Regno Unito, si pensa a una tassa per la barba

La bizzarra soluzione è stata avanzata da Antony Kent, barbiere di Sale Green, nella contea di Worcester. Secondo quest'ultimo, infatti, sfruttando la dirompente moda hipster imporre una tassa sulle barbe più o meno lunghe contribuirebbe attivamente a chiudere eventuali buchi nel bilancio del Regno Unito. Tuttavia, ha spiegato l'uomo, la sua proposta non è altro che una provocazione

Può uno Stato approfittare della diffusione di una particolare moda per imporvi una tassa e rimpinguare così le proprie casse? Secondo Antony Kent, barbiere della contea di Worcester, in Inghilterra, assolutamente sì.

L'uomo, quarantotto anni, ha infatti già esposto in tal senso la sua intuizione a George Osborne, Cancelliere dello Scacchiere del Regno Unito. Proposta, quella di Kent, che al momento non ha ancora però ricevuto risposta.

Tuttavia, il progetto è piuttosto semplice. In breve, questo prevede di introdurre una tassazione sulla barba. Una vera e propria imposta, insomma, che andrebbe a colpire profondamente la cosiddetta moda hipster. Secondo i piani di Kent, infatti, a pagare dovrebbero essere tanto coloro i quali portano barbe e baffi più folte, quanto chi sfoggia solo una minima peluria sul viso. Prevedendo, comunque, tariffe differenziate: 100 sterline ogni anno per i primi, 50 per i secondi. E per quanto l'idea possa apparire come assolutamente bizzarra, non è priva di precedenti storici.

Lavorando alla propria proposta, il barbiere quarantottenne ha scoperto infatti che già Enrico VIII d'Inghilterra aveva avuto una simile intuizione. Venendo a conoscenza, inoltre, che una tassa simile a quella da lui ideata era stata imposta da Pietro I di Russia attorno al 1698.

Tuttavia, ha spiegato lo stesso Kent al Worcester News, la sua non è altro che una provocazione. Un atto le cui intenzioni sarebbero quelle di denunciare la situazione delle attuali imposte che gravano pesantemente sul settore lavorativo del barbiere.