I film, le opere, i costumi La vita di Zeffirelli diventa un museo d'arte

Una carriera di settant'anni "racconta" il '900 del teatro, del cinema e della musica

L'ha desiderato per anni, si è battuto per realizzarlo e ora è finalmente realtà. Ieri è stato presentato a Firenze il Centro internazionale per le arti dello spettacolo Franco Zeffirelli nella ex sede del Tribunale in piazza San Firenze. Uno spazio enorme di 3.700 metri quadrati su due piani, con un'attività museale e una didattica. In più c'è un oratorio barocco che è diventato un auditorium dall'acustica pressoché perfetta. «Dopo tanti anni, realizzo il sogno di affidare alla mia città natale il mio patrimonio artistico», ha detto Zeffirelli qualche tempo fa vedendo l'opera arrivare vicina al compimento.

In pratica si tratta di un laboratorio e anche di un museo che raccolgono, almeno in parte, ciò che il maestro ha realizzato in quasi settant'anni di carriera. I bozzetti delle scenografie. I costumi da lui stesso immaginati persino nei ricami. I diecimila libri che sono serviti da ispirazione a uno dei registi italiani più famosi della storia.

In più c'è anche un cortometraggio in full Hd che racconta lo Zeffirelli's Inferno, il progetto mai realizzato su di un film tratto dalla Divina Commedia con Dustin Hoffman nella parte di Dante. Insomma, il Centro internazionale è destinato a diventare un punto fermo in quella che è l'arte di Franco Zeffirelli come si è sviluppata dalla fine degli anni Quaranta per diventare un unicum nel panorama mondiale. Sin dai suoi esordi come scenografo nel teatrale Troilo e Cressida di Luchino Visconti, questo scintillante ragazzo classe 1923, nato a Vinci (dicono anche che sia un discendente di Leonardo) ed educato nel convento di San Marco a Firenze da Giorgio La Pira, ha sempre mostrato un impeto creativo di rara intensità e capace di ricadere a pioggia in tutti i campi che lui giustamente oggi raccoglie sotto la definizione di arti dello spettacolo.

Prima alla Scala, dove ha esordito con la Cenerentola del 1954, poi nel resto del mondo (memorabile ad esempio la Traviata al Covent Garden del 1960 dove disegnò addirittura i costumi di Joan Sutherland) il talento di Zeffirelli è diventato, come si dice oggi, un «brand» riconoscibilissimo, un'euforia di colori della tavolozza e dello spirito con una fortissima impronta cattolica che lo ha portato anche a fare il regista televisivo di ben due inaugurazioni dell'Anno Santo, nel 1974 e nel 1999. Quindi con due Pontefici totalmente distinti come Paolo VI e Giovanni Paolo II. Omosessuale dichiarato (ha convissuto per anni con Luchino Visconti) è riuscito comunque a mantenere una posizione personale anche su questo argomento, che ha creato polemiche e dibattiti anche di altissimo livello: «Sono omosessuale ma non gay - ha detto - l'omosessuale non è uno che sculetta e si trucca. È la Grecia, è Roma. È una virilità creativa».

Lui in sette decenni l'ha piegata a invenzioni e realizzazioni che hanno fatto la storia dell'arte del Novecento molto più di quanto dimostri lo sterminato elenco di premi raccolti (dai David di Donatello ai Nastri d'Argento a ben 14 nomination agli Oscar). Ad esempio l'Amleto con Giorgio Albertazzi, lanciato nel 1964 a 400 anni dalla nascita del drammaturgo, arrivò persino a farsi mettere in scena a Londra. Oppure La lupa, tratta da Verga con Anna Magnani nel ruolo di protagonista nei principali teatri italiani.

Tra un Otello (memorabile quello della Scala nel 1972) e una Bohème al Metropolitan nel 1981, Franco Zeffirelli ha fatto cinema. Bello. Intenso. Talvolta volutamente barocco. E di forte ispirazione mistica, talvolta visionaria. Come in Fratello sole, sorella Luna del 1972, liberamente ispirato alla vita di San Francesco e diventato poi un caposaldo di quel genere di film al punto da aver ispirato anche il controverso La passione di Cristo di Mel Gibson nel 2004. Ma anche in Jane Eyre e Un tè con Mussolini (qui e là autobiografico), Zeffirelli confermò dietro la cinepresa lo stesso furore onnivoro e creativo che ha riscosso consenso ovunque, persino alla corte della Regina Elisabetta che nel 2004 lo ha nominato Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico.

Insomma, un fuoriclasse che talvolta, forse anche per le sue chiare posizioni politiche (è stato senatore di Forza Italia per due legislature nel 1994 e nel 1996) è rimasto ai margini di quella conventicola cultural chic che per decenni ha incoronato, oppure deposto, tantissimi artisti a seconda dell'appartenenza ideologica. Perciò dopo aver compiuto i 94 anni (è nato il 12 febbraio), Franco Zeffirelli si gode questo Centro internazionale che è una sorta di enciclopedia della sua arte, qualcosa di unico al mondo destinato a diventare comunque un'attrazione per celebrare l'italianità di talento.