Enciclopedia delle malattie immaginarie dalla A alla Z

Massimiliano Parente

Uno dei miti duri a morire nella percezione del corpo è che qualsiasi malattia sia causata dalla mente. Come ha analizzato lo scienziato Stephen Pinker, i pregiudizi radicati derivano da tre concezioni: il mito del buon selvaggio (maggior colpevole: Rousseau), quello della tabula rasa (la mente è un contenitore da riempire), e l'idea dello spettro nella macchina (il corpo è una macchina governata da un'essenza immateriale). Non per altro fino a tempi relativamente recenti a ogni malattia era associato un particolare vizio o peccato.

Al riguardo è interessante il libro scritto da Vikram Paralkar, medico e entomologo indiano, intitolato Le afflizioni e edito da Bompiani (pagg. 134, euro 17). Afflizioni del corpo, ma anche della mente, pseudomalattie spesso di natura magica, elencate nella forma di un trattato medievale rarissimo, chiamato Encyclopedia medicinae. Per cui ci si può svegliare sordi perché colpiti dal morbo di Agricola, che priva rapidamente le persone dell'udito, oppure essere presi da una smania sessuale incontenibile, affetti dal Morbo del Libertino, che si cura con estratti di scorzanera e ninfea bianca. Ci sono anche casi di afasia al contrario, malattia denominata Aphasia Floriquens che impedisce al malato di pronunciare soltanto ciò che vuole dire: «se desidera spedire una lettera, entra in un ufficio e si lancia in una disquisizione sulla storia del servizio che in quel luogo si offre, e spazia tra argomenti come le antiche epistole inviate dalla Siria a Babilonia (). Lo stesso si scopre, tuttavia, incapace di pronunciare una semplice frase come Vorrei spedire una lettera». Pericolosissima, per gli attori, l'Amnesia Histrionis, capace di far dimenticare ogni testo teatrale da sempre saputo a memoria, mentre i malati di Dictio Aliena iniziano a parlare lingue incomprensibili. I rimedi, sempre, intrugli di erbe.

Tra le malattie più curiose il Corpus Ambiguum, che induce le persone a non riconoscere più alcune parti del proprio corpo, per esempio riducendosi in poltiglia una gamba. Molte di queste pseudomalattie trovano una corrispondenza nella medicina reale (basti pensare, a proposito di arti estranei, afasie o percezioni difformi della realtà, ai casi narrati nei libri di Oliver Sacks o di Antonio Damasio), oltre a essere una serie di racconti paradossali che potrebbe aver scritto Jonathan Swift come appendice a uno dei suoi viaggi di Gulliver. Si sconsiglia il testo agli ipocondriaci, e anche a persone come Red Ronnie o Eleonora Brigliadori, che si ammalerebbero sul serio.