Eva Henger: "Promisi alla moglie di Rocco Siffredi che non avrei lavorato con lui"

Ospite di Live-Non è la d'Urso, Rocco Siffredi ha avuto modo di confrontarsi con alcuni ospiti tra i quali c'era anche Eva Henger, che ha confessato di non aver lavorato con lui per un patto stretto con la moglie dell'attore

Celebre per essere l’attore porno più famoso d’Italia, Rocco Siffredi si è sottoposto al gioco delle cinque sfere di Live- Non è la d'urso e, dietro ad una delle sedute, c’era proprio la sua ex collega: Eva Henger.

La ex attrice a luci rosse, a dispetto di quanto si potesse pensare, ha speso commenti positivi nei confronti di Siffredi e si è lasciata andare ad una confessione riguardante i suoi rapporti con la moglie di quest’ultimo, Rozsa Tassi, anche lei ex protagonista del mondo porno. Le due donne si conobbero proprio sul set di Budapest nel 1993 e, come raccontato dalla ospite di Barbara d’Urso, tra loro nacque una profonda amicizia che dura ancora negli anni. Proprio per il legame che unisce le due, Eva Henger ha rivelato di aver fatto una sorta di patto con Rosza: non avrebbe mai lavorato con Rocco Siffredi.

La Tassi, tuttavia, ha sempre sostenuto di non essere mai stata gelosa del marito e di aver sempre considerato ciò che accade sul set dei film a luci rosse semplice lavoro. La Henger, però, non se l’è mai sentita di infrangere quella promessa fatta all’amica Rozsa e, ad oggi, le sue collaborazioni con Siffredi si riducono ad una semplice apparizione su un set. “Il primo film, Eva lo ha fatto con me”, ha precisato Rocco, mentre lei ci ha tenuto a chiarire di essere stata solo una comparsa e di non aver mai avuto con lui un rapporto sessuale completo. “Non c’è stato un rapporto completo, ma c’è stato un po’ di più – ha aggiunto l’attore nonostante il lieve imbarazzo della Henger –. A me non piace dire ston**ate”. Eva, però, ha ribadito che la promessa a Rozsa è stata matenuta negli anni.

Commenti
Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Gio, 16/05/2019 - 22:59

Da "il lavoro più pericoloso del mondo" a il "lavoro più penoso del mondo".