J.K. Rowling contro la retorica della campagna Brexit

Secondo J.K. Rowling, la creatrice di Harry Potter, la campagna per il referendum sarebbe una delle più "divisive e amare" oltre a dipingere l'Unione europea come un mostro senza volto

La scrittrice J.K. Rowling esprime pubblicamente il suo disappunto a proposito della retorica del referendum sulla permanenza dell’Inghilterra nell’Unione europea, definendola “la più brutta tra quelle che io possa ricordare nella mia vita”.

Dalle pagine del suo sito web, la mamma di Harry Potter invita quindi gli elettori a rigettare il ritratto di mostro senza volto con cui l’unione è stata dipinta. Aperta oppositrice dell’indipendenza durante il refendum scozzese, la Rowling ha definito quella in corso “una delle campagne politiche più divisive e amare mai portate avanti”, tanto da farle considerare che i cattivi delle favole siano stati creati dagli affabulatori politici.

Non sono un’esperta su molto, ma so come creare un mostro” ha precisato la scrittrice, facendo sfoggio di citazioni del calibro di Hannibal Lecter, Grande Fratello e del malvagio per eccellenza tra le sue creazioni, Lord Voldemort, definiti tutti "simultaneamente inumani e superumani ed è questo ciò che più ci spaventa".

Secondo la creatrice di Harry Potter, per alcuni dalla parte della Brexit "l’Unione europea non è meramente imperfetta, né necessita di miglioramenti: è cattiva”; la scrittrice ha poi aggiunto: “L’unione che è nata dal desiderio collettivo di non vedere un’altra guerra in Europa è dipinta come una struttura monolitica orwelliana da Grande Fratello”.

In una panoramica più ampia sulle crescenti divisioni internazionali, J. K. Rowling ha espresso preoccupazione per lo stridente nazionalismo che attraversa tanto l’Europa quanto gli Stati Uniti, prestando le sue doti di encomiabile narratrice a un ritratto di Donald Trump tutt’altro che lusinghiero: “fascista a tutti gli effetti… il temperamento di un instabile buttafuori di nightclub, schernisce la violenza quando irrompe nei suoi raduni e indossa il suo disprezzo per le donne e le minoranze con orgoglio”.

Il ripiegamento in un individualismo egoista e pericolante è il più grande timore della scrittrice britannica, che interroga i suoi lettori con una riflessione: “quando i legami che ci uniscono sono così forti, quando siamo arrivati così lontano insieme… come possiamo sperare di conquistare le enormi sfide del terrorismo e del cambiamento climatico senza cooperazione e collaborazione?”.