Enrico Vanzina racconta l’origine della battuta citata da Sala per le Olimpiadi

Dopo la battuta del sindaco Sala che ricorda una del film "Vacanze di Natale", Enrico Vanzina spiega l'origine di quella celebre freddura

"La nascita di una battuta è sempre misteriosa". Così afferma Enrico Vanzina fra le pagine di Spy in un’intervista che ha rilasciato al noto settimanale. Lo sceneggiatore di "Vacanze di Natale", film diretto dal compianto fratello Carlo, è stato il fautore di una celebre battuta che, durante l’assegnazione delle Olimpiadi del 2026, è stata ripresa dal Sindaco Sala. Enrico Vanzina ora spiega la sua origine.

"Ivana fai ballare l’occhio sul tic! Via della Spiga, Hotel Cristallo di Cortina: 2 ore, 54 minuti e 27 secondo … Alberto is Nothing". Il passo è stato citato da molti proprio dopo l’assegnazione di Milano e Cortina per le Olimpiadi, ma già un anno fa il sindaco del capoluogo lombardo, quando aveva espresso la sua idea per candidare le due città, aveva rivolto una stoccata alla celebre battuta dei Vanzina. "Purtroppo non c’è Giulio Nicheli, che in Vacanze di Natale diceva ‘Milano-Cortina con due giri di rolex’".

Sulla questione Enrico Vanzina ha esposto il suo punto di vista. "È un’espressione tipica di Nicheli – afferma lo sceneggiatore -. Per quanto riguarda la battuta originale, invece, la prima parte era nostra, mia e di Carlo, la seconda è stata un’aggiunta di Guido". Durante l’intervista ricorda altri aneddoti sul film che ha girato insieme al fratello. "C’era anche una battuta contro noi romani – afferma -. Il nostro film invece ha fatto bene alla città di Cortina, proprio come Giovanni Malagò che ha sostenuto la candidatura di Milano, segno che i romani riescono a fare qualcosa di buono, soprattutto quando siamo lontani da Roma".

E proprio su Malagò, amico d’infanzia di Enrico e Carlo Vanzina, lo sceneggiatore ricorda che ha ispirato un altro personaggio del film, tale Luca Covelli: "Ci ha ispirato nel suo essere tifoso e nel suo esprimersi per sentenze. Ci sarebbero altre coincidenze ma mi fermo qui".