Gigi Hadid fra i giurati del caso Weinstein?

Gigi Hadid potrebbe essere chiamata come giurata nel processo contro Harvey Weinstein: ecco che cosa sta accadendo al tribunale di New York

Gigi Hadid potrebbe essere una delle giurate durante il processo ad Harvey Weinstein.

Come riporta il Guardian, il tribunale di New York si avvia a far partire il procedimento contro il produttore, accusato di molestie e violenze sessuali: al momento si è nella fase di scelta della giuria. Funziona in questo modo: i cittadini statunitensi vengono contattati - solitamente in gran numero, in questo caso parliamo di almeno un centinaio di persone - e poi vengono scelti dagli avvocati che faranno da accusa e da difesa nel processo. Uno di questi nomi selezionati è quello dell’angelo di Victoria’s Secret.

Tuttavia Hadid, come sempre accade in questi casi, ha dovuto rivelare i potenziali impedimenti alla sua opera di giurata. In primo luogo, la modella ha incontrato Weinstein in precedenza. Poi conosce Salma Hayek - una delle attrici che lo ha accusato - e infine Hadid è un’amica di Cara Delevingne, che ha reso pubbliche queste accuse ed è uno dei volti del movimento #MeToo.

Quindi alla modella è stato chiesto se tutti questi fattori rappresentino un impedimento affinché la giurata fornisca un giudizio con mente aperta, priva di pregiudizi nei confronti dell’imputato. Hadid ha affermato che, se fosse scelta come giurata, affronterà il processo senza che tutti questi fattori la influenzino, una dichiarazione che la rende di fatto una papabile. “Penso di essere ancora in grado di tenere una mente aperta sui fatti”, ha risposto infatti la donna.

L’ultimo incontro con i potenziali giurati si è svolto ieri a Manhattan. Gli avvocati hanno già escluso una quarantina di persone la settimana scorsa, ma sono fiduciosi che entro la prossima settimana si possa avere una giuria definitiva.

Weinstein si è dichiarato non colpevole contro cinque accuse che gli sono state rivolte - tra cui un presunto stupro nel 2013 e l’aver costretto una donna a un presunto rapporto orale nel 2006. L’accusa più grave che è imputata al produttore è la condotta sessuale predatoria, che potrebbe addirittura costargli il carcere a vita.

In queste settimane, alcune donne celebri hanno avviato una protesta silenziosa contro il produttore e degli attivisti hanno fatto altrettanto fuori dal tribunale di New York. Weinstein, durante un’udienza preliminare, è stato ripreso per aver utilizzato lo smartphone in aula, ed è stato minacciato di revoca della libertà su cauzione nel caso continui a comportarsi con sprezzo della Corte.

Segui già la nuova pagina di gossip de ilGiornale.it?