GAST(ROCK)NOMIA

Nuova moda: trovare il connubio perfetto tra cibo, vino e musica. Sono lontani i tempi in cui Ozzy Osborne mangiava pipistrelli

Se ci pensiamo non ci sono grandi differenze tra un cuoco e un musicista. Entrambi trasformano la materia prima in prodotto finito, vengono da una lunga gavetta e sono a capo di una équipe di collaboratori: il primo di una brigata di cucina e il secondo di una band. Da quando il poeta e cuoco siciliano Archestrato di Gela coniò la parola gastronomia nacquero i primi incroci tra cibo e musica, erano i rave party dell'epoca. Oggi che i cuochi hanno preso d'assalto la tv, la Gast(rock)nomia (titolo di un divertente libro del milanese John N. Mar tin, Arcana, pagg. 191, euro 16) è sempre più di moda così come l'abbinamento dei piatti con Vini e vinili (Maurizio Pratelli, Arcana, pagg. 287, euro 22) . Ai duri e puri del rock piace ricordare Ozzy Osbourne che decapita una colomba (finta?) o che morde sul palco un pipistrello (finto? Ma in quel caso gli fu praticata d'urgenza l'antirabbica), anche se il primato di aver addentato un topo morto - secondo Paolo Villaggio - spetta a Fabrizio De André.

Episodi portati all'estremo... Quanto è raffinato invece il paragone tra Gualtiero Marchesi e il Miles Davis di Bitches Brew. «Non cucino più io, faccio i miei piatti e i ragazzi li devono eseguire come li ho progettati. È logico che eseguendo ci mettano del loro». È l'identico processo creativo che Miles Davis utilizza con i suoi eroi - da Wayne Shorter a Joe Zawinul - cui lascia carta bianca nel creare il suo capolavoro «concentrandosi sui processi di finitura e impiattamento». Anche i Pink Floyd hanno la loro infatuazione culinaria. La leggenda vuole che il Syd Barrett più sconvolto girasse per boschi e parchi cuocendo su un fornello da campo uova bacon e toast. Forse è in suo omaggio che i Pink Floyd, nei concerti di Atom Heart Mother, organizzavano un siparietto con una colazione sul palco, mentre nella copertina del disco era inserita la ricetta di un arrosto servito alle feste dai beduini e di un fritto di cervella di manzo tipico della Franconia tedesca. A proposito di colazione, la Top Ten del «Breakfast Rock» è guidata da Colazione da T iffany di Henry Mancini, seguita da Breakfast In America dei Supertramp e da Breakfast In Bed degli UB 40 , mentre i peggiori dischi da ascoltare mentre si cucina sono Documents of Oppression di Laibach, Tooth and Nail del cantautore ribelle Billy Bragg e Songs of Leonard Cohen . Al di là dei buongustai, la storia del rock è zeppa di eccessi, anche gastronomici. Come raccontò anche a noi il chitarrista Scotty Moore, Elvis morì per eccesso di sandwich, panini che contenevano gli ingredienti più allucinanti che lui mangiava con spasmodica ingordigia. Le brutte storie di alcool si sprecano; da John Bonham, che morì con in corpo due litri di Vodka & Orange a Jaco Pastorius, ucciso a calci e pugni mentre, ubriaco fradicio, cercava di entrare in un locale.

Più sofisticata è invece la ricerca di Pratelli, che unisce un vino ad un disco in Vini e vinili, sottotitolato 33 giri di rosso. Cosa accoppiereste all'ascolto di Let It Bleed, uno dei dischi più frizzanti dei Rolling Stones targato 1969 (l'annus mirabilis di dischi come Tommy dei Who e Ummagumma dei Pink Floyd)? Lasciamoci guidare dall'autore e proviamo le bollicine rosso sangue del Lambrusco (con tappo a corona) Camillo Donati. Johnny Cash e Ezio Trinchero sono due «outlaw», uno nascosto sulle colline astigiane a fare Barbera, l'altro rigenerato (prima della morte) da Rick Rubin con la serie di cd American Recordings. In questi casi possono succedere delle magie; così dalla California le note popolari di Mule Variations di Tom Waits cedono alle nobili lusinghe del Barolo Cappellano sposandosi in una cantina di Serralunga d'Alba...