Molestie, Fausto Brizzi all'attacco "In Italia si desidera la sfortuna altrui"

Dopo l'archiviazione delle accuse per violenza sessuale, il regista dell'ultimo film "Modalità Aereo" si racconta e traccia un bilancio della sua esperienza sotto i riflettori dei media italiani

Il regista Fausto Brizzi tira un sospiro di sollievo dopo che il 23 gennaio scorso il gip di Roma ha archiviato le accuse di violenza sessuale. Brizzi si è confessato a Verissimo da Silvia Toffanin, in una intervista che andrà in onda sabato 23 febbraio alle ore 16. Il regista romano è tornato su una frase detta qualche tempo fa, secondo cui in Italia un'accusa è già di per sé una condanna: "Questo è un malessere diffuso nel nostro Paese per cui sembra che la gente non voglia vincere qualcosa o avere una fortuna, ma vedere una sfortuna degli altri. Basta leggere i giornali per vedere che sono solo le notizie tragiche che ci interessano: quelle buone sono relegate in un trafiletto. Se una persona viene accusata di una cosa gli viene data una certa rilevanza, se poi la persona viene assolta gliene viene data un’altra".

Brizzi ha raccontato di come è riuscito comunque a scrivere e dirigere il suo ultimo film, "Modalità aereo". Una pellicola dai tratti esilaranti ma anche autobiografici e profondi: "È stato un anno complicato, in cui il mio obiettivo era trovare l’umore giusto per scrivere un film divertente e 'Modalità aereo' lo era. Quando Paolo Ruffini me l’ha portato ho capito che era terapeutico: era la risposta pop a tutto quello che mi stava succedendo. E il lavoro è stato una cura".

Paolo Ruffini è un amico di vecchia data e protagonista del suo ultimo film: "Paolo l’anno scorso ha realizzato un documentario bellissimo sulla Resilienza, che io quest’anno ho imparato. Significa fare in modo che un evento negativo possa diventare positivo. Non bisogna scoraggiarsi davanti a una difficoltà apparentemente insormontabile perché la puoi fronteggiare, aggirare e trasformare in qualcosa di buono. Il percorso è complicatissimo e il documentario di Paolo parla proprio di questo atteggiamento. È stata una delle persone che più mi è stata vicina in quest’ ultimo periodo, con mia madre, Claudia, gli amici e la mia bimba di tre anni".

Infine da tutta questa storia Brizzi ha tratto un insegnamento: "Bisogna sempre e comunque mantenere l’ironia perché ti salva. Ma alla fine un calcio nel posteriore aiuta a resettare la propria vita in meglio, a guardare meno volte il telefonino e a fare in modo che le persone a cui vuoi bene, stiano bene".