Più che rockstar Bob Dylan ora è un brand(y)

di Paolo Giordano

Altro che Lapo Elkann. Molto più spregiudicato di un Vacchi qualsiasi. Bob Dylan è il vero marketing manager del rock, il musicista che sa andare oltre le canzoni ma solo per arrivare al profitto. L'altro giorno ha lanciato una nuova linea di whisky che non a caso si intitola «Heaven's door» come il titolo di uno dei suoi brani più famosi, Knockin' on heaven's door (dalla colonna sonora di Pat Garrett e Billy the Kid del '73). Si può già prenotare online e sarà in vendita dal 21 maggio nei negozi americani. Per rendere la bottiglia un vero gadget, le decorazioni metalliche che la avvolgono sono state create e prodotte, ça va sans dire, dalla fonderia-laboratorio di Los Angeles ovviamente di sua proprietà. Per carità non è l'unico e non è la prima volta. Anche George Clooney ha commercializzato una tequila e Jay-Z piazza bottiglie di champagne al modico prezzo di 850 dollari l'una. E lo stesso artista, costantemente chiamato «il menestrello di Duluth» da oltre cinquant'anni, ne ha piazzate più di Wanna Marchi, diventando probabilmente il miglior venditore di se stesso di tutta la storia del rock. Per capirci, di fianco alla modella Adriana Lima nello spot della lingerie Victoria's Secret del 1993 c'è proprio lui, il Bardo. Lo stesso che ha dato il nome ai «Bob Dylan Bond» messi sul mercato da Goldman Sachs nel 2012. E l'elenco di colpacci, dalla partecipazione allo spot Ibm Watson fino al cd in esclusiva per i clienti della banca CitiBank, è pressoché sterminato e si accomoda di fianco ai dischi d'oro, alle canzoni strepitose e al Premio Nobel di una carriera iniziata da piromane ideologico e finita da pompiere bancario. Sia chiaro: il Bob Dylan musicista (che è appena passato in tour dall'Italia e a maggio compirà 77 anni) è intoccabile e decisivo nella storia della musica leggera. Ma tutto il resto sembra fatto apposta per diluirne il mito e per obbligare i fans a giustificazioni più spericolate del bungee jumping. Dopotutto è sacro il consiglio di tenere sempre distinto l'artista dall'uomo: spesso sono più incompatibili di marito e moglie in tribunale.