Pop e passato, il nuovo Renga parte dal Forum

Ci vogliono ben tre chitarristi per arginare il talento di Francesco Renga sul palco. Sabato sera al Forum di Assago ha inaugurato l'avventura dal vivo del suo disco Scriverò il tuo nome uscito in aprile per Sony. E lo ha fatto in grande stile, con un palco come si deve, una band extralarge (c'erano ovviamente anche batterista, bassista e tastierista) e una scaletta molto lunga, capace di coprire i tre decenni di carriera di uno dei pochi realmente in bilico tra pop e rock. Alternando le sue canzoni tra un palco principale e un palchetto costruito apposta per un intermezzo acustico di nove brani. Un vernissage del nuovo Renga che anche Rtl 102.5 ha trasmesso in radiovisione in diretta, con corposo corollario di attività social su Twitter e Facebook.

In fondo Francesco Renga, che ha 48 anni ma non li dimostra, scopre anno dopo anno di avere un seguito di pubblico in crescita perché il suo repertorio è trasversale. Non ci sono soltanto brani super trasmessi dalle radio, come Scriverò il tuo nome che apre il concerto (e che Renga affronta con qualche comprensibile incertezza nella voce) ma ci sono anche piccole gemme super amate dal suo pubblico storico come Senza vento dei Timoria, quando lui e Omar Pedrini erano i nuovi enfant prodige del rock italiano. «Cantare questo brano mi è sempre sembrato fuori luogo, ma interpretarlo stavolta per me è come una liberazione», ha spiegato lui.

Intanto, in un Forum comunque pieno di pubblico, lui ha mandato avanti un concerto complesso e non lineare, fatto anche di corposi intermezzi dialettici e sempre ricamato dal feedback del pubblico. Poi, nei camerini, ha spiegato che il minimo comun denominatore dei suoi testi, ossia l'amore, è «a 360 gradi». Citando poi Raymond Carver: «Mi piace perché in poche parole, e in modo molto schietto, preciso e piccante, lui riesce a spiegare le suggestioni d'amore che sai di avere ma che non sei mai riuscito a dire». Per raccontarle, con una scaletta obiettivamente molto dilatata, Renga ha scelto un palco essenziale ma ben stilizzato, sul quale è riuscito a creare un bel rapporto con il pubblico. Certo, ad aiutare il concerto c'era stato prima il bravissimo Ermal Meta, chitarra e voce e molta ispirazione. Ma alla fine la missione è riuscita: e un nuovo Renga prova da oggi a volare sui nostri palchi.