Mina esalta la lirica e Pavarotti "Per noi si esibirà a costo zero"

Stasera intonerà "Nessun dorma" che il tenore avrebbe voluto cantare con lei. Sabato forse "La Boheme". Mazzi, direttore musicale: "Operazione perfetta"

Dunque stasera Mina aprirà il Festival (introdotta sul palco da una bimba di sette anni). E sabato sera lo chiuderà, dopo che Bonolis avrà proclamato il vincitore. Messo così, sembra quasi un dettaglio. In realtà è un evento e non solo perché oggi Mina canterà il «Nessun dorma» dalla Turandot di Puccini e durante la finale, forse, il «Mi chiamano Mimì» dalla Bohème che apre il suo nuovo cd Sulla tua bocca lo dirò. È un evento perché Mina apparirà anche in video grazie al clip di tre minuti e mezzo girato da Gaetano Morbioli che la mostra durante le registrazioni del suo album.

Sarà, come al solito, vestita di nero, con i capelli raccolti e i grossi occhiali scuri a conferma che la sua immagine è sempre fortissima anche se praticamente invisibile. Insomma, non saranno le foto rubacchiate l'altro giorno a Lugano e subito voluttuosamente pubblicate da tutti i giornali, ma riprese autorizzate e approvate proprio da Mina stessa pochi giorni fa. Sarà dunque la conclusione di un’operazione iniziata alla fine di ottobre. «Bonolis mi disse: proviamo a parlare con Mina», spiega oggi Gianmarco Mazzi, che è direttore artistico musicale di questo Festival e che ha conosciuto Mina nel 1997 in occasione del disco registrato in coppia con Celentano. «Io ho chiamato suo figlio Massimiliano Pani e ci siamo visti un paio di volte a Milano e a Lugano». «A Lugano – spiega Mazzi – l’ho anche incontrata: e se uno trascorre un po’ di tempo con lei, non si accorge più che è la grande Mina, tanto è naturale e appassionata». Per farla breve, Mazzi ha fatto la fatidica proposta a Pani. «Ma lui mi ha subito messo in chiaro che le scelte di vita di sua mamma sono incompatibili con l’apparizione all’Ariston». Le trattative sono però andate avanti lo stesso ed eccolo qui il risultato. «Mi chiamò e mi disse: abbiamo terminato da poco un progetto cui mia mamma tiene moltissimo: il disco di arie liriche, è il disco della sua vita. Crediamo molto nel Festival che ha in mente Bonolis e quindi potremmo presentarlo lì».

Ancora qualche giorno e l’accordo diventa poi definitivo. «Se avesse avuto un normale disco pop – spiega Mazzi - forse per noi avrebbe avuto un significato diverso. Ma Bonolis nel 2005 aveva aperto il Festival con l’inno di Mameli e quindi stavolta un’aria di Puccini, per di più cantata da Mina, è automaticamente diventata la migliore delle soluzioni possibili». Oltretutto, questo cd (cui in autunno seguirà il «solito» disco di inediti di Mina) ha un significato simbolico molto importante perché qualche anno fa proprio Luciano Pavarotti chiese a Mina di cantare insieme il «Nessun dorma». Anzi, come dicono, la inseguì proprio, cercandola più volte. E i due alla fine si incontrarono anche ma il progetto si arenò lì: troppi impegni reciproci e poi la malattia di Big Luciano. Ma ora in Sulla tua bocca lo dirò, in questo cd che uscirà proprio venerdì, c’è tutto il lato classico di Mina, quel risvolto melodrammatico che, in fondo, è all’origine del pop italiano. Insomma, questo è l’omaggio più profondo che Mina potesse fare alla nostra grande tradizione di bel canto e a quella matrice da cui, volendo, deriva anche la canzone d’autore nata negli anni Sessanta. Per di più, è un’operazione a titolo assolutamente gratuito. «Mina non prende assolutamente nulla» conferma Gianmarco Mazzi. In poche parole, per il brano la Rai non tira fuori un euro (e fin qui nessuna sorpresa: è pur sempre promozione). Ma neppure per la ricezione di materiale video inedito non è previsto nessun esborso, roba che di questi tempi è così straordinaria da meritare un applauso. Vero però.

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