Pur di tornare alla ribalta, Fausto Bertinotti dice sì al programma di Mediaset

Il Vate della sinistra che può vantare la capacità, più unica che rara, di difende i lavoratori a colpi di cachemire, torna a calcare le scene. Quelle televisive, però

C'erano Fausto Bertinotti e Letizia Moratti in quel di Mediaset. No, non si tratta dell'inizio di una barzelletta di quelle da morire dal ridere. Ma della cruda (e triste) realtà.

Il Vate della sinistra che può vantare la capacità, più unica che rara, di difende i lavoratori a colpi di cachemire oppure in direttamente streaming dallo yacht di Vittorio Cecchi Gori, tornerà allo scoperto nell'unico luogo che non nega mai una seconda chance: la tv.

Iris, canale della piattaforma Mediaset, proporrà, dal 19 al 24 aprile, il ciclo Storie di libertà per celebrare il 70esimo anniversario della Liberazione: sei serate per dodici film. Da Achtung! Banditi! a I piccoli maestri passando per la commedia Il federale, i accompagnati dagli interventi di personalità legate alla Resistenza per ragioni biografiche (Letizia Moratti, figlia del partigiano Virgilio Brichetto) o culturali (Fausto Bertinotti, Giampaolo Pansa, Ascanio Celestini).

Insieme a lui anche Letizia Moratti, ex ministro dell’Istruzione ed ex sindaco di Milano, era decisamente sparita dalle scene della politica che conta. Sarà "l'effetto Liberazione" che, oltre a portarsi dietro la solita scia di polemiche varie ed eventuali, risveglia quella voglia irrefrenabile di pulizie di Pasqua. E' proprio il caso di togliere un po' di polvere dal dimenticatoio della politica, tirare a lucido e buttare nella Scatola i due desaparecidos Bertinotti e Moratti.

Commenti

vince50

Ven, 03/04/2015 - 17:32

Quelli di sinistra hanno sempre difeso i lavoratori non avendo mai lavorato,difatti hanno lasciato chi lavora nella "melma" arricchendosi con le frasi fatte.

FRANZJOSEFF

Ven, 03/04/2015 - 17:59

SE DIFENDE I POSTI DI LAVORO E MEDIASET DIFENDE L'ECONOMIA UNA AZIENDA E TANTI PADRI E MADRI DI FAMIGLIA. OGGI PARLA BENE BERTINOTTI

Ritratto di stock47

stock47

Ven, 03/04/2015 - 18:29

Sembrerebbe come se a Mediaset non facessero parlare i "compagni" liberamente. Un idea cretina della sinistra che crede alle sxxxxxxxe che loro sarebbero veramente pronti a fare. Mediaset per Berlusconi non è un palco su cui adotta censure. Berlusconi è prima di tutto un capitalista, uno che vuole fare soldi, come che sia, pur che nell'ambito legale. Far parlare liberamente un comunista come Bertinotti in tali trasmissioni a lui non importa un bene amato piffero. Quello che gli itneressa è solo se la trasmissione sia seguita e gli porti incassi pubblicitari, tutto il resto per Berlusconi può andare a farsi friggere. Di conseguenza, continuare con questa favole di palco personae politico di Berlusconi è cosa cretina, in tutti i sensi. Come dicevano i romani "pecunia non olet", il denaro non puzza, da qualsiasi parte provenga.

ammazzalupi

Ven, 03/04/2015 - 18:44

Bertinotti... quel losco figuro con la bocca piena di frasi ad effetto messe nel k.ulo agli idioti komunisti che, felici come una Pasqua, lo hanno ricambiato votandolo per una vita intera! Esempio pratico di paraculaggine komunistoide.

Ritratto di franco_DE

Anonimo (non verificato)

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Runasimi

Sab, 04/04/2015 - 00:59

Il fighetto radical chic di Rifondazione Comunista, ovvero quel TENTATIVO FALLITO DI RADUNARE IN UN JURASSIC PARK I DINOSAURI ROSSI, ritorna a tediarci con la sua erre moscia. Dopo la pietosa cacciata dal parlamento, si pensava che trascorresse il tempo mollemente sdraiato ai bordi della sua piscina nella costosa abitazione in Toscana. Invece è di nuovo in TV a fare sfoggio delle sua PROFONDA IGNORANZA CHE GLI HA FATTO TOGLIERE DALLA CAMERA IL QUADRO DELLA BATTAGLIA DI LEPANTO PERCHÉ OFFENDEVA I MUSSULMANI. Si può essere più incolti e rozzi di così?

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Sab, 04/04/2015 - 01:18

Di questo piccolo omino dedito allo spocchioso tentativo da salotto di rifondare un comunismo da intellettualoidi ricordiamo la patetica leccata di piedi che fece in Messico al SUBCOMANDANTE MARCOS. Una dimostrazione della pochezza intellettuale dei trinariciuti SEMPRE PRONTI A GLORIFICARE QUALSIASI PREDICATORE POPULISTA CON LA PISTOLA ALLA CINTURA.