Gianni Morandi e il dramma della figlia persa: "Dovetti partire per la leva"

In qualità di ospite a Verissimo, il cantautore Gianni Morandi si è lasciato andare ad un'amara confessione

La nuova puntata di Verissimo ha visto Gianni Morandi apparire tra gli ospiti in studio ed emozionarsi alla visione di un rvm contenente alcune immagini dei momenti più importanti della sua vita. Morandi tornerà in tv a vestire i panni del pediatra Pietro Sereni nella nuova stagione de L'isola di Pietro e, in vista dell'atteso ritorno della sua serie televisiva, l'inarrestabile artista ha concesso un'intervista esclusiva alla conduttrice Silvia Toffanin.

Nel corso del suo ultimo intervento in tv, Gianni Morandi ha condiviso con i fedeli telespettatori di Canale 5 un ricordo molto triste, un aneddoto concernente la perdita della bambina concepita con la sua prima moglie. Accadeva nel lontano 1967. "Era nata una bambina, la mia prima figlia, che morì subito dopo", ha confidato il cantante di Uno su mille, il quale non ha nascosto neanche che, poco dopo aver appreso la triste notizia, dovette partire per la leva militare obbligatoria. "Queste cose sono strane – ha proseguito l'ospite in studio-. Mi avevano rimandato la naia, perché era appena nata la bambina e poi dopo morì. Ti mandano subito la cartolina e dicono che devi partire ugualmente. 'Siccome non sei più padre, devi andare a fare il militare'".

Gianni Morandi tornerà a breve nel piccolo schermo, nel ruolo di protagonista della serie televisiva L'Isola di Pietro - giunta alla sua terza edizione- la cui prima puntata è prevista per il prossimo venerdì 18 ottobre.

Commenti

ilbelga

Dom, 13/10/2019 - 16:32

Ciao Gianni, hai tutta la mia solidarietà e ti capisco, io sono tornato in italy nel 1970 e mi hanno "cacciato" subito a far la visita di leva. son partito, durante il servizio è morto mio padre di un incidente stradale, purtroppo aveva fatto investimenti non oculati e ci lasciò in mutande. ebbene io fui congedato 4 mesi dopo. pensa, ci sono voluti 4 mesi per accertarsi della morte di mio padre. ringrazio comunque tutti gli italiani che mi sono stati vicino. ma ho pagato debiti fino al 2003 per rifarmi una vita dignitosa.