I Beatles battono tutti. Adele è la sorpresa. ​Ecco i re della top ten

"Billboard", voce ufficiale della discografia, pubblica per la prima volta l'elenco degli artisti più venduti di sempre

Il Guinness dei primati del pop. I più grandi di tutti i tempi. A fare l'elenco degli artisti che hanno avuto più successo nell'ultimo mezzo secolo è stato Billboard, ossia il magazine musicale più autorevole in circolazione, sostanzialmente la Bibbia della musica leggera. Nel numero in uscita tra qualche giorno, ma già disponibile su iPad agli abbonati, hanno raggruppato tutte le classifiche più golose per gli appassionati di musica. Con molte conferme. E qualche sorpresa, anzi parecchie. Beh, i più grandi di tutti sono i Beatles e fin qui chi si stupisce. Sono i più «hot» degli Hot 100 davanti a Madonna, Elton John, Elvis Presley e Mariah Carey, mentre i Rolling Stones sono decimi nonostante siano quelli con più album in classifica tra il 1963 e il 2010 (i Beatles solo terzi, almeno qui perdono per ovvie ragioni anagrafiche). Chi invece ha trascorso più tempo al numero uno della classifica con un album è Mariah Carey, ben 79 settimane cioè più di due anni complessivi e più di Beatles (59), Rihanna (51) e Michael Jackson (37), Elton John (34) e Katy Perry e Janet Jackson(33). Sono cifre enormi, si riferiscono soltanto al mercato americano ma rendono l'idea di che cosa sia avvenuto nella musica leggera in tutto questo tempo. Vince chi è longevo (ad esempio Barbra Streisand è altissima ovunque) e chi ha avuto album o brani diventati «classici» come i Chicago oppure Chubby Checker che nel 1960 ha pubblicato The Twist, il singolo più venduto di sempre: batte Smooth di Carlos Santana, Mack the Knife di Bobby Darin e via così, passando per l'estenuante Macarena e addirittura Hey Jude dei Beatles, soltanto decimo. Per rendere l'idea, Smooth, che Santana suonò con Rob Thomas, rimase al primo posto dal 23 ottobre 1999 al 14 gennaio 2000 e poi non lasciò la top ten per trenta settimane consecutive. Sono numeri clamorosi e, messi tutti insieme, ricamano un intreccio di cifre e tendenze che Billboard ha ottenuto sfruttando parametri e criteri di valutazione difficili da condensare e legati a molte variabili: ad esempio molto è cambiato da quando nel 1991 la classifica ha adottato il criterio Nielsen basato sul «pop», vale a dire sui «point of purchase», i punti di vendita.

Fino a quel momento, soltanto sei dischi avevano debuttato al numero uno e le fluttuazioni in classifica erano più lente perché non monitorate direttamente dove si vendevano i dischi: da allora il debutto al primo posto è diventato l'obiettivo per molti, specialmente per i grandi.D'accordo, ma qual è il disco che è rimasto in classifica più di tutti? Thriller di Michael Jackson? No, è il più venduto in assoluto ma ha continuato a vendere anche dopo essere uscito dalla Top 200. Back in black degli AC/DC? Idem. È 21 di Adele, uscito nel 2011 e piazzato davanti alla colonna sonora The sound of music del 1965, a Thriller, a Fearless di Taylor Swift, a Born in the Usa di Springsteen fino ai sorprendenti Nickelback di All the right reasons del 2005 e a Carole King di Tapestry del '71, che chiude la Top 10. Infine, ovvio, ci sono anche le classifiche genere per genere, anche quelle con la dovuta dose di sorprese. Il più grande rapper di ogni tempo non è il prevedibile Jay Z ma Eminem, che ha debuttato sette volte al numero uno e speso 132 settimane nella Top 10. Alla fine, in questo sterminato ordine di graduatorie (c'è persino quella per le migliori band di hair metal dove i Poison battono tutti), ci sono un vincitore assoluto (i Fab Four), molte sorprese (prendete i LMFAO di Party rock anthem del 2011 davanti a Hey Jude come tempo speso in classifica) e anche un bel po' di sconfitti. Lady Gaga è quasi assente dai primi posti, tanto per dire. I Queen e Springsteen non trionfano. Ma chi perde di più sono le nuove generazioni perché tra i primi 20 posti della Billboard 200 di sempre soltanto 4 hanno iniziato la carriera dopo il 1990: Mariah Carey, Garth Brooks, Eminem e Taylor Swift. Come a confermare che in America i giovani comprano il pop ma il pop non è suonato da giovani.

Commenti

Piut

Mar, 17/11/2015 - 23:47

Bah, le solite classifiche fatte dagli americani per gli americani, niente di nuovo sotto al sole!come sempre, si cade nel vizietto del "chi è grande in America è grande dappertutto", cosa assolutamente non vera! e l'assenza di nomi straordinari nell'elenco ne è una prova!Si sa ad esempio che i Queen non sono mai andati forte negli USA ma sono una band da 250 milioni di dischi venduti! Onore a loro dunque che sono riusciti a vendere così tanto senza gli americani...

Ritratto di Feyerabend

Feyerabend

Mer, 18/11/2015 - 10:29

Quando si parla di grandezza sarebbe meglio specificare cosa si intende dire. Avere grande successo commerciale , mediatico e sociale non significa quasi mai avere grandezza musicale e genio. E i beatles ne sono l'esempio piu' eclatante: fenomeno sociale:numeri 1 come musicisti: molto, ma molto, modesti. E di simili esempi se potrebbero fare molti.