Molestie, Placido Domingo lascia la direzione della Los Angeles Opera

Travolto dalla bufera #MeToo, il tenore ha preso questa decisione affermando che le accuse avevano “compromesso” la sua capacità di continuare il lavoro da direttore della compagnia

Placido Domingo si è dimesso dalla direzione dell’Opera di Los Angeles in seguito alle accuse di molestie sessuali. Stando a quanto riportato dal New York Times, il tenore e direttore generale della compagnia dal 2003 ha preso questa decisione affermando che le accuse avevano “compromesso” la sua capacità di continuare.

Travolto dalla bufera #MeToo, Domingo sarebbe stato raggiunto da ben 11 nuove denunce. “Le recenti accuse nei media – afferma il 78enne cantante lirico spagnolo in una dichiarazione diffusa oggi – hanno creato un’atmosfera che mi impedisce di essere utile a questa compagnia che amo così tanto”.

Placido Domingo respinge le accuse contro di lui

Anche se continuerò a cercare di ripristinare la mia reputazione – aggiunge Domingo –, ho deciso che per la Los Angeles Opera era meglio lasciare la mia posizione di direttore generale e rinunciare per il momento agli spettacoli programmati”. Christopher Koelsch, il presidente e direttore esecutivo della Los Angeles Opera, ha “ricevuto e accettato” le dimissioni di Domingo e l’ha comunicato via email al personale della compagnia.

La scelta di lasciare la direzione dell’Opera di Los Angeles arriva dopo quella della scorsa settimana: Domingo ha annullato l’esibizione alla Metropolitan Opera di New York con la nuova produzione del Macbeth di Verdi.

Nelle testimonianze emerse da metà agosto ad oggi e riportate dall’Associated Press, come quella della soprano Angela Turner Wilson, nove donne accusano il tenore di gesti inappropriati (baci forzati, mani infilate sotto la gonna e sul seno), telefonate insistenti e rapporti non consenzienti sotto la minaccia di rallentamenti di carriera per chi rifiutava le sue avances.

I fatti sarebbero cominciati dalla fine degli anni ’80. Nancy Seltzer, la portavoce di Domingo, ha sempre smentito le accuse al cantante, definendo l’inchiesta dell’Associated Press una “campagna denigratoria” che “non solo è inaccurata, ma anche non etica”, caratterizzata da “accuse inconsistenti” e “incongruenze”.