Il nipote di Kim Rossi Stuart in carcere. La madre minaccia sciopero della fame

Loretta Rossi Stuart continua a combattere per la situazione del figlio Giacomo, detenuto a Rebibbia anche se "inidoneo al regime carcerario per il suo disturbo bipolare megalomanico-espansivo"

La battaglia di Loretta Rossi Stuart continua per il figlio Giacomo Seydou, ancora rinchiuso a Rebibbia nonostante sia stato ritenuto “totalmente inidoneo al regime carcerario” a causa del suo “suo disturbo bipolare megalomanico-espansivo esploso con forza perché preceduto da un periodo di uso di sostanze stupefacenti”.

La storia del nipote di Kim Rossi Stuart è piuttosto intricata: Giacomo ha subito un processo per resistenza a pubblico ufficiale con lesioni e, secondo quanto stabilito, avrebbe dovuto scontare la pena in una Rems, struttura che ha sostituito gli Ospedali psichiatrici giudiziari. La disponibilità, però, non è mai arrivata e il giovane 23enne è rimasto per quattro mesi al Regina Coeli. Scaduto il termine, si è ritrovato libero, ma con la condanna alla Rems ancora pendente. Su suggerimento dell’avvocato, Giacomo ha chiesto di curarsi volontariamente ricoverandosi in una comunità e, proprio in questo periodo – come riportato da Il Tempo - è giunto il proscioglimento da quell'accusa per infermità mentale al momento dell' atto e tolto l'obbligo di ricovero in una Rems.

Tutto è precipitato in seguito ad una incomprensione con la comunità su un permesso non rispettato: il giovane non è stato più accolto ed è ricaduto nel vortice della droga rimanendo di nuovo preda dei suoi deliri. Così, dopo un furto messo in atto per procurarsi i soldi della dose, il nipote di Kim Rossi Stuart è tornato in carcere e, finito di scontare la pena per il furto, su di lui pende ancora un anno di Rems per infermità mentale.

È un internato, da quattro mesi è obbligato a stare in carcere, senza le cure adeguate, perché non c'è posto nella struttura alternativa dove dovrebbe andare. La lista d' attesa è pazzesca”, ha denunciato Loretta Rossi Stuart, che ha deciso di scrivere una lettera al ministro Bonafede, a Zingaretti, a Speranza, all'assessorato alla sanità regionale e ai media per denunciare questa situazione. Le azioni della madre di Giacomo, però, non hanno intenzione di fermarsi e la donna ha minacciato di iniziare lo sciopero della fame se la situazione del figlio non dovesse trovare una soluzione a breve termine.

Commenti

Italianocattolico2

Mar, 01/10/2019 - 16:15

Tossico, bipolare, megalomane, ladro ma parente di persona nota alle cronache. Allora va messo in libertà e depenalizzato. E a chi si rivolge la madre ?? Al Gotha del PD e dei 5S....!!! Sempre tutti vittime della società che non li aiuta, sempre tutti succubi di leggi inumane che non permettono ufficialmente di strafarsi con ogni porcheria gli capiti a tiro, poverini, sono tutti vittime inermi....

Ritratto di emmepi1

emmepi1

Mar, 01/10/2019 - 18:57

la signora minaccia lo sciopero della fame? si accomodi, faccia pure, il digiuno le farà bene (e la galera a suo figlio)