Maledizione Ramones: sono tutti morti

Nella musica dei Ramones c'era già tutto il loro destino: violenta, malinconica, sempre drammatica. Ora tutti i membri fondatori del gruppo che ha in qualche modo inventato il punk americano sono tutti morti. L'ultimo è stato il batterista Tommy Ramone morto l'altro giorno a New York a 62 anni. Thomas Erdelyi, questo il vero nome dell'artista nato in Ungheria, aveva un tumore. Era stato produttore e batterista dei Ramones dalla loro formazione, nel 1974, fino al 1978, oltre a co-produrre i primi tre album della band. I Ramones, così avevano scelto di chiamarsi in omaggio al cognome con cui Paul Mc Cartney prenotava le stanze d'hotel all'epoca dei Beatles, in oltre un ventennio hanno realizzato successi indimenticabili, come I wanna be sedated, Judy is a punk, Teenage lobotomy e Beat the brat. Si erano sciolti nel 1996, dopo il tour Lollapalooza. Gli altri membri del gruppo erano già deceduti, compresi il fondatori Joey (linfoma) e Johnny Ramone (cancro alla prostata) e Dee Dee Ramone, morto di overdose nel 2002. Il loro look fatto di pettinature a caschetto, chiodo di pelle nera, scarpe da tennis e jeans stracciati ha segnato un'epoca almeno quanto la loro «Urban surf music», come la definì Rolling Stone nel 1992. All'inizio ovviamente la storia dei Ramones è stata quella tipica di ogni band punk: spernacchiati dalla critica importante e adorati dai fan di nicchia. n seguito, pur essendo uscito dal gruppo, produsse altri due dischi dei Ramones. Chiamato originariamente come manager della band, Tommy si impose ben presto come batterista, sostituendo Joey Ramone, che passò alla voce. Da allora videro la luce i dischi Ramones, Leave Home e Rocket to Russia. Poi Ramone lasciò la band, pur rimanendone produttore per qualche disco. E nell'ultima fase della sua vita, ha suonato assieme alla sua compagna Claudia Tienan negli Uncle Monk, un duo country e bluegrass che aveva prodotto un album omonimo nel 2006.