È polemica per la fiction che parla di «terroni»

Andrà in onda il 14 maggio ma la polemica è in agguato. La serie Furore. Il vento della speranza, la fiction di Canale 5 con un cast corale - con Giuliana De Sio, Francesco Testi, Stefano Dionisi, Elena Russo, Cosima Coppola, Tullio Solenghi, Alessandra Martines - racconta un passato di divario sociale con accenti razzisti nella Liguria del boom. Sui social network e sul Secolo XIX la miccia è già accesa, mentre su Canale 5 va in onda lo spot del prossimamente. «Non vogliamo colpire la Liguria, si poteva ambientare in qualunque provincia del Nord Italia», dice il regista Alessio Inturri. La fiction va giù abbastanza pesante con il linguaggio: si parla di terroni, baluba e zulù. «Ma non c'è da meravigliarsi, è quello che accadeva veramente. Ammetto che quel che si vedrà e sentirà è effettivamente duro ma non c'è nulla di forzato o amplificato», prosegue il regista.
Volutamente le sei puntate non sono ambientate in un luogo specifico. La località è inventata: Lido ligure ma le riprese si sono svolte ad Alassio e in altri posti limitrofi. «È tutto documentato, forse fa effetto perchè di razzismo nei confronti dei meridionali si è parlato in tanto cinema e tv a Torino e a Milano, ma di Genova e dintorni nessuno si è mai occupato. Eppure era così, come del resto in tutto il nord Italia negli anni dello sviluppo industriale quando famiglie intere migravano per lavorare nelle fabbriche», racconta Inturri. Tutto gira intorno alla famiglia Licata che dal Sud emigra al Nord, in cerca di benessere economico, di amore, di riscatto. I destini dei Licata si intrecceranno con quelli della bella e impetuosa Sofia, della forte e indomita Concetta, dello spietato commendator Schivo, dell'ardente Irma. Storie d'amore, di passione, di vendetta. È la ricerca di una speranza e di una nuova vita in un mondo che ha paura di tutto ciò che è diverso.