Ravello, la nuova città del peccato: sesso in spiaggia e nei giardini

Sono sempre più le coppie che sedotte dal luogo si fanno immortalare in atteggiamenti spinti tra gli anfratti della piccola cittadina della costiera amalfitana

Era già capitato a Ginia, la protagonista de "La bella estate" di Cesare Pavese, di confondere l’amore con l’estate e di vivere le due stagioni sulla cresta delle emozioni forti "a Ginia pareva di non avere mai capito prima che cosa fosse l’estate".

Amore ed estate si consumano, nelle strette strade della piccola cittadina di Ravello, locus amoenus della costiera amalfitana. Sempre più sembrano essere le coppie – in prevalenza straniere - che prediligono il sesso alla luce del sole. Per il quotidiano "Il corriere del Mezzogiorno" la cittadina sarebbe diventata la nuova "Woodstock made in Campania": città della libertà sessuale e del peccato.

L’attenzione per questo luogo negli anni è sempre stata forte, tant’è che viene citata anche nel Decameron di Boccaccio: "la costa d'Amalfi, piena di picciole città, di giardini e di fontane, e d'uomini ricchi e procaccianti in atto di mercatantia sì come alcuni altri. Tralle quali cittadette n'è una chiamata Ravello, nella quale, come oggi v'abbia di ricchi uomini, ve n'ebbe uno il quale fu ricchissimo, chiamato Landolfo Rufolo". E proprio di questo Rufolo è possibile ancora oggi visitarne la villa prospiciente sul mare. Noto anche per la famosissima rassegna internazionale di musica "Ravello Festival" organizzata dalla Regione Campania.

Lo scatenarsi di incontri amorosi e passioni ardenti non è affatto nuovo per la piccola cittadina costiera di duemilacinquecento anime, basti pensare che questi luoghi ospitarono nel silenzio di Villa Cimbrone la fuga d'amore di Greta Garbo con Leopold Stokoswky.

Sarà quindi la bella estate o il vento di passioni lontane, ma considerato il basso tasso di natalità italiano arriverà prima o poi il momento di prescrivere a tutti una vacanza a Ravello.