La grande bellezza in trionfo: Sorrentino vince il Golden Globe

Il cinema italiano torna trionfale a Hollywood. La grande bellezza strada nel cammino agli Oscar. Ai Globe trionfano 12 anni schiavo e American Hustle

Il cinema italiano torna trionfale a Hollywood. Era dal 1989, con Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore, che l’Italia non vinceva un Golden Globe. La grande bellezza, l’affresco struggente e inquietante di Paolo Sorrentino, ha rotto l’incantesimo. Il film italiano sta facendosi dunque strada nel cammino agli Oscar. La kermesse, che segna l’inizio della stagione dei premi, ha premiato come miglior film drammatico 12 anni schiavo, mentre la migliore commedia premiata è stata American Hustle.

Ci voleva Jep Gambardella, il giornalista mondano che ci porta per mano a scoprire la grande bellezza, decadente e frivola, di Roma (e dell’Italia), per riportare il Belpaese a sperare. Il riconoscimento a Sorrentino è, infatti, un passo in più verso gli Oscar, le cui nomination saranno annunciate il 16 gennaio. "Grazie Italia, questo è un Paese davvero strano ma bellissimo", ha detto il regista al momento di ritirare il premio. Non se lo aspettava, ha poi raccontato. "Non mi è stato anticipato niente, è stata una grande emozione. Agli americani è piaciuta la libertà con cui è stato utilizzato il mezzo cinematografico e questa grande cavalcata dentro Roma e una certa umanità". Adesso puà sperare per l’Oscar. si gode il momento di gloria e il ricordo della serata speciale che si è appena conclusa: "Ero seduto accanto a Bono che si è mostrato molto felice del fatto che avesse vinto il nostro film".

All’Hilton di Beverly Hills la giuria dei Golden Globes Awards ha premiato 12 anni schiavo e American Hustle - L’apparenza inganna. Il premio, organizzato da 71 anni a questa parte dall’Hollywood Foreign Press Association è considerato da sempre un buon indicatore di cosa succederà fra un mese e mezzo quando la stagione dei premi si concluderà il prossimo 2 marzo, quando verranno appunto assegnati gli Oscar. Possono dunque ben sperare Matthew McConaughey, vincitore del premio al migliore attore drammatico con Dallas Buyers Club, e Leonardo Di Caprio, che porta a casa il premio nella categoria migliore attore brillante per la sua interpretazione nel film di Martin Scorsese The Wolf of Wall Street. "Non avrei mai pensato di essere definito un commediante", ha ironizzato Di Caprio prima di ringraziare Scorsese e definirlo "uno dei più grandi filmaker di tutti i tempi". I Golden Globes si differenziano dagli Oscar proprio per la scelta di differenziare i ruoli drammatici da quelli brillanti, una scelta che raddoppia le statuette assegnate ma che talvolta categorizza i film in maniera non del tutto accurata.

Fra le attrici hanno vinto Amy Adams, migliore attrice brillante per American Hustle, e Cate Blanchett, migliore attrice drammatica per la sua interpretazione in Blue Jasmine di Woody Allen, a cui è andato il premio alla carriera Cecile B. DeMille. Come di consueto Allen non era presente e a ritirare per lui il riconoscimento è stata Diane Keaton. Tra le pellicole premiate ai Golden Globe American Hustle è sicuramente il film che ha vinto di più: si è infatti aggiudicato anche la statuetta alla migliore attrice non protagonista, Jennifer Lawrence. Il Globo d’oro al miglior regista è, però, andato ad Alfonso Cuaron, che ha diretto Sandra Bullock e George Clooney in Gravity. I giornalisti della Hfpa premiano anche la televisione e a vincere sono stati Breaking Bad, miglior serie drammatica, e Brooklyn Nine-Nine, miglior serie brillante.

Commenti

edo1969

Lun, 13/01/2014 - 08:46

Questo Sorrentino è comunista riceve aiuti pubblici pagati con le tasse di tutti noi. Fece un film contro Andreotti coi soldi del KGB. Ha mangiato i bambini e pure amico di Nanni Moretti quello del caimano tanto per capirci. La peggior specie di comunisti vestiti da radical chik. Che noia sti comunisti meno male che Silvio c'è questo premio gold glob lo meritava invece Montolivo che è un grande regista ma ha il torto di non essere comunista.

Mr Blonde

Lun, 13/01/2014 - 09:31

HA VINTO PISISTRATO!

Ritratto di ersola

ersola

Lun, 13/01/2014 - 09:41

fantozzi direbbe che la grande bellezza è una cagata pazzesca.

berserker2

Lun, 13/01/2014 - 09:58

Se qualcuno crede di fare lo spiritoso e l'ironico faccia pure. Io invece col "trionfo del cinema italiano" ci andrei cauto. Invece mi viene da commentare una cosa. Fateci caso, registi, attori, tutti di stampo sinistrato, tutti per opportunismo e viltà legati al carrozzone ex comunista adesso democratico, altrimenti non lavoravano. Tutti sempre pronti a sputare sugli USA a comando dei referenti politici, guardate invece come sono contenti, umili e scodinzolanti quando ci vanno per sperare di ritirare un premio, lì, nella patria dei kattivi kapitalisti! E sempre, ubbidienti, si mettono l'alto borghese smoking. In Italia, stanno sempre sdruciti, unti e bisunti, poco puliti e lavati, vestono "grunge", di tendenza. Sputano, quando possono, sulla giacca e cravatta, e invece negli USA, belano, si lavano e si pettinano tutti pulitini pulitini. Ipocriti e vigliacchi. Se avesse prevalso la parte politica sinistrata cui danno voto e appoggio, adesso starebbero a girare documentari in bianco e nero sulle "radiose" truppe di occupazione sovietica. Ma che grandi ARTISTI eh!

Ritratto di woman

woman

Lun, 13/01/2014 - 10:05

Avete notato che il cinema italiano vince i premi quando governano i comunisti? Che non ci sia qualche accordino con i radical della kultura internazionale?

fedez

Lun, 13/01/2014 - 10:12

Sorrentino è l'ennesimo artista che fa fortuna sputando sull'Italia. Ignobile e schifoso. Cmq dal 1992 i COMUNISTI LAVORANO PER GLI AMERICANI, se qualcuno non se ne fosse ancora accorto. Dalle privatizzazioni alle guerre, I COMUNISTI FANNO SOLO GLI INTERESSI DEGLI USA. Sveglia!!!

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 13/01/2014 - 10:17

Le appartenenze politiche mi interessano poco, cerco di essere obiettivo, il problema principale è che il film di Sorrentino è davvero brutto, io non sono riuscito neanche a vederlo tutto ... Ma i critici lo esaltano, l'unica recensione "dalla parte dello spettatore" l'ho letta su Il fatto quotidiano. Mi spiace per l'Italia che venga rappresentata da un film tanto velleitario quanto noioso ...

Ritratto di Agrippina

Agrippina

Lun, 13/01/2014 - 10:31

@Berseker1x2,che sciocchezze sesquipedali!sempre a buttarla in politichese,sempre a ripetere le stesse sciocchezze sui comunisti.Ma il film di sorrenttino l'hai visto?Possiamo discutere di spettacoli senza dover buttarci in mezzo sempre le ossessioni politiche?Per me questo film e' stato una delusione,cast sontuoso,sicuramente una megaproduzione,tante premesse per poi rivelarsi un opera autoincensatoria molto pomposa,ina scimmiottatura felliniana adeguata ad oggi.Con un omaggio a roma abbastanza spudorato.Onestamente preferisco i precedenti di sorrentino,gran regista,insieme a sollima e garrone tra i migliori.Evidentemente e' entrato nelle grazie d'oltreoceanoma questo non necessariamente e' sinonimo di gran qualita'.

Mr Blonde

Lun, 13/01/2014 - 10:47

comunque il film per me è stupendo, e tra l'altro per chi lo ha capito prende proprio per il culo una certa borghesia radical chic di sinistra

berserker2

Lun, 13/01/2014 - 10:56

L'appartenenza politica che "poco interessa" a qualche commentatore, invece CONTA e parecchio. Ed è il solo motivo per cui un film "davvero brutto e noioso", sempre secondo lo stesso commentatore super partes, riesce ad avere nominations e vincere un premio. La concezione liberale e perbenista di valutare in base al merito o al reale valore di un qualcosa, a prescindere da chi ne è l'esecutore, o interprete è una concezione perdente quando si ha a che fare coi sinistrati nullafacenti. Oh, intendiamoci, in un paese serio, "normale", sarebbe la cosa più giusta, è così che si dovrebbe valutare qualsiasi cosa. Ma in Italia ancora non è possibile. Finchè la casta di privilegiati sinistrati, de' sti 4 "intellettuali" opportunisti che non hanno mai lavorato in vita loro continua a gestire la cultura come meglio gli pare, ad uso, piacere e comodo loro, non ci potrà mai essere equilibrio. Un artista che parte da posizioni di destra sarà sempre in svantaggio rispetto ai quaqquaraquà "artisti" dè sinistra. Seguendo la dottrina gramsciana per cui nulla deve essere riconosciuto all'avversario, hanno infatti fatto tabula rasa. Gli effetti sono evidenti, nulla più si produce in arte e cultura. Se a vincere un nobel, sempre grazie ai suggerimenti della casta euro/sinistrata/chic/nullafacente, è un dario fo qualunque (e abbiamo rischiato persino col guitto vecchioni.....), se a vincere un oscar è roberto benigni, se al golden globe premiano un sorrentino qualunque, si capisce come lo stato dell'Arte, della Cultura, in Italia sia messa male. E proprio grazie alla "appartenenza" che i commentatori liberali e per bene ritengono di non dover considerare. Invece, azzeriamo tutto per qualche anno, quando ci saremo messi in pari se ne riparlerà, per il momento invece, che i sinistrati vengano ripagati con la stessa moneta dell'ostracismo culturale che hanno sempre profuso ai pochi, onesti intellettuali che hanno avuto il coraggio e le palle di opporvisi.

yulbrynner

Lun, 13/01/2014 - 11:12

ecchite' o berseker tel chi al berseker.. bhe se la stragrande maggioranza degli attori italiani e' di sinistra o comunque non didestra non e' colpa di nessuno per me ifinanziamenti pubblici x il cinema devon oessere dati indiscriminatamente a tutti abbiano un buon progetto di destra sinistra centro o quel cavolo che gli pare .. facciano un film attori e registididestra poi se 'e bello tanto merito a loro, va comunque valorizzato , io trovo il cinema italiano di qualsiasi colore politico lagnoso apportatore di negativita' scontato tranne qualche eccezione sann osolo fare commedie da 4 soldi fiction ridicole mettono l'ammore i lcane il gatto il nonno la bis.nonna anche in pseudo film etelefilm polizieschi RIDICOLI no nsonocredibili con una pistola in mano specie le attricette nostrane RECITAZIONE sottozero rispetto ad attori e attrici americani, i grandi attori italiani non esistono piu' e i film italian isono diventati una palla al piede..vedasi gente come cchecca zalone che con le solite balle tritee ritrite e isoliti luoghi comuni fa il record d'incassi di grulli che vann oal cinema a vedere il suo film.. povera italietta .

rokko

Lun, 13/01/2014 - 11:16

berserker2, mi scusi, ma agli americani che cazzo gliene frega se il regista del film è "di sinistra" o "di destra" o di dove pare a lei ? L'hanno premiato perché gli è piaciuto, punto. Se poi vogliamo discutere del fatto che il film non è un granché, possiamo anche parlarne e tra l'altro sono pure d'accordo, ma anche in passato gli americani hanno premiato dei film che non erano proprio il massimo. Non dobbiamo dividere necessariamente il mondo in ciò che "è di sinistra" e ciò che "è di destra", altrimenti facciamo la solita figura dei lottizzati internamente, ovvero di coloro per i quali non è necessaria la lottizzazione politica, tanto si sono già auto-lottizzati. Per favore.

edo1969

Lun, 13/01/2014 - 11:40

berserker2 fedez.. avevo osato scherzarci sopra solo perché non amo catalogare gli artisti secondo classi politiche e perchè mi aspettavo che qualcuno evocasse la solita zuppa riscaldata dell’arte in mano ai comunisti. Domanda a berserker2: quindi i sinistrati italiani gestiscono anche premi nobel, oscar e golden globe etc? Se è cosi’ facciamo i complimenti ai Komunisti, sono davvero ben infiltrati persino negli USA. L'Arte e la Cultura sarebbero messe male in Italia perché degli stranieri premiano i registi sinistrati? Perché non premiano quelli “destrati”? Se ne deduce allora che non siamo il solo Paese a essere non “normale” (come dice lei) ? Anche USA e Svezia lo sono? I komunisti sinistrati gestiscono la cultura e l’arte mondiale? Infine puo’ per favore fare i nomi di un regista cinematografico secondo lei “di destra”, di quegli “onesti intellettuali che hanno avuto il coraggio e le palle di opporvisi”? E che magari meriterebbe un Oscar? Cosi’ solo per curiosità mia e per capire chi è per lei "destrato". Siamo messi male comunque, questo Paese non cambierà mai finchè tanti (a dx e a sx) ragionano come lei.

berserker2

Lun, 13/01/2014 - 11:48

Eh rokko, rokko.....infatti agli americani non gliene frega proprio un bel niente. Nemmeno lo sanno cosa l'italia sia. Vado spesso negli USA, la maggior parte crede che la pizza sia un loro piatto nazionale e che la capitale italiana sia "Vatican City".....credimi, è così. E infatti gli "americani normali" nemmeno lo andranno a vedere il film e mai sapranno se gli è piaciuto o no. Invece, non perchè gli sia "piaciuto", ma proprio perchè facenti parte di una casta di privilegiati "liberal, democrats e dde sinistra all'americana", alla Sveltroni per farti capire (che con i soldi tuoi proprio a NYC si è comprato la casetta.....), su segnalazione di parte, mettono in lista e premiano questo o quel film che gli fa comodo. Tanto dare un golden globe o un oscar (mica i premi veri però, attenzione, che quelli vanno sempre agli americani), al "miglior film STRANIERO", non gli costa un cazzo. E' solo una marchetta internazionale. Se leggi bene, anche gli estimatori di sorrentino, sto film lo hanno trovato "noioso" (come in effetti è....), pertanto, non certo il "bel film" è stato premiato, ma solo l'appartenenza ipocrita. Tutto qui. Che poi il sor sorrentino, si sia messo frac, cravattino e decorazioni e come un pagliaccio qualunque sia andato a ricevere sto inutile premio (inutile quando l'opera non è suffragata dal riconoscimento del pubblico), sono problemi suoi e vostri che ci credete. Però fate pace con la vostra intelligenza (se presente....) gli USA sono figli di puttana sempre, quando invadono il viet-nam, quando bombardano l'iraq, quando votano repubblicano ed esportano "democrazia" e invece tanto belli e bravi, quando premiano gli amichetti vostri (prendendovi per il culo).

Ritratto di Agrippina

Agrippina

Lun, 13/01/2014 - 11:52

@Berseker1x2,purtroppo e sottolineo purtroppo,in questo paese c'e' da lustri un grande imbroglio.Si scrive la parola destra ma si legge berlusconismo.Ti lamenti del fatto che vi sia un dominio culturale di sinistra ed effettivamente questo c'e',ma te la prendi con la parte sbagliata.Quale e' stata l'alternativa alla cultura di sinistra negli ultimi 20anni?Cosa e' stato proposto e detto a proposito di cinema,teatro,libri e per finire anche in tv(sopratutto in queste)?Basta avere un minimo di cognizione di cio' che e' stata l'esaltazione del trash popolare,dello spettacolo inteso non in senso artistico quanto commerciale.Quale modello,quali artisti sono stati portati alla ribalta con quel modello?nulla che valga la pena di essere considerato tale.Al massimo si e' fatto una specie di "comunistizzazione" facendo credere alla massa di poter diventare personaggi dello spettacolo con una videata,un reality,una qualsiasi comparsata in tv!Albertazzi e' rimasto solo,hanno preferito produrre tutto cio' che non lo sfiorerebbe nemmeno.Te la vuoi prendere con la sinistra quando si e' proceduto con il famoso"con la cultura non si mangia"....cosi' ci sorbiremo eternamente questo squilibrio.

BlackMen

Lun, 13/01/2014 - 11:55

Beh forse qualcuno per ignoranza o scarsa memoria, dimentica che Sorrentino si è costruito la sua reputazione di grandissimo regista (perchè questo è, almeno tecnicamente...poi potrà non piacere lo stile...ma questo è un altro discorso) con film che nulla hanno a che vedere con impegno o messaggi politici. "L'amico di famiglia", "L'Uomo in più" e soprattutto "Le Conseguenze dell'amore" sono indubbiamente tre film di notevole spessore che ci restituiscono, al netto di ogni ideologia o gusto, la capacità di Sorrentino di disegnare personaggi e situazioni al limite del surreale ma non per questo meno credibili. Quest'ultimo film, che non ho apprezzato molto così come il suo precedente "This must be the place", dipinge una Roma forse esagerata grottesca ma in fondo non troppo lontana da quella che già Fellini immortalò ne "La dolce vita" oramai mezzo secolo fa.

Stepas2

Lun, 13/01/2014 - 11:58

Il film e' orrendo. Insensato, slegato, vive di momenti. Volgare, superficiale, deprimente. Inutile, perche' copia la realta', aggiungendovi squallore e ottusita'. I meccanismi di premiazione, come tutti sanno, non hanno certo l'estetica come motore.

Cikiciaki

Lun, 13/01/2014 - 12:06

Non sono d'accordo con le critiche a questo film. E' girato in maniera straordinaria, gioia per gli occhi (grazie anche alla scenografia "naturale" di Roma), attori superlativi, i momenti "lenti" sono voluti per rendere la noia esistenziale del protagonista. Sorrentino è un regista di grandissimo talento, e non mi pare particolarmente "comunista", anzi; ad un certo punto del film viene criticata (anzi stroncata) una giornalista televisiva pseudointellettuale, autrice di romanzi "sociali", che si scopre aver fatto carriera ed aver ricevuto recensioni positive solo perché amante di un leader del principale partito di sinistra.. in pratica vengono svergognati e distrutti i tipici stereotipi radical chic, e non mi pare una cosa frequente di questi tempi. Alla produzione comunque ha partecipato anche Mediaset dove, dato il risultato, evidentemente di cinema se ne intendono. In bocca al lupo per gli Oscar.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 13/01/2014 - 12:13

rokko, sono d'accordo con te. Lo spettatore valuta il film per quello che è, le appartenenze politiche degli operatori contano fino a un certo punto. Certo, i critici si lasciano molto condizionare dalle coloriture politiche, e (probabilmente) anche le giurie quando assegnano i premi (e lì non conta solo la politica, contano anche altri interessi, per esempio culturali, commerciali, delle case editrici, o di altro genere ...). Naturalmente ci si può divertire a fare illazioni sui retroscena, se i film siano più o meno "raccomandati" per vincere un premio: probabilmente sono quasi sempre "raccomandati", al di la della validità intrinseca dei film. Penso anch'io che alcuni film di sinistra siano stati "raccomandati" per vincere premi (penso a Benigni o a Nanni Moretti), però non credo che i raccomandati siano sempre e solo quelli di sinistra. Negli anni '50 e '60 andavano di moda per es. i polpettoni americani storico-mitologici a carattere biblico (Quo Vadis, Ben Hur, 10 comandamenti, ecc.), o anche di tipo miracolistico (tipo Marcellino pane e vino o Bernadette o la Madonna di Fatima). Magari questi tipi di film sono più comprensibili e popolari di certi noiosi prodotti radical-chic di sinistra, tuttavia lasciano molto a desiderare sul piano dell'attendibilità storica, e appartengono a un certo tipo di retorica e di demagogia conservatrice. Resto sempre dell'idea che un prodotto artistico debba essere valutato dal "consumatore" per quello che è, se si considera un quadro bello o brutto a seconda che il pittore sia di destra o di sinistra, mi sembra un ottimo sistema per riempirsi la casa di croste ...

edo1969

Lun, 13/01/2014 - 12:22

berserker2 ma quante ne sai. Attento che stanotte gli agenti del KGB vengono a prenderti e ti portano in Siberia.

il corsaro nero

Lun, 13/01/2014 - 12:35

ho visto il film e, francamente, non mi è piaciuto affatto. Ma la constatazione che volevo fare è questa: gli americani non sono quel popolo salutista, purista e igienista? e allora mi spiegate come hanno fatto a premiare un film che mi sembra l'apoteosi della sigaretta? se ci avete fatto caso non c'è una scena in cui Servillo non fuma una sigaretta!! Ma niente niente il film è stato sponsorizzato dalle multinazionali del fumo o dal Monopolio dello Stato???

il corsaro nero

Lun, 13/01/2014 - 12:36

@ yulbrynner: ma come cavolo scrivi? Non si capisce niente!!!

Ritratto di deep purple

deep purple

Lun, 13/01/2014 - 12:42

Sì beh, è un classico che all'estero ti premiano solo quando fai film o libri che parlano male dell'Italia. Quando le premiazioni si ottengono per queste motivi, non mi sento onorato e provo schifo. Ignorarci, sarebbe stato un regalo migliore. I panni sporchi è sempre meglio lavarli in casa.

il corsaro nero

Lun, 13/01/2014 - 12:43

@ agrippina: guarda che oggi puoi lavorare solo se ti dichiari di sinistra, altrimenti, per quanto bravo tu sia, non potrai mai farti strada! Guarda ad esempio nel campo della musica ciò che è capitato a Gigi d'Alessio il quale quando ha dichiarato di essere di centro destra ha ricevuto addirittura minacce di morte!!! Oppure a Jovanotti che prima era un citrullo, stonato e anche a lui erano giunte minacce di morte, ma successivamente quando si è dichiarato di sinistra è diventato un dio, quasi quasi da candidare al premio Nobel per la cultura!!!!

berserker2

Lun, 13/01/2014 - 12:50

Si, L'Uomo in Più è un film molto bello. Mi è piaciuto tantissimo. Bravi gli attori, ben recitato, storia melanconica con il paralellismo dei due Antonio. Ma non è stato premiato. Hanno premiato quest'altro, noioso e sopravvalutato (ovviamente dalla critica, che il pubblico tutto sommato, quando c'è da tirare fuori i soldi tanto cojone non è....). Il punto però, e vedo che non capite, non è che un regista o attore bravi ricevano un premio per merito (che ci starebbe tutto), no, il fatto è che una certa "casta" di "intellettuali" riceve premi per l'appartenenza e NON per la bravura. Che poi a volte, per avventura, il premio corrisponda con la bravura, con l'opera pregevole è un altro paio di maniche.

Ivano66

Lun, 13/01/2014 - 13:12

edo1969: ha sbagliato a mettere qui il suo commento: qui si parla di cinema e di un film in particolare. Per i deliri come i suoi (Montolivo, Berlusconi, Moretti, il KGB...) c'è la rubrica "Delirium tremens" che l'accoglierà a braccia aperte...

berserker2

Lun, 13/01/2014 - 13:15

Ma no edopecorina (o 69 non ricordo bene....)! Stai tranquillo, il KGB, che pur di stragi e delitti terribili ne ha fatti parecchi, non esiste più. Informati, ci rimarrai male, ma l'unione sovietica, il paradiso socialista NON esiste più. Spazzato via dalla Storia. E' imploso per la sua incapacità, inettitudine e ferocia. Adesso c'è la Grande Madre Russia, ma purtroppo per te non è proprio la stessa cosa. Lì adesso quelli come te, i ricchioni, i colorati, gli scansafatiche, i sinistrati per intenderci non sono bene accetti. C'è un vero Presidente (Putin) eletto ed amato dal suo Popolo. Non si fa prendere per il culo da nessuno e men che meno dal colorato Obanano (quando può gli rifila dei bei calci in culo....). Non danno oscar, nobel, golden globe, pensano alle cose vere, necessarie, tipo impedire il bombardamento della Siria o far rispettare la religione cristiana. Sono invece rimasti i sinistrati nullafacenti, gli ex comunisti che per i motivi che ti ho appena accennato adesso si vergognano a definisrsi tali e non sanno come appellarsi, etichettarsi e cambiano appena possono denominazione e partito. Sono però sempre gli stessi. Nel mondo civile non contano un cazzo, in Italia invece credono di essere i padroni. Prima guardavano ad est alla Russia persino per chiedere il permesso per andare a pisciare o a drogarsi. Capito come è andata, per ingannare i benpensanti cattolici e borghesucci (cui hanno dato in mano il loro partito per potersi riciclare meglio, talchè ai posti di comando del PD solo democristiani ci sono), da qualche anno si sentono pure loro "liberals" e lib/lab. Non capiscono un cazzo e si sdilinquono per tutta una serie di nullafacenti anglo/americani, privilegiati e nullafacenti come loro. Sono partiti dai kennedy, passando dai clintons, blair, e adesso nun je pare vero di avere a che fare co obanano. Gli stessi cui si rivolgono quando devono ricevere una bella marchetta internazionale. Ma che bravi e soprattutto coerenti i signorini sinistrati eh. Se non avessero sulla coscienza le atrocità che hanno commesso sarebbero anche carini per quanto sono cialtroni e ridicoli.

moshe

Lun, 13/01/2014 - 13:24

Tutto questo, con films che prendono più soldi dallo stato di quello che incassao al botteghino e DUE, dico DUE, accise caricate sulla benzina per SALVARE il cinema. Guarda caso, i due governi in questione sono i due governi di re giorgio.

moshe

Lun, 13/01/2014 - 13:26

berserker2, ti faccio i complimeti per il tuo intervento, e dico COMPLIMENTI SINCERI, non ironici.

con77

Lun, 13/01/2014 - 13:34

I film di Neri Parenti o dei Vanzina, sono quelli i film italiani che devono essere premiati ? Il cinema non è solo narrazione (cosa che comunque ho apprezzato in "La Grande Bellezza"), o recitazione. Il cinema è anche, e soprattutto, come mostri gli eventi sullo scremo, l'uso della macchina da presa (sono veramente spettacolari le inquadrature presenti in questo film), il montaggio, il suono Andate a vedere Vacanze di Natale o vacanze in qualche altra parte del mondo, sono quelli i film per il vostro livello. Fa tristezza giudicare un film negativamente un solo dalle idee politiche del regista. Ripeto siete tristi!!!

Vulfranno

Lun, 13/01/2014 - 13:36

I commenti che ho letto finora sono, francamente, assurdi. Ma il film l’avete visto? Mette in scena "la casta" romana, fatta di gente di sinistra come di destra, un po’ come ne "La terrazza" di Scola. Il protagonista è uno scrittore cinico e fallito, di sinistra, che con ferocia e rassegnazione distrugge le persone che gli stanno intorno, impegnato a cercare di iniziare a scrivere un romanzo sul niente, ossia sulla sua vita, dissipata tra relazioni prive di progetto e feste a base di "trenini che non vanno da nessuna parte". Una rappresentazione dell’intellettuale alla corte di un potere che si autocelebra e che digerisce tutto (compreso se stesso) da più di duemila anni, tra cardinali che sanno parlare solo di ricette di cucina, scrittrici ricche e "impegnate" che devono tutto al partito, ex-soubrettes rovinate fisicamente che escono da torte, spogliarelliste troppo sensibili che non reggono e si uccidono, nobili che hanno trasformato la loro casa in museo e che vivono affittando loro stessi a chi vuole avere a tavola un "vero" nobile… Il tutto in una bolla scenografica di rara bellezza, creata come un video-clip o come una pubblicità, da cui ogni bruttura esistenziale o attività normale (quelle della plebe) è esclusa. Non è detto che debba piacere, ovviamente, ma parlare di comunismo o di Stati Uniti che rinnegano loro stessi perché premiano un film in cui l’attore fuma una sigaretta dietro l’altra… fa capire come mai sia così difficile parlare di cultura non dico "di" destra, ma semplicemente "con" la destra. Saluti.

berserker2

Lun, 13/01/2014 - 14:00

edo 69 (o pecorina non ricordo bene), a partire dal grande Blasetti cui nel dopoguerra l'ostracismo dei sinistrati non permise più di lavorare (per farlo doveva usare uno pseudonimo, collaborando a film di amici registi che lo aiutavano). I bravi Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi che considerati "fascisti" riuscirono a vincere persino un Donatello e poi sono dovuti andare all'estero, soprattutto Francia, per lavorare. Pasquale Squiteri, Franco Zeffirelli, Pupi Avati, Luca Barbareschi e questi sono solo alcuni dei registi che così su due piedi ti cito, ma ce ne sono degli altri. Alberto Lupo, Ubaldo Lay, Giorgio Albertazzi, Walter Chiari e qui mi fermo, invece gli attori, tutti bravi che in periodi della loro vita a un certo punto hanno subito l'ostracismo sinistrorso perchè non schierati con loro. Poi ci sono quelli che sotto il Fascismo erano "fascisti" salvo poi ricredersi finita la guerra e caduto il regime. Tutti bravi, che con il Fascismo hanno lavorato anche a pellicole di stampo propagandista: Visconti, Fellini, Rossellini, Lizzani, Monicelli, Lattuada poi, alla dario fo, alla enzo biagi, finito il fascismo, per lavorare scoprono la loro vocazione "democratica". I nomi dell'una e dell'altra parte sono di molto parziali, non è che mi posso stare a ricordare tutto in pochi minuti, ma chi ha onestà intellettuale se li può andare a verificare e controllare di persona, aggiungendone altri.

Ivano66

Lun, 13/01/2014 - 14:04

con77 e Vulfranno: temo che i vostri interventi (che condivido) siano fiato sprecato. Il 90% di chi si scaglia contro questo film nemmeno l'ha visto, è solo espressione dei soliti preconcetti ideologici.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 13/01/2014 - 14:22

Vulfranno, io capisco che Lei cerchi di sviscerare i contenuti del film, però Le chiedo: è sufficiente che un film abbia dei contenuti per fare un buon film e poter soddisfare lo spettatore? Parliamo di un film che dura 142 minuti e che si vende per la visione privata in 2 DVD (con costo non indifferente), che utilizza un cast di attori eccezionali (come Carlo Verdone e tanti altri), che, solo per la loro partecipazione, attirano il pubblico. Io personalmente stimo Verdone come attore e come regista, ma quì ha toppato, fa una piccola parte insieme alla Ferilli, ma i loro nomi spiccano sulla locandina del film, a dimostrazione del "lancio" pubblicitario farlocco che è stato fatto su questo film ... Nel film ci sono una serie di "quadretti" esistenziali di sapore felliniano tipici della decadente cultura medio-alta (più medio che alta ...) dell'Italia contemporanea? Va benissimo, ma il film è angosciante e noioso, non sono riuscito a "sopportarlo" oltre i 60 minuti, e mi sono sentito defraudato dei soldi spesi. Ci vorrebbe maggiore rispetto per gli spettatori ...

LaCaduta2013

Lun, 13/01/2014 - 14:29

Sorvoliamo sui comunisti, sul KGB, sugli Stati Uniti e su tutto quell'assai confuso ciarpame ideologico che leggo qui nei commenti (roba di 40 anni fa buona per il vintage e per i nostalgici). Diciamola tutta: è un filmetto piccolo piccolo, piuttosto noioso, dove la Ferilli recita meno peggio del solito.Ed è ancora più piccolo se lo si vuole confrontare con la Dolce Vita o peggio con La Terrazza (questi sono Storia con la maiuscola mentre qui siamo alle amene storielle raffazzonate). Va comunque anche detto che dinnanzi a quello che ci propina di solito il cinema odierno italiano, (tolti Avati, Ozpetek e un manipolo di valentissimi giovani registi indipendenti, sotteranei, sconosciuti e senza soldi che fanno fatica ad emergere...cosa c'è rimasto del glorioso cinema italiano del dopoguerra e oltre?Benisgni?Vanzina? Neri Parenti? Moretti?)possiamo dire che questo almeno è un filmetto decente.Certo "la terrazza" di Scola è un'altra cosa.. non fosse altro per il tempo e il clima in cui venne girato. Qui, in questo film, è tutto così banale, scontato, finto-puritano da indurre allo sbadiglio.

rokko

Lun, 13/01/2014 - 14:31

berseker2, secondo me non sai cosa scrivere al riguardo, e fin qui nulla di male; il problema è che poi scrivi lo stesso. Non ho capito invece come sia possibile che "l'appartenenza" (ammesso che ci sia) possa influenzare gli americani sulla scelta di chi premiare.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 13/01/2014 - 14:48

con77, guardi che i film di Neri Parenti o di Vanzina spesso fanno ridere e fanno passare allo spettatore 90 minuti di spensieratezza. Viceversa il film di Sorrentino sarà forse tecnicamente strabiliante, ma angoscia ed annoia lo spettatore per 172 minuti. Ha il merito di evidenziare lo squallore della "casta" romana? E c'è bisogno per questo del film di Sorrentino? Non basta già la crisi che conosciamo bene tutti e le notizie dei telegiornali da cui giornalmente (e gratuitamente) veniamo bombardati? Possibile che la gente debba spendere soldi per auto-flagellarsi, abbagliata dall'idea che si tratti di un'operazione di cultura "alta"? Che razza di cultura masochista è la vostra?

Vulfranno

Lun, 13/01/2014 - 15:08

@liberopensiero77 I contenuti di un film sono le immagini e il suono attraverso cui qualcosa viene rappresentato e narrato, se no tanto varrebbe leggere la trama di un film anziché andare al cinema, le pare? La chiave del film mi sembra essere proprio il legame tra la grande bellezza portata sullo schermo e l’orrore, il vuoto che essa rappresenta e al tempo stesso nasconde. Verdone a me è sembrato bravo, e la Ferilli (stranamente) bravissima; fanno parti brevi, non piccole. Il film, dice lei, è angosciante e noioso; ‘mbe’?, direbbero a Roma. Per portare sullo schermo un fallimento esistenziale bisogna essere forse spensierati e brillanti? Se voglio passare una serata in allegria non vado a vedermi "Re Lear" a teatro. Ripeto, non è che il film "debba" piacere (a me non è piaciuto granché, ad esempio), ma certi approcci critici sono, piaccia o no, del tutto sballati.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 13/01/2014 - 15:41

Vulfranno - 15.08. Il Suo ultimo post giustifica quello che dicevo precedentemente sulla cultura "masochistica". A Lei il film non è piaciuto granché (OK per l'onestà intellettuale), ciò malgrado lo difende a spada tratta, e boccia tutti i commenti sfavorevoli al film ... E'un'opera d'arte? 'mbe? (direbbero sempre a Roma ...), però è una brutta opera d'arte ... Contesto poi che per portare sullo schermo il fallimento esistenziale bisogna perciò deprimere ed annoiare lo spettatore. Certo, non si può usare la comicità e le scene brillanti (e quì la presenza di Verdone è abbastanza fuorviante ...), però si può utilizzare una trama chiara ed avvincente e il pathos, ma non è stata questa la scelta del regista ... Nel film "Gli indifferenti" di Francesco Maselli (tratto dal romanzo di Moravia), si descrive il fallimento esistenziale di una famiglia romana, che rappresenta un'intera generazione, ma il film certamente non annoia ...

con77

Lun, 13/01/2014 - 16:02

liberopensiero77, lei stesso ha scritto che il film non è riuscito a vederlo tutto perché lo riteneva brutto. Ritengo questa sua affermazione sbagliata perché, credo, che non si possa giudicare un opera senza averla esaminata nel suo complesso. Ho espresso negativamente Il giudizio sugli autori da prima accennati solo dopo averli visti fino alla fine (e le assicuro che ho fatto molta più fatica rispetto a quella che lei ha fatto vedendo un pezzo del film di Sorrentino). Il cinema, i film, non devono solo far passare un paio di ore di spensieratezza o di divertimento (secondo me, comunque, i film precedentemente menzionati, non li ritegno assolutamente divertenti, ma demenziali). Certo, sono d'accorto con lei quando dice che il cinema non può, e non deve, essere solo impegnativo e drammatico. Esistono tante commedie che fanno veramente ridere:The Party, Il Senso Della Vita, Non Ci Resta Che Piangere, I Soliti Ignoti, solo per fare qualche esempio. In ogni caso rispetto il suo giudizio, ma non lo condivido.

berserker2

Lun, 13/01/2014 - 16:16

rokko e i suoi cugini, ti rispondo così, per pietas romana..... parlare a vanvera come fai tu, lanciando giudizi e accusette che andavano bene quando si stava alle elementari, mentre dovresti essere cresciutello o invece a casa ancora ti mettono l'incerata per non bagnare il letto...., lasciano il tempo che trovano. Quindi secondo te non so cosa scrivere, ma lo faccio lo stesso....Il problema per te e per tutti gli altri sinistrati, è invece il contrario. E' che so benissimo quello che scrivo. Lo argomento con forza e convinzione. Forza e convinzione che mi vengono dalla realtà delle cose. In più mi ci diverto per quanto vi affannate a difendere sempre e comunque l'indifendibile. Il commentino puerile vallo a rivolgere a quei poveretti amici e sodali tuoi, i compagnucci delle merende sinistrati che in italiano raffazzonato, imbrigliandosi in concetti involuti, si incartano qui sopra con nostra beata ilarità e divertimento. Ho argomentato eccome! Nomi, fatti, situazioni, concetti. Poi uno può essere d'accordo o meno. Crederci o non crederci, ma lanciare la battutina infantile per credere di pensare di avere ragione o per tacitare il competiror vallo a fare su Repubblichetta. Qui troverai sempre pane per i tuoi denti da parte di persone libere, pensanti e acculturate (sperando ti riesca facile la comprensione di questi semplici concetti, altrimenti te li sottotitolo in cirillico).

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 13/01/2014 - 16:47

con77, io non faccio il critico d'arte, sono un normale spettatore non masochista, non devo rendere conto a nessuno se dopo il primo tempo di un film non me la sento di continuare a soffrire ... Quando una cosa non mi piace, interrompo il patimento, mentre Lei leggo che le piace bere l'amaro calice fino in fondo. Ma per quale motivo, perchè così può giustificare "compiutamente" il suo illuminato giudizio? E basta con questi stereotipi, a me basta vedere mezzo quadro di un dipinto per capire il tipo di pittura, non ho bisogno dell'altra metà, come pure quando piove prendo l'ombrello, non mi avventuro sotto la pioggia sperando che spiova ...

Vulfranno

Lun, 13/01/2014 - 17:07

@liberopensiero77 Ma guardi che io non difendo a spada tratta il film, mi limito a osservare che i commenti negativi che ho letto in questa sede semplicemente non riguardano il film ma ossessioni personali dei commentatori, ossessioni che niente hanno a che fare con il film. Per quanto riguarda la noia provocata dalla visione, evidentemente non tutti condividono la sua esperienza, visto che non si può proprio parlare di flop, né in Italia né all’estero; questo fa parte della vita: a me annoia certa musica che altri invece adorano e trovano elettrizzante, de gustibus (del resto non ho ben capito perché e, soprattutto, come la trama avrebbe dovuto essere avvincente). Per quanto riguarda l’angoscia, invece, ribadisco che con certi temi è inevitabile che affiori; le facevo appunto l’esempio di "Re Lear": non è che uno esca da teatro tra le risate. Masochista e comunista pure Shakespeare? In ogni caso a me in un film interessa soprattutto capire cosa ha fatto il regista, più che confrontarlo con un’idea astratta di cosa "avrebbe dovuto" fare, ma anche in questo caso rientriamo nel de gustibus...

BlackMen

Lun, 13/01/2014 - 17:14

liberopensiero77: trovo il fulcro delle discussioni che sta intrattenendo con gli altri avventori di questo spazio abbastanza sterile. Mi spiego: è evidente e traspare un approccio al cinema completamente differente che non può che rendere inconciliabili le diverse posizioni. Per lei il cinema è una forma di intrattenimento che deve distoglierla dai pensieri e che deve distrarla e divertirla. Niente di male o di superficiale da parte sua in questo sia chiaro. I suoi interlocutori invece mi sembra di capire che prediligano una prospettiva artistica del cinema che, in quanto tale, deve emozionare in senso ampio e non esclusivamente positivo. In un'ottica artistica anche sentimenti non del tutto positivi possono trovare spazio, basti pensare ai quadri di Bosh o Goya...capolavori tutt'altro che allegri.

Ritratto di Agrippina

Agrippina

Lun, 13/01/2014 - 17:40

@Liberopensiero77,credo che il commento di Blackmen sia un ottima sintesi della discussione che lei ha intrattenuto con altri.Con rispetto parlando ad ognuno il suo,nel senso di gusti.Non mi permetto di giudicare chi segue ed apprezza certi film perche' per fortuna l'arte cinematografica e' cosi' ampia da accontentarci tutti.Se poi deponiamo le lenti politiche durante e dopo la visione riusciamo anche a coglierne meglio i diversi aspetti.

doris39

Lun, 13/01/2014 - 17:45

Aspetto di vedere il film per giudicare se ha meritato il premio oppure no. Qui si ha la brutta abitudine di giudicare in base all'appartenenza politica.Ora una piccola informazione : chi ha prodotto il film è la Medusa Film. Vi dice qualcosa questo nome?

Ritratto di Agrippina

Agrippina

Lun, 13/01/2014 - 17:47

@Berseker leggo che hai apprezzato L'uomo in piu',sicuramente la componente calcio avra' giocato a suo favore(eheh..),permettimi allora di suggerirti gli altri due:Le conseguenze dell'amore,L'amico di famiglia.La politica non li sfiora,ma sono tra le migliori cose girate negli ultimi 15anni in Italia.Ci ritroverai alcuni toni del film che hai apprezzato ed il solito enorme Tony Servillo.Meritano davvero e credo che non ne rimmarrai deluso....occhio al Molosso(ahah...)

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 13/01/2014 - 18:00

Vulfranno, ma perchè continua a paragonare La Grande bellezza di Sorrentino al Re Lear, una delle più grandi tragedie di Shakespeare? Il Re Lear ha avuto innumerevoli rappresentazioni teatrali e cinematografiche, persino una rappresentazione lirica di Giuseppe Verdi, pensa Lei che il controverso film di Sorrentino avrà la stessa fortuna? Lasci perdere, sarebbe come dire che i quadri di Leonardo da Vinci o di Raffaello sono come quelli di Modigliani, un paragone inconcepibile ... Limitiamoci a volare più basso, il film di Sorrentino si può paragonare alla Dolce vita di Fellini, o a La Terrazza o a Gli indifferenti, ma anche così non regge il confronto ... Comunque de gustibus ..., libero Lei, insieme a con77, di frantumarsi gli attributi come vuole, se lo riveda pure una seconda volta, il capolavoro ...

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 13/01/2014 - 18:08

BlackMen, hai capito male il mio pensiero, per me vanno benissimo anche i film drammatici e "impegnati", però non mi devono deprimere e annoiare, con una durata oltretutto eccessiva rispetto al loro valore. E' molto diverso, chiedo solo rispetto per lo spettatore ...

rokko

Lun, 13/01/2014 - 19:57

Berseker2, continui a scrivere tomi senza esprimere nulla, confermando ampiamente quello che ho scritto. Ti riscrivo la domanda, in poche parole, se sei in grado rispondi con altrettanta semplicità e chiarezza: in che modo la presunta appartenenza del regista avrebbe influenzato la destinazione del premio da parte degli americani?

con77

Lun, 13/01/2014 - 20:07

Liberopensiero77, già prima della vittoria del Golden Globe, il film l'ho visto due volte. E lo rivedrò una terza e magari anche una quarta. Come dice lei de gustibus....

mario micheletti

Lun, 13/01/2014 - 20:16

grazie a sorrentino di aver vinto il golden globe per l'italia ma il piu bello e stato il suo discorso a ringraziato tutti e poi a detto l'italia paese strano ma bello grazie. dicono che sorrentino sia di sinistra.non si puo avere tutto nella vita

Ritratto di Vendetta

Vendetta

Lun, 13/01/2014 - 20:38

Ho visto il film e fa veramente schifo. Tante ma tante persone la pensano come me e quindi mi domando perche e stato esaltato a tal punto da vincere anche un premio ? Sorrentino non sei Fellini e chiaro !!

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Mar, 14/01/2014 - 01:01

Abbiamo ancora qualche regista di valore che non fa film di propaganda ai trinariciuti.

Ritratto di frank.

frank.

Mar, 14/01/2014 - 01:18

Berseker, ma quanti cazzo di anni hai?? Ma tu sei veramente convinto di vivere nel tempo di Walter Chiari e Alberto Lupo?? Ohhhhhh, sveglia, siamo nel 2014!!!! Cazzo, il muro è caduto nell'89, sarà forse il caso che qualcuno te lo dica!! Ma pensa te come cacchio si fa a essere convinti che gli americani, che notoriamente i comunisti li adorano, premiano Sorrentino perchè è Comunista!! Ma io mi tocco per sapere se ci sono!!

Vulfranno

Mar, 14/01/2014 - 11:33

@liberopensiero77 Non ho affatto paragonato "La grande bellezza" a "Re Lear", rilegga pure i miei post precedenti e se ne renderà conto. Ho contestato il passaggio logico che lei faceva tra film angosciante = film brutto, per questo le facevo un esempio di un’opera d’arte indiscutibile come il "Re Lear", che non si può certo definire spensierata o allegra ma che sarebbe assurdo definire brutta. Per quanto riguarda la noia, non è che se un regista fa un film che lei trova noioso abbia mancato di rispetto verso gli spettatori: mica lei è il centro del mondo o il rappresentante sindacale degli spettatori! Può darsi, per rimanere coi piedi per terra, che lei trovi noioso ciò che ad altri piace; de gustibus, appunto. Come BlackMen (che citava a mo’ di esempio Goya e Bosch ma non stava affatto paragonando il film di Sorrentino a un quadro), anch’io credo che abbiamo semplicemente una concezione diversa di ciò che sia l’arte, che per me non è intrattenimento e quindi non la considero di per sé brutta se mi provoca angoscia. (p.s. Mi fa piacere che citi Verdi. Al riguardo le debbo far notare che Re Lear fu un progetto mai portato a termine da Verdi, che però per nostra fortuna concluse Macbeth, Otello e Falstaff).

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Mar, 14/01/2014 - 17:22

Ho scoperto che Sorrentino, prima di diventare regista, era studente di economia e commercio all'Università. Non si è laureato, ma deve avere appreso perfettamente le tecniche di marketing, di pubblicità e di intrallazzo per "piazzare" i prodotti cinematografici sul mercato. Ecco, secondo me, la chiave per capire il suo film e il suo "successo". C'entrano poco le sue appartenenze politiche, riesce però a confezionare molto bene i suoi prodotti, tanto che la gente, attirata dagli orpelli (attori famosi, pubblicità sui mass-media, critiche positive, premi, ecc.), va a vedere il suo film e compra i suoi dvd. Dopo che il povero spettatore ha visto il suo film (se riesce a vederlo tutto ...), ci sono 2 reazioni principali: 1) quella di chi dice pane al pane, non prende in giro sè stesso e si dichiara deluso, bocciando il film come deprimente e noioso; 2) quella di chi si ritiene un "grande" critico della cinematografia, che riesce a capire e interpretare le grandi pellicole che i comuni stupidi mortali (quelli che guardano i film di Vanzina, per capirci ...) invece non riescono a fare, che invece lo ritiene un grande film, forse non il migliore di Sorrentino (??), ma comunque una versione aggiornata de La dolce vita di Fellini, e si allinea così ai critici più venduti. A questa seconda categoria appartengono quelli più masochisti, che esaltano il film pur dichiarando che "non è un granché", oppure che si dicono pronti a vederlo anche 2 o 3 volte, pur di soddisfare il loro egocentrismo narcisista di pseudo-intellettuali cervellotici. A costoro vorrei dire, parafrasando, quello che il povero Fantozzi disse, sbottando, al capufficio marxista che costringeva tutti a guardare ripetutamente La corazzata Potëmkin: - "La Grande bellezza" è una cagata pazzesca!!!

rokko

Mar, 14/01/2014 - 17:30

Vulfranno, sono d'accordo con lei, le motivazioni che spingono qualcuno a vedere un film possono essere molto diverse e questo influenza molto la valutazione dello stesso; per tale motivo non si può dire che un film è brutto solo perché angosciante o tetro o altro. Un esempio banale, io e mia moglie siamo incompatili con il cinema; io ho sempre preferito i film "leggeri", mentre lei quelli "impegnati". Quando ancora non avevamo figli, la accompagnavo spesso a vedere film da cineclub durante i quali puntualmente mi addormentavo, mentre lei a malapena celava la sofferenza quando andavamo a vedere "spiderman" e similari che piacevano a me. Penso che non per questo lei possa dire che i film che vedo io sono brutti, né io posso dire lo stesso dei film che piacciono a lei. Semplicemente, siamo due persone che ricerchiamo qualcosa di diverso nella visione del film.