L'addio del principe Harry ai doveri reali? Tutta "colpa" delle sue donne

Secondo lo psicologo inglese David Cohen, intervistato da Repubblica, sarebbero state le figure femminili della sua famiglia, prime fra tutte Lady Diana e Meghan Markle, a influenzare la scelta di prendere le distanze dai reali

Diciamoci la verità: al Principe Harry oneri e doveri reali sono sempre andati stretti. Il duca di Sussex è sempre stato restio a seguire le regole imposte da sua Maestà e i suoi colpi di testa giovanili hanno messo più volte in imbarazzo la famiglia reale. La scelta di prendere le distanze dalla monarchia - e puntare alla libertà - non dovrebbe dunque sorprendere. Dietro a questa sua voglia di ribellione ci sarebbe però l'influenza delle donne più importanti della sua vita.

Secondo lo psicologo e scrittore britannico David Cohen, intervistato da D Repubblica, infatti, Harry sarebbe stato influenzato negli anni dalla principessa Diana e da sua Maestà, ma anche la psicologa di fiducia di Lady D, Susie Orbach e, più recentemente, dalla moglie Meghan Markle. Lady Diana e Elisabetta II hanno rappresentato per Harry il "giorno" e la "notte". La prima amorevole, pronta a infrangere le regole per loro e promotrice dell'indipendenza (sua) e dei suoi bambini. "Forse perché non ha avuto un’infanzia infelice - sostiene Cohen - oppure perché ha sempre nutrito un grande amore per i bambini, era molto vicina ai figli". La seconda più severa, distaccata e inevitabilmente un'istituzione prima che una donna. Cohen, che nella sua carriera ha scritto il libro "Allevare reali: come i reali hanno cresciuto i loro figli da Enrico VIII a oggi" e oggi racconta un episodio: "Quando nel 1951, la futura Queen Elizabeth II e il Principe Filippo ritornano in patria da un lungo viaggio in Canada e Washington, il piccolo Charles è alla stazione di Paddington ad aspettare la mamma che lo saluta con un buffetto e una stretta di mano". Facile intuire quanto fosse diverso il livello di tenerezza tra le due donne.

Ad attirare maggiormente Harry sarebbe, in particolare, il ruolo di "outsider" delle sue donne. Molte donne hanno provato a fare breccia nel suo cuore, ma solo una é riuscita a portarlo all'altare, Meghan Markle. La Duchessa più volte è stata paragonata a Lady D per la sua schiettezza (indimenticabile l'intervista del '95 alla Bbc dove Diana spiattellò i misfatti di Carlo e i suo problemi psicologici e fisici), per gli attacchi subiti dalla stampa britannica (che Diana sapeva però anche sfruttare a suo favore), ma soprattutto Meghan è stata per Harry una ventata di rivoluzione, che con lei sta compiendo. "Proprio per questo Harry, sentendosi supportato da Meghan, ha trovato un punto di rottura", ha spiegato Cohen.

Nella lista che hanno influenzato il principe Harry ci sarebbe infine la psicanalista Susie Orbach, terapeuta di Diana e considerata "il peggior incubo dei Windsor". Come sottolinea Cohen, il punto di svolta che avrebbe fatto aumentare il divario tra lui e la famiglia reale sarebbe stato il funerale di Lady Diana: "A 12 anni, gli è stato chiesto di nascondere i propri sentimenti, non versare una lacrima dietro il feretro della madre morta in un indicente. Ci sono voluti vent’anni, perché cominciasse a guardarsi dentro (come fece sua madre con l'aiuto della sua psicologa, ndr), a portare a galla le emozioni, a parlare apertamente dei suoi problemi mentali, a farsi portavoce di una campagna di sensibilizzazione in proposito".