R. Kelly arrestato per pedopornografia

Nuovi guai per il rapper americano R. Kelly. Il cantante, già nella bufera legale per molestie nei confronti di quattro donne, ora è stato arrestato con 13 capi d'accusa, tra i quali adescamento di minore e traffico sessuale

Il rapper R. Kelly è stato arrestato nella serata di giovedì 11 luglio con 13 capi d’accusa. Secondo il Daily Mail tra i capi d'imputazione ci sarebbero pedopornografia, traffico sessuale e intralcio alla giustizia. Il cantante di "I believe i can fly" era tornato nel mirino della giustizia quest’inverno con 11 capi d’accusa nello stato americano dell'Illinois, dove il mese scorso si è dichiarato innocente. Le molestie sarebbero avvenute nei confronti di quattro donne, tre delle quali minorenni all’epoca dei fatti, cosa che ha aggravato la posizione del cantante al punto da essere licenziato dalla Sony.

I guai giudiziari di Robert Sylvester Kelly sono iniziati nel 2002, quando spuntò un video che lo immortalava a letto con una minorenne. Nel 2008 viene giudicato innocente per insufficienza di prove, ma il suo destino è segnato: nel 2018 esce un documentario per la BBC che mostra Kelly come un adescatore che indottrina giovani ragazze a far parte di una sorta di "culto sessuale". A febbraio 2019 la svolta: il cantante viene arrestato con l’accusa ancora una volta di molestie e rilasciato su cauzione.

Ma Kelly non si arrende e a marzo rilascia un’intervista in esclusiva per la CBS, durante la quale nega ogni colpa e sostiene di essere vittima delle menzogne delle sue accusatrici. Il portavoce dell’accusa Joseph Fitzpatrick, ha affermato che “i capi d’accusa comprendono adescamento di minore, pornografia minorile e intralcio alla giustizia”. Con più di 20 capi d’accusa a suo carico, il rapper rischia fino a 30 anni di carcere.