invecchia, è uguale adesso come 40 anni fa»). L'attore è passato alle riprese di Future Past poco dopo aver terminato quelle di The Wolverine, e per mantenere la forma Wolverine ha dovuto continuare la ferrea dieta per altri tre mesi. «Stavo già leccandomi i baffi pensando alle schifezze che mi sarei finalmente scodellato, quando ho saputo che mi volevano subito sul set di Future Past: accidenti, mi sono detto, che sfiga, di nuovo a stecchetto!»
Il film narra anche l'evoluzione di Charles Xavier (Patrick Stewart nei primi film), interpretato, nella versione giovane, da James McAvoy (come in First Class). «Charles ha qualcosa di Wolverine in questo film», dice l'attore inglese, «nel senso che è ribelle, arrabbiato ed emotivamente uno straccio, oltre che un gran rompipalle. Nel film Wolverine aiuta Charles a capire chi veramente sia, cosa vuole nella vita, che sacrifici è disposto a fare, un vero bildungsroman dentro a film-fumetto d'azione».
E ancor prima che Days of Future Past appaia nei cinema, la Fox e Singer già annunciano un seguito, X-Men: Apocalypse, previsto per maggio del 2016. E si parla pure di un altro spin-off imperniato sulla mutante Mystique, ovvero Jennifer Lawrence. «È un peccato che una premio Oscar come lei debba spartire lo schermo con un folto cast», dice la produttrice dei vari X-Men Lauren Shuler Donner. «Quello che Jennifer fa con Mystique è splendido. Secondo noi vale la pena farla suonare da sola. E lei non vede l'ora».