Gangemi racconta la Calabria più feroce

C'è un Italia sommersa, bastarda, con codici da decifrare che non trovi nelle statistiche. È la provincia remota della Calabria, nascosta nei paesi dell'Aspromonte, ma con una rete criminale che vale il Pil di una nazione e diffusa negli angoli del globo. È qui, in questo spazio dove ogni cosa arriva di sponda e la gente parla per parabole, che spesso si muovono i personaggi di Mimmo Gangemi. La 'ndrangheta è lo sfondo, è il mare, è la legge, la consuetudine, è il non detto che non puoi ignorare, è sussurri, potere, soldi, resa dei conti. La forza dei romanzi di Gangemi è che ti porta in queste terre immaginarie, come se fossero oltre la frontiera, e ti ricordano Tombstone, Gilas, Deadwood, Dodge City, cittadine dove gli sceriffi non hanno cittadinanza, perché sono i fuorilegge a scrivere le leggi, eppure tutto questo accade qui, adesso, sulle rocce aspre che guardano lo stretto pezzo di mare tra Scilla e Cariddi. Gangemi apre l'uscio alla realtà di chi vive lì, quotidiana, semplice, normale. Ecco, dice, guardatela, esiste, e non è una caricatura, ve la racconto con lo sguardo di chi qui tira a campare. Solo che questa normalità normale non è e allora accade qualcosa che non ti aspetti, una rivelazione improvvisa: ti rendi conto di quanto sia assurdo convivere con tutto questo.

È quello che accade in Marzo per gli agnelli (Piemme, pagg. 285, euro 17,50), il suo nuovo romanzo, la scelta di un uomo che non ha più nulla da perdere di deragliare dal proprio destino. La 'ndrangheta chiede il tuo pezzo di terra brulla e pietrosa per investire in un grande villaggio turistico e commerciale. O vendi o muori. Come ti ribelli a chi comanda? Solo chi si sente già morto trova il coraggio del no. Tutti gli altri si accomodano, si arrendono, accettano offerte che non si possono rifiutare, si rifugiano nei propri alibi. Mimmo Gangemi ha raccontato l'epopea dei calabresi in viaggio verso l'America con La signora di Ellis Island e con Marzo per gli agnelli conferma il suo talento nel raccontare storie fuori dal canone, lì nella provincia più oscura potente del meridione. I capibastone dettano il tempo, danno il ritmo allo Stato e sanno aspettare il momento giusto per uccidere o pagare. Sanno aspettare, aspettare che arrivi marzo per gli agnelli, quando si portano al macello.