Un film dissacra Scientology E Tom Cruise lo approva...

da New York

Da anni, pazientemente, il regista Paul Anderson sta mettendo a punto una pellicola rischiosissima. Si tratta di The Master, ispirato, anche se non ufficialmente, a Scientology ed alla figura carismatica del suo fondatore, Ron Hubbard. E finalmente, dopo una lunga attesa, esce negli Usa il secondo trailer, che come tutte le informazioni top secret sul film è misteriosissimo. La fotografia è splendida, le musiche sono inquietanti, i riferimenti alla filosofia di Hubbard più che evidenti.
La chiesa di Hubbard negli Stati Uniti ha un seguito assai importante: soprattutto nell’ambiente di Hollywood la lista dei divi, dei cantanti e dei registi che si professano «fedeli» a Scientology è costellata di Oscar. Affrontare la storia di come il guru Hubbard avesse incantato, negli anni Cinquanta, con le sue rocambolesche teorie, compresa quella della reincarnazione, milioni di seguaci era quindi più che rischiosa per qualsiasi regista americano. Anderson (Ubriaco d'amore, Il petroliere) non si è però mai arreso e ha voluto mettere alla prova la sua pellicola presentandola, in anteprima, ad uno dei divi più conosciuti nel mondo di Scientology: Tom Cruise.
I media americani hanno dichiarato che Cruise nei giorni scorsi avrebbe approvato la sceneggiatura e la splendida cinematografia di questa storia che potrebbe anche ricevere qualche nomination agli Oscar. In fondo, Cruise non avrebbe potuto far diversamente: in questo momento, dopo l’annuncio del suo divorzio da Katie Holmes, ha le quotazioni in ribasso anche alla corte di Dianetics. E non pesa poco il giudizio che Rupert Murdoch ha espresso l’altro giorno su Twitter parlando della separazione tra l’attore e la Holmes: Scientology è «un culto che fa rabbrividire».
In ogni caso, le performance strepitose del film sono due: Joaquin Phoenix, nei panni di Freddie Sutton, un vagabondo e perditempo in cerca di un punto di riferimento che sposerà tutte le teorie balzane del guru Lancaster Odd, interpretato dall’inquietante Philip Seymour Hoffman nei panni, ovviamente, del maestro Hubbard.
C’è poi anche Amy Adams, che interpreta la terza moglie di Hubbard, Mary Sue. The Master uscirà per pochi giorni nelle sale americane il 12 ottobre e già si parla della sua partecipazione alla prossima Mostra del Cinema di Venezia.
Nel trailer si vede Hoffman che risponde ad alcune domande di Freddie dicendogli di essere «uno scrittore, un medico, un fisico nucleare, ma soprattutto un uomo. Un uomo che si pone un sacco di domande, come lui». Da quel momento Freddie rimarrà incantato, diventando il braccio destro di Odd e seguendolo per il resto della sua vita.
Naturalmente il paragone con Hubbard non sfugge: quest’ultimo, mentre scriveva il suo primo saggio, intitolato Dianetics, mentiva costantemente sul suo curriculum vitae, poiché in realtà non era né un fisico nucleare né un medico laureato.
E alla fine del trailer si osserva uno dei classici «interrogatori» di Hubbard: una selva di domande psicologiche, diventato poi un esame adottato da Scientology per i potenziali seguaci. Le domande si accavallano rapidissime: «Ti soffermi alle fermate degli autobus per puro divertimento?». «Scorri velocemente gli elenchi del telefono o gli orari dei treni in partenza per distrarti dal quotidiano?». Sono le stesse domande contenute nel test Oxford Capacity Analysis, imposte a chi voglia entrare a far parte della Scientology.
Che Anderson, pur con la dovuta delicatezza, volesse portare sullo schermo la vita e la mente inquietante di Hubbard, rischiando l’odio della sua chiesa? «Non credo - ha scritto il critico del Village Voice -. Piuttosto, il regista ha voluto creare un quadro psicologico di un leader religioso e carismatico, che nella vita aveva messo a punto delle strabilianti invenzioni, convincendo milioni di seguaci del suo genio».