Quando Crichton scriveva (in incognito) con lo stile di Fleming

Luca Crovi

Alto due metri e sei centimetri lo scrittore Michael Crichton si è divertito per tutta la vita a giocare sulla sua altezza sia fisica che letteraria. Quando decise di assumere due pseudonimi ne scelse due davvero singolari: Jeffrey Hudson (ovvero il nome del nano di corte della regina Enrichetta Maria di Borbone) e John Lange (che in tedesco significa persona alta). Il primo nom de plume gli permise con il romanzo In caso di necessità di guadagnarsi il prestigioso Edgar Award nel 1969 mentre il secondo lo portò a siglare fra il 1966 e il 1972 ben otto bestseller (Odds on, Scratch One, Easy Go, Venom Business, Zero Cool, Drug of Choice, Grave Descend, Binary).

Come racconta lo stesso Crichton le storie firmate John Lange erano scritte appositamente per collane economiche, le produceva in fretta e aveva iniziato a scriverle fin dal 1966 quando ancora era studente alla Harvard Medical School. La stesura di quelle storie realizzate di getto gli impegnava le vacanze estive e gli permetteva un certo agio economico durante l'annata universitaria: «non mi tormentavo per capire se quello che scrivevo esprimesse o meno me stesso, o una forma d'arte. Scrivevo e basta: di getto, sotto pseudonimo, a velocità folle». Quando nel 2006 la casa editrice americana Hard Case Crime diretta da Charles Ardai chiese a Michael Crichton di ripubblicare quei suoi romanzi con nuove copertine pulp lo scrittore americano rispose con entusiasmo. E dopo averli riletti tutti decise che di uno (Binary tradotto in italiano come Codice Beta) avrebbe anche riscritto apposta alcune pagine. Per il rilancio del catalogo di John Lange venne scelto Grave Descend che solo oggi viene pubblicato in Italia da Garzanti con il titolo di Il silenzio degli abissi. Si tratta di una storia edita originariamente nel 1970 quando Crichton stava già vivendo il folgorante successo di Andromeda (1969).

Per evitare però che i lettori confondessero due stili e due storie così diverse l'autore non rivelò all'epoca la vera identità di John Lange. Il silenzio degli abissi non è infatti un classico techno thriller come quelli che hanno costituito il marchio di fabbrica della sua carriera ma è un romanzo d'avventura con venature spionistiche che da una parte omaggia certe storie di Ian Fleming ma dall'altra anticipa i cicli di Clive Cussler. Protagonista delle vicende è il subacqueo James McGregor: un ex veterano di guerra che una ferita alla gamba ha costretto al ritiro. Durante la guerra bonificava le spiagge del Pacifico per i marines ora si occupa di recuperi nelle profondità del mare. Ama le moto e le belle donne e viene ingaggiato per riportare a galla il contenuto dello yacht Grave Descend affondato in circostanze misteriose in Giamaica. Nessuno dei superstiti del naufragio ha fornito agli inquirenti una versione credibile dell'accaduto. McGregor scoprirà che il tesoro celato a bordo della nave è rappresentato da un favoloso bottino di diamanti raccolto dal generale nazista Doermann durante la campagna d'Etiopia e trafugato in Italia. La mafia siciliana, quella giapponese e l'esercito americano cercheranno di recuperarlo e McGregor si troverà così a sopravvivere fra barracuda, squali, killer, spie e pistole di precisione. Scandito da capitoli brevissimi e illuminato da aforismi di Samuel Johnson Il silenzio degli abissi è un thriller efficace e privo di fronzoli che mostra ai lettori il lato più divertente e giocoso della narrativa di Crichton.