La "guerra" dei fisici all'hotel Copenaghen

Se pensate ai grandi scienziati che hanno cambiato la storia della fisica moderna, di certo non vi viene da pensarli come personaggi da romanzo. Tranne a Gabriella Greison, già autrice de L'incredibile cena dei fisici quantistici (diventato anche un suo monologo teatrale itinerante) e che ora pubblica un secondo romanzo, Hotel Copenaghen (Salani). A parlare è Margrethe, la moglie di Niels Bohr, uno dei più illustri fondatori della meccanica quantistica, e tutte le vicende si svolgono a Copenaghen, tra gli anni Venti e gli anni Cinquanta, perché è lì che Bohr faceva i suoi incontri. L'autrice è andata sulle tracce di quei cenacoli misteriosi e affascinanti, durante i quali, per esempio, Werner Heinseberg, con la Danimarca invasa dai nazisti, sente l'urgenza di parlare con Bohr, ma non per parlare di atomi e quanti, piuttosto perché i tedeschi gli avevano chiesto di costruire la bomba atomica.

Mentre Bohr, nel frattempo, si intratteneva in accese discussioni con Albert Einstein, nel tentativo di conciliare la meccanica quantistica con la relatività generale (problema tutt'ora insoluto e centrale nel dibattito tra i fisici). Il romanzo è pieno di aneddoti, verosimili anche quando solo ricostruiti o immaginati, per lo più presi da carteggi e diari. Einstein, per esempio, aveva una tecnica per liberarsi dagli scocciatori: si faceva portare un piatto di minestra, nel caso in cui la scostasse di lato significava che voleva continuare a parlare, se invece se la metteva davanti la sua segretaria congedava l'ospite.

All'Hotel Copenaghen, a casa di Bohr, faranno visita in tanti, oltre a Einstein, Heinseberg, e Schrödinger, dalla regina Elisabetta d'Inghilterra a Winston Churchill, da Enrico Fermi a Louis Armstrong. In quel prestigioso luogo di incontri delle più geniali menti del XX secolo, si raccontavano perfino le barzellette, come questa: «Ci sono tre fisici al bar. Heinseberg, Niels Bohr e Einstein. Heisenberg dice: Anche se è molto improbabile, mi chiedo se per caso non siamo finiti in una barzelletta. Niels Bohr dice: Se fossimo in una barzelletta lo sapremmo, ma poiché ci siamo dentro, non abbiamo modo di determinare se siamo o non siamo in una barzelletta. Le misurazioni di quanto sia una barzelletta o meno cambiano la natura stessa della barzelletta. E Einstein risponde: Certo che è una barzelletta, ma voi la raccontate male!». Per capirla bisogna avere qualche nozione di fisica, ma uno come Sheldon Cooper di The Big Bang Theory ne riderebbe per ore.

Commenti

greg

Mar, 03/04/2018 - 11:15

La barzelletta, per chi ne sa di relatività e meccanica quantistica, è molto gustosa, e la conclusione di Einstein è dissacrante, quel "voi la raccontate male" riferita a due scienziati che esploravano l'infinitamente piccolo, è esilarante

Ritratto di llull

llull

Mar, 03/04/2018 - 12:01

"Copenaghen"? Ma non si scrive COPENHAGEN ???

Agev

Mar, 03/04/2018 - 12:04

In realtà l'unico che la raccontava male era/è Einstein ... Già allora Tesla e Reich glielo avevano spiegato . Einstein un grande ma figlio del suo tempo.. il micro e macro cosmo in Lui non funziona e non può funzionare. Ieri/oggi è superato . Gaetano

greg

Mar, 03/04/2018 - 15:40

AGEV - temo che tu non abbia capito il senso della vis comica di Einstein, che era un gran burlone. Lascia perdere Tesla, che ha avuto intuizioni geniali, ma a livello di umorismo era meno di un bradipo. Circa Reich, era uno psicologo esperto di psicoanalisi, che con la fisica c'entra ben poco. Il senso della barzelletta lo si ha dalle parole di Bohr quando dice "ci siamo dentro" si riferisce al famoso paradosso del gatto di Schrödinger. Ti è chiaro ora?

Agev

Mar, 03/04/2018 - 16:49

greg ... Per l'appunto .. Un paradosso ... Nel Unità Unicità Totalità le polarità sono armonizzate , le complessità semplificate e i paradossi hanno una soluzione .. Veda lei . Lei da quel che vedo non consce Reich . l'universo di Einstein è ancora meccanico e l'universo è tutto tranne che meccanico.. E' vivo e funzionale e multidimensionale . Solo con la cosiddetta Teoria della super-stringhe (nome orribile) hanno solo trovato l'inizio e la traccia del Network di Sovranità Integrale che è sono fili ragnatele di Luce Codificata dove tutte le informazioni e conoscenza Superiore vive ed Esiste. Gli antichi lo chiamavano Etere. In Einstein manca questa conoscenza. Gaetano

Agev

Mar, 03/04/2018 - 17:07

Dimenticavo greg ... L'interfacciamento al Network di sovranità Integrale che è il network verso la Sua stessa Divinità ed Eternità non avverrà che fra qualche centinaio di anni.. Solo la Sorgente Primaria decide quando per una specie (in questo caso l'uomo e l'umanità tutta ) e questo avviene solo quando diviene Pura negli Intenti Intenzioni Azioni . Gaetano

Agev

Mar, 03/04/2018 - 17:29

Un ultima cosa greg .. Per la conoscenza .. La Sorgente Primaria non è dio .. Almeno non è ciò che l'uomo pensa e crede sia dio . Quindi ..! Con Affetto .. Gaetano

Agev

Mar, 03/04/2018 - 18:12

Con tutto ciò Onore e riconoscenza ad Einstein ,, Tutti i grandi sanno solo e possono solo giocare con sé e con il mondo e le grandi scoperte si fanno giocando . E' giocando che si impara a conoscere e andare Oltre . A me il bradipo piace e lo trovo giocoso e meraviglioso. Gaetano

greg

Mer, 04/04/2018 - 12:20

AGEV - L'universo di Eistein è meccanico...........Lascia perdere di infarcire i tuoi commenti con paroloni parascientifici più grossi di te. Eistein affermò: Dio non gioca a dadi!. Il gioco dei dadi è prettamente un gesto meccanico ed il rotolare dei dadi è funzione meccanica. Einstein affermò tutto il contrario della meccanicità. A me basta questo per smentire le tue affermazioni

greg

Mer, 04/04/2018 - 12:22

AGEV - La grandezza del pensiero di Eistein sta, in primis, nella sua concezione filosofica della visione cosmica dell'essere umano inserito nel disegno divino del libero arbitrio. Suggerimento, leggiti la Summa Teologica di San Tommaso D'Aquino, ma prima ancora, dello stesso San Tommaso, le 5 Vie, che sondano tutto il mistero di Dio, scritto con la Maiuscola

Agev

Mer, 04/04/2018 - 19:28

Il principio del libero arbitrio è/sarebbe una struttura inutile , Come un fuoco in un giorni d'estate.Nella nuova realtà- Non c'è nessuna gerarchia. C'è soltanto l'Uno Che è Tutti e Tutto. Non c'è nessun modello di esistenza se non il Modello di Auto-Creazione . La vera libertà è l'accesso alla Sorgente Primaria . L'essere Sovrano e la Sorgente Primaria sono realtà. Tutte le condizioni di esistenza sono sfaccettature dell'unica condizione di una realtà di illimitata Auto-Creazione. Espansione evoluzione cicli di sviluppo/decadenza e trasformazione sono tutti legati alla medesima premessa di separazione nel tempo lineare. Tutti i frammenti di filosofia scienza e se vuoi di religione anche quando unificati non presentano altro che una frazione del quadro della realtà .La perfezione è un frainteso concetto di Totalità. Nessun essere ha bisogno di altra conoscenza se non quella della propria unica..Segue.. Gaetano

Agev

Mer, 04/04/2018 - 19:33

Prospettiva di Totalità. Avere un corpo fisico non limita più i quanto le zampe impediscono ad un aquila di volare. l'armonia nascosta si scopre con gioia , mentre l'ovvio porta solo indifferenza. Si ha una comprensione del mondo esattamente corrispondente al grado di comprensione del proprio Infinito Sé. Buona serata . Gaetano