Ritirata la medaglia al partigiano stragista di Schio

Era stato premiato nonostante la condanna a 10 anni di carcere per l'eccidio del luglio 1945

Valentino Bortoloso, il boia di Schio, dovrà restituire la «medaglia della Liberazione» consegnata in giugno dallo Stato italiano. Il partigiano di 93 anni, nome di battaglia Teppa, partecipò ad un odioso massacro nella notte fra il 6 e 7 luglio 1945. A guerra finita, 54 prigionieri nelle ex carceri di Schio, furono falciati a raffiche di mitra da un commando partigiano della brigata garibaldina «Martiri Valleogra». Per l'eccidio Bortoloso scontò 10 anni di carcere, ma l'Associazione nazionale partigiani lo ha inserito lo stesso in una lista di benemeriti della Resistenza segnalati per la medaglia. «Meglio tardi, che mai» è il commento dei parenti delle vittime, che avevano subito protestato dopo la consegna dell'onorificenza. Il sindaco di Schio ha chiesto la revoca al ministro della Difesa. La decisione di ritirare la medaglia è arrivata in questi giorni. La Difesa ha notificato alla prefettura di Schio la «revoca della medaglia» e l' «espunzione del nominativo di Bortoloso dall'albo» degli insigniti.

«Giustizia è fatta! È stata ritirata la medaglia alla vergogna al partigiano colpevole della strage di Schio» ha esultato Elena Donazzan, assessore regionale del Veneto. «Si tratta di una delle pagine più imbarazzanti della storia della Repubblica italiana - aggiunge Donazzan - La superficialità del governo Renzi, che si è rimpallato le responsabilità a mezza voce, si è tradotta nella semplice registrazione di nomi da un elenco fornito dall'Anpi per conferire delle medaglie, senza alcuna verifica».

Il diretto interessato non parla e l'Anpi di Vicenza protesta. Il presidente, Danilo Andriollo, ha dichiarato alla stampa locale che «Valentino è stato premiato per la sua attività partigiana certificata. L'eccidio? Lui è stato condannato e ha pagato per quel che ha fatto». Sul sito della sezione di Vicenza nessun comunicato, per ora, ma un secco «No a Via Almirante a Noventa» nel vicentino, dopo la decisione della giunta comunale di ricordare il leader del Movimento sociale italiano. Un fotomontaggio mostra il cartello di Via Almirante «razzista e fucilatore di partigiani». Al contrario l'Anpi sottolinea che Bortoloso, boia di Schio, «nel 1985 ha ricevuto un diploma dal Presidente della Repubblica Pertini e dal Ministro della Difesa Spadolini per aver combattuto per la libertà d'Italia». Durante la polemica i partigiani hanno fatto quadrato attorno a «Teppa»: «Tutte e tutti coloro che hanno ricevuto quella medaglia (della Liberazione nda) e quell'attestato meritano gratitudine, rispetto e riconoscenza per il contributo che hanno dato alla sconfitta del fascismo e del nazismo».

Donazzan, alfiere della battaglia per la revoca dell'onorificenza, non ci sta: «Le parole vergognose dell'Anpi tese ad assolvere il buon partigiano, colpevole in fondo solo di avere fatto il proprio dovere compiendo la strage, è incredibile! Credo sia tempo di cancellare l'Anpi per manifesta faziosità e falsità».

Commenti

routier

Gio, 11/08/2016 - 09:49

"Muor giovane chi è caro agli Dei". Il più "giovane" dei partigiani dovrebbe avere attorno ai novanta anni!

Gaeta Agostino

Gio, 11/08/2016 - 10:01

E meno male che c'è qualcuno che comincia a rendersi conto della vera storia della resistenza italiana. Non solo eroi, ma anche efferati assassini che approfittando dell'euforia post-bellica e in nome di una futura repubblica comunista fondante da Togliatti, commettevano crimini e consumavano vendette sugli italiani che non erano organici al loro progetto di rivoluzione comunista. E, adesso, forse, qualcuno ricorderà anche che dal fascismo ci hanno liberato gli americani e non gli elettricisti (Resistenza)

giovauriem

Gio, 11/08/2016 - 10:03

cose da ampi , questi vigliacchi comunisti forti a parole e a maggioranza di 10 a 1 o loro armati contro dis'armati , il nome di "battaglia" di questo galantuomo "TEPPA" è tutto un programma...partigiano .

VittorioMar

Gio, 11/08/2016 - 11:17

....ma qualcuno non aveva detto che il "PARLAMENTO" appartiene a tutti i partigiani??

vince50_19

Gio, 11/08/2016 - 11:59

Amen!

ArturoRollo

Gio, 11/08/2016 - 12:10

La bambina nella foto e' GIUSEPPINA GHERSI. Giuseppina, una bambina di appena 13 anni, fu pestata, stuprata e giustiziata dai partigiani comunisti .La famiglia Ghersi,viveva a Savona. La mattina del 25 aprile 1945, Giuseppina fu sequestrata in viale Dante Alighieri, da tre partigiani comunisti, e portata nei locali della Scuola Media “GuidoBono” a Legino, adibito a Campo di Concentramento per i fascisti. Le tagliarono i capelli e le cosparsero la testa di vernice rossa. Fu pestata a sangue e seviziata per giorni, tutto questo sotto lo sguardo impietrito dei genitori Il 30 aprile, Giuseppina, fu giustiziata con un colpo di pistola alla nuca e il suo corpo gettato, insieme ad altri, davanti al cimitero di Zinola.

SAMING

Gio, 11/08/2016 - 12:36

A Vittorio Mar: si, la Boldrini. Bell'esempio di italianità.

Giacinto49

Gio, 11/08/2016 - 12:55

Più delle parole poté......la foto!!

btg.barbarigo

Gio, 11/08/2016 - 13:54

Certo è da veri "eroi" trascinare coi mitra imbracciati una donna con le mani legate.

agosvac

Gio, 11/08/2016 - 13:56

Egregio Gaeta, bravo! Mi è piaciuto questo accostamento tra "elettricisti" e "resistenza"!!!

Ritratto di cape code

cape code

Gio, 11/08/2016 - 14:10

Finalmente qualcuno apre gli occhi su questi infami sinistrati maledetti. Era l'ora.

ArturoRollo

Gio, 11/08/2016 - 14:24

La ragione per la quale Giuseppina GHERSI, fu violentata ed uccisa dai partigiani Italiani: aveva ricevuto un encomio al suo tema da Benito MUSSOLINI. Inoltre ricordo che la Guerra era finita il 25 Aprile 1945, la GHERSI fu finita con un colpo di pistola alla nuca il 30 Aprile 1945. Aveva 13 (Tredici) anni. Fino al 1947 I Partigiani Italiani perseguirono vendette private ed omicidi, furono gli Alleati (ANglo Americani) che fermarono tutto cio'. Togliatti, ma non era il solo, voleva consegnare anche Trieste ai Titini. Molti degli Italiani infoibati ...lo furono dopo il 25 Aprile 1945. I Comunisti di allora tacquero...

ArturoRollo

Gio, 11/08/2016 - 14:35

Il 28 Aprile 1945, 126 giovani militi dei Btg. “Bologna” e “Romagna” della GNR e 472 uomini della Scuola Allievi Ufficiali di Oderzo della R.S.I. (450 allievi più 22 ufficiali) si arresero al C.L.N. con la promessa di avere salva la vita. L’accordo fu sottoscritto nello studio del parroco abate mitrato Domenico Visentin, presenti il nuovo sindaco di Oderzo Plinio Fabrizio, Sergio Martin in rappresentanza del C.L.N., il Col, Giovanni Baccarani, comandante della Scuola di Oderzo e il maggiore Amerigo Ansaloni comandante del Btg. Romagna. Ma quando scesero i partigiani della Brigata Garibaldi “Cacciatori della pianura” comandati dal partigiano Bozambo l’accordo fu considerato carta straccia e il 30 aprile cominciarono a uccidere. Molti furono massacrati senza pietà fra il 30 aprile e il 15 maggio. La maggior parte, ben 113, fu uccisa al Ponte della Priula, frazione di Susegana e gettati nel Piave.

ArturoRollo

Gio, 11/08/2016 - 14:41

La strage della famiglia Biamonti Agiati borghesi del quartiere savonese di Legino, originari di Cogoleto, un centro del Ponente genovese. Tutti sterminati: il capofamiglia, il capitano della Croce Rossa Domingo Biamonti, iscritto al Partito fascista repubblicano, la moglie, contessa Angiola Naselli Feo, la loro figlia, Angela Maria, e persino la domestica, Maria Madda­lena Nervo. La loro eliminazione fu legata a motivi di risentimento personale, che si possono riassumere con il termine 'odio di classe'. Tutto ebbe origine con la sistemazione, in due locali di villa Biamonti, della vedova di un partigiano, Andreina Ghione, che aveva avuto la casa disastrata dai bombardamenti. Dopo il 25 aprile ’45, la donna, spalleggiata dal partigiano Luigi Rossi 'Toni', pretese di 'allargarsi' occupando anche alcuni locali del piano nobile della villa. Domingo Biamonti andò a protestare in Prefettura per quello che riteneva fosse un sopruso. (continua 1)

ArturoRollo

Gio, 11/08/2016 - 14:51

(continua 2)Era il 14 maggio ’45. La sera stessa, un gruppo di partigiani, prelevo'I Biamonti che furono dapprima rinchiusi nel campo di prigionia di Legino, poi in quello di Segno. La notte tra il 18 e il 19 maggio, furono portati al cimitero di Zinola e fucilati. I corpi vennero subito sepolti in una fossa del camposanto. Al fossore del cimitero, in dialetto ligure, dissero di seppellirli: «Macché bare, così: come i cani». La villa di Legino venne depredata di tutto: mobili e indumenti furono trovati nelle case del Rossi e della Ghione. Al processo per questo odioso delitto, Luigi Rossi fu condannato, nei primi due gradi di giudizio, a 27 anni di carcere, mentre il Bergamasco, assolto in primo grado, fu condannato alla stessa pena del Rossi in appello. Per depistare le indagini, gli esecutori del delitto avevano piantato sulla fossa dei Biamonti una finta lapide sulla quale era scritto il nome di una persona inesistente: 'Toso Luigi di anni 84'.

Ritratto di mariosirio

mariosirio

Gio, 11/08/2016 - 15:08

I fratelli cervi facevano borsa nera coi fascisti

baio57

Gio, 11/08/2016 - 15:19

Mi ero chiesto quale delitto avesse commesso e che fine avesse fatto la ragazzina nella foto e chi fosse quell'energumeno baldanzoso che imbraccia il fucile in centro alla foto. Arturo Rollo grazie per la testimonianza sulle atroci malefatte di questi schifosissimi vigliacchi banditi komunisti .

Ritratto di DASMODEL

DASMODEL

Gio, 11/08/2016 - 15:50

Sig.@ ArturoRollo- Non conoscevo la storia, non sapevo chi fosse la ragazzina umiliata, cosa avesse commesso. Grazie per sua testimonianza. Ps: pensare che 'quella' ha detto -il parlamento appartiene ai partigiani...-

flip

Gio, 11/08/2016 - 16:20

in emilia,. nel famoso triste "triangolo" successe di tutto. gli "eroici"(in realtà vigliacchi) partigiani hanno assassinato a sangue freddo e senza giustificati motivi, migliaia di persone altro che i tedeschi. il tizio, di cui all'articolo, è un degno rappresentante. ma i fatti tragici non sono successi solo in emlia

giovauriem

Gio, 11/08/2016 - 16:22

egregia redazione de il giornale , quello che dice arturo rollo , va verificato e ripubblicata la storia integralmente con tutti i nomi i cognomi e gli indirizzi di allora e di oggi cercando di scoprire anche i mandanti di queste ifamie messe in opera dal coministume di allora e taciuto dal comunistume di ieri e di oggi

btg.barbarigo

Gio, 11/08/2016 - 16:36

Sig. Rollo,i quel periodo ero presente,ormai per me è un passato remoto,ma indimenticabile.Non sono più tanto veloce con la tastiera pertanto la prego ,se vuole,scriva della strage di Rovetta del triangolo della morte e relativa corriera e dei mai citati sette fratelli Govoni, del capit. di corvetta Umberto Bardelli della X Mas.Grazie

Marzio00

Gio, 11/08/2016 - 16:39

Per fortuna la giustizia non è quella terrena ma divina, risponderanno delle loro azioni davanti a Dio.

Giacinto49

Gio, 11/08/2016 - 17:18

ArturoRollo - Grazie!

ArturoRollo

Gio, 11/08/2016 - 17:19

Benito MUSSOLINI, intervene in favore di Sacco e Vanzetti, nonostante si proclamassero e fossero ANARCHICI. Prima della loro (INGIUSTA) esecuzione negli USA, nell' Agosto del 1927; il governo fascista prese posizione e si mosse attivamente a sostegno dei due connazionali, nonostante le loro idee politiche. Questo amore di Patria non e' stato riscontrato tra I Comunisti Italiani: tanto che a Piazzale Loreto appesero a testa in giu' anche Nicolino BOMBACCI...che era dichiaratamente COMUNISTA....ma amico di Mussolini da tempi antichi. Scrivero' ancora...

ArturoRollo

Gio, 11/08/2016 - 17:49

Conosciuta come la strage di ARGELATO. I Fratelli GOVONI: Dino, Emo, Augusto, Ida, Marino, Giuseppe, Primo (Maria si salvo' fuggendo.) . Solo Dino e Marino, avevano aderito alla Repubblica Sociale. L'11 maggio 1945 i partigiani della Brigata garibaldina "Paolo" si presentarono presso la casa del vecchio padre dove trovarono soltanto Marino che fu sequestrato, e sempre il mattino fecero irruzione nella casa di Ida Govoni ove abitava con il marito e, trovata mentre stava allattando la figlia, fu sequestrata. L'automezzo proseguì per Pieve di Cento verso il podere di Emilio Grazia dove gli altri cinque fratelli, ignari della situazione, si erano recati per ballare[8] e lì furono anch'essi sequestrati nonostante che i partigiani, mentendo, avessero assicurato che si trattava solo di "accertamenti di polizia". (Continua 1)

ArturoRollo

Gio, 11/08/2016 - 17:50

Presi prigionieri i sette fratelli, i partigiani andarono a San Giorgio di Piano a prelevare altre dieci persone, tre delle quali appartenenti alla stessa famiglia, il nonno Alberto, il padre Cesarino e Ivo Bonora diciannovenne. Oltre a Guido Pancaldi, Ugo Bonora, Alberto Bonvicini, Giovanni Caliceti, Giacomo Malaguti, Guido Mattioli, Vinicio Testoni.Dapprima alla spicciolata, poi sempre più numerosi arrivarono altri comunisti alla casa colonica di Emilio Grazia. Per ore nello stanzone dove erano rinchiusi tutti i prigionieri subirono un bestiale linciaggio, pugni, calci e colpi di bastone, furono seviziati, e coloro che non morirono per le torture furono strangolati. (Continua 2)

ArturoRollo

Gio, 11/08/2016 - 17:51

Nessuna delle vittime morì per arma da fuoco. I beni trovati in possesso degli uccisi, come accertato dalla magistratura, furono spartiti tra i partigiani. I corpi furono sepolti poco distante in una fossa anticarro. La ferrea legge dell'omertà dei partigiani comunisti impedì che si potessero conoscere i nomi delle decine di persone che seviziarono i fratelli Govoni. Dopo molti anni dai fatti, quando furono scoperti i corpi, si accertò che quasi tutte le ossa degli uccisi presentavano fratture ed incrinature. FINE.

ArturoRollo

Gio, 11/08/2016 - 18:11

Strage di ROVETTA.Il 26 aprile 1945 un gruppo di militi della 1ª Divisione d'Assalto "M" Tagliamento di presidio presso la località Cantoniera della Presolana, comandati dal Sottotenente Roberto Panzanelli, venuti a conoscenza della resa nazifascista attraverso alcune comunicazioni radiofoniche, decisero di abbandonare il presidio per raggiungere Bergamo Si incamminarono quindi armati lungo la valle, preceduti da una bandiera bianca portata da Alessandro Franceschetti, l'albergatore presso il quale i militi erano alloggiati al Passo della Presolana e, giunti a Rovetta, decisero di deporre le armi e di consegnarsi al locale Comitato di Liberazione Nazionale. Qui, il loro ufficiale prese accordi con i rappresentanti del CLN locale per ricevere tutte le garanzie quali prigionieri di guerra. (Continua 1)

ArturoRollo

Gio, 11/08/2016 - 18:12

In tale occasione il loro ufficiale, Sottotenente Panzanelli, fece sottoscrivere e sottoscrisse un documento a tutela dei prigionieri, a firma sua, del parroco Don Bravi membro del CLN locale, del Maggiore Pacifico ed altri.Questo comitato CLN si era autoproclamato tale, non aveva poteri effettivi e le sue garanzie non avevano alcun valore, cosa che il Panzanelli non sapeva. I militi, lasciate le armi, vennero trasferiti nei locali delle scuole elementari del paese in attesa di essere consegnati alle autorità del Regno del Sud o agli eserciti regolari degli Alleati.Il 28 aprile arrivò in paese un gruppo di partigiani composto da appartenenti alla 53ª brigata Garibaldi Tredici Martiri, alla Brigata Camozzi e alle Fiamme Verdi, che prelevarono i militi dalla scuola e li scortarono presso il cimitero del paese. (Continua 2)

Ritratto di gino5730

gino5730

Gio, 11/08/2016 - 18:13

Finalmente qualcuno senza i para occhi della politica.Che aspettiamo a toglierla agli attentatori

Anonimo (non verificato)

claudioarmc

Gio, 11/08/2016 - 18:24

anp non è ora di liquidarla?

ArturoRollo

Gio, 11/08/2016 - 18:38

Comandante dei MARO’ Umberto BARDELLI; Battaglione “Barbarigo”. Nacque a Livorno l'11 marzo 1908, figlio di Artemisio e Emma Cristiani, dopo aver frequentato il ginnasio l'18 ottobre 1924 entrò nella Regia Accademia Navale di Livorno come Allievo Ufficiale macchinista. Passato al comando del Battaglione "Barbarigo" il 20 febbraio 1944. Nel pomeriggio dell'8 luglio 1944, a Ozegna, una frazione a sud di Cuorgnè (Torino), raggiunse alla testa di reparto motorizzato della Decima Mas la piazza del paese per discutere uno scambio di prigionieri. Si trattava di una quarantina di Marò del Battaglione "Barbarigo" reduci dal fronte di Nettuno, che iniziarono a parlamentare con il comandante dei partigiani Piero Urati.(Continua 1)

Anonimo (non verificato)

FRANZJOSEFVONOS...

Gio, 11/08/2016 - 18:40

NON SONO FASCISTA, NE' TANTO MENO I MIEI PARENTI DURANTE LA GUERRA. NESSUNO ERA FASCISTA ANZI SI CRITICAVA CHI METTEVA IL NERO SOLO PER MODA IMMEDIATAMENTE TOLTA. SI CHIEDONO I COMMENTI DI COLORO CHE HANNO 60 O ALTRI CHE DICONO LA FRASE CHE FA RIDERE TUTTO IL MONDO E ANCHE I POLLI: ANCH'IO SONO PARTIGIANO O COLORO CHE DICONO REISTERE RESISTERE RESISTERE. TUTTO CIO' CHE E' DOPO LA GUERRA E' OMICIDIO O STRAGI. SE L'ANPI SOLTANTO COLORO CHE SONO DELLA CLASSE 1920 IN POI, E NON I "BAMBINI" SOTTO GLI 80 ANNI, DICEVO L'ANPI E' COMPLICE NON DIFENDETE QUESTO STRAGISTRA SIETE COMPLICI DI QUESTO.

Anonimo (non verificato)

Anonimo (non verificato)

ArturoRollo

Gio, 11/08/2016 - 19:22

Riinvio parte finale Strage ROVETTA. Il Panzanelli tentò di far valere lo scritto in suo possesso con le garanzie sottoscritte, ma il foglio con le firme gli fu strappato di mano e calpestato. Giunti presso il cimitero vennero organizzati due plotoni d'esecuzione e 43 dei prigionieri, di età compresa dai 15 ai 22 anni, vennero fucilati.Uno dei militari, il ventenne Giuseppe Mancini, prima di essere ucciso, per ultimo, fu costretto ad assistere alla fucilazione di tutti i suoi camerati, in quanto i partigiani scoprirono essere figlio di Edvige Mussolini, sorella di Benito Mussolini. Tre di loro furono graziati per la giovane eta’.FINE

lupo1963

Gio, 11/08/2016 - 19:39

BANDITEN

giovanni PERINCIOLO

Gio, 11/08/2016 - 19:45

Cos'altro ci si puo' aspettare dall'anpi??? se riuscirono con complicità del pci a far graziare da Saragat (come e perché non si sa) e rientrare in Italia per poi venire eletto in parlamento perfino un assassino, ripeto assassino condannato da un tribunale regolare nel dopo guerra e fuggito in Cecoslovacchia grazie alle complicità del partito, il signor Moranino tutto é possibile e alla spudoratezza e vergogna e inganno non c'é limite.

giovanni PERINCIOLO

Gio, 11/08/2016 - 19:45

Cos'altro ci si puo' aspettare dall'anpi??? se riuscirono con complicità del pci a far graziare da Saragat (come e perché non si sa) e rientrare in Italia per poi venire eletto in parlamento perfino un assassino, ripeto assassino condannato da un tribunale regolare nel dopo guerra e fuggito in Cecoslovacchia grazie alle complicità del partito, il signor Moranino tutto é possibile e alla spudoratezza e vergogna e inganno non c'é limite.

giovanni PERINCIOLO

Gio, 11/08/2016 - 19:46

Cos'altro ci si puo' aspettare dall'anpi??? se riuscirono con complicità del pci a far graziare da Saragat (come e perché non si sa) e rientrare in Italia per poi venire eletto in parlamento perfino un assassino, ripeto assassino condannato da un tribunale regolare nel dopo guerra e fuggito in Cecoslovacchia grazie alle complicità del partito, il signor Moranino tutto é possibile e alla spudoratezza e vergogna e inganno non c'é limite.

ArturoRollo

Gio, 11/08/2016 - 19:51

Dopo pochi minuti nella piazza si abbatté sugli ignari Marò una tempesta di fuoco, proveniente dai numerosi partigiani che avevano circondato di nascosto gli uomini della Decima, e che avevano tra l'altro precedentemente tolto i caricatori dai MAB per dimostrare il carattere pacifico della loro missione. Nonostante un tentativo di resistenza da lui organizzato i partigiani ebbero il sopravvento sugli uomini della "Decima", ed egli fu uno dei primi a cadere. L'imboscata tesa dai partigiani costò ai marò nove morti e numerosi feriti mentre 29 furono fatti prigionieri.Perirono anche tre partigiani e un civile.I funerali dei caduti furono celebrati a Ivrea il 14 luglio. Nei primi giorni dell'ottobre 1944, il battaglione "Barbarigo" mosse all'attacco dei partigiani attestati nella zona di Rimordono (Torino). (Continua 2)

ArturoRollo

Gio, 11/08/2016 - 19:53

I marò sbaragliarono le formazioni avversarie, costringendo le bande a riparare in territorio francese.La salma di Bardelli sarà poi seppellita nella tomba Duelli al Verano, assieme a molti dei suoi Marò, e quindi traslata il 16 giugno 2005 al Campo della Memoria, divenuto Cimitero Militare, di Nettuno dove riposerà circondata dai Caduti del battaglione "Barbarigo". IIl governo della Repubblica Sociale Italiana conferì al Comandante Bardelli la Medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Tale decorazione non è mai stata riconosciuta della Repubblica Italiana. FINE.

arcierenero

Gio, 11/08/2016 - 20:03

era ora che si movesse qualcosa contro questi finti eroi capaci di assassinare solamente alle spalle dei loro simili o a commettere delle canagliate contro delle donne !!!! non scodiamoci anche dei partigiani uccisi a porzius dai c.......i di una determinata fede politica e mai processati !!!!!!!!!!!!!!!

Tipperary

Gio, 11/08/2016 - 20:09

Guardate in questa foto gli "eroi" cosa sono stati capaci di fare a una ragazzina. A guerra finita. Gli "eroi".

frafancofo46

Gio, 11/08/2016 - 20:32

ArturoRollo dimentichi forse la Cartiera di Mignagola nel trevigiano le sparizioni avvenute sull'altipiano del Cansiglio fra le province di Treviso e Belluno. Basta leggere alcuni libri di GIAMPAOLO PANSA e si trovano tutti gli episodi da te descritti e molti altri

ArturoRollo

Gio, 11/08/2016 - 20:38

Negli anni della mia emigrazione all' estero, nel Corno D' AFrica, ho conosciuto Italiani che avevano fatto parte delle Repubblica di Salo'. Ho ascoltato le storie di P.... che e' ancora vivo a Genova. Ci sono stati I Fascisti alla Pavolini, alla Farinacci...quelli alla Balbo e D' Annunzio. Ci sono stati Eroi conosciuti e sconosciuti. Mi piace ricordare le gesta di Augusto FRANZOJ...e dell' ultimo Patriota Italiano, Enrico MATTEI. Ma altri rimangono e continuano. Non ero ancora nato negli anni del Fascio. Ma negli anni 70, quando in ITALIA erano tutti Comunisti o Democristiani, guardano il Tricolore ed ascoltando il Canto degli Italiani, mi emozionavo. E mi emoziono ancora !

btg.barbarigo

Gio, 11/08/2016 - 20:43

Grazie sig. Rollo.Ci tenevo a che lei scrivesse del Comandante del Barbarigo a cui per sfregio ,dopo morto furono strappati alcuni denti d'oro.

ArturoRollo

Gio, 11/08/2016 - 21:00

Su "Il Sangue dei Vinti",(G.PANSA) ci fu una frase che mi colpii riferita ai Partigiani Italiani: "prima sparavano, e poi sparivano!" (lasciando la popolazione civile alla merce' dei nazisti.) Chiudo per oggi, e mi preme salutare il Signore del "Battaglione Barbarigo" con una frase del Suo Comandante:"Nessuno di voi è morto finché noi non moriremo tutti !" Capitano di Corvetta, Umberto BARDELLI, X MAS. Buonanotte da un Italiano all' Estero.

People

Gio, 11/08/2016 - 21:05

L'Italia fu liberata dagli: americani, inglesi, polacchi, francesi, brasiliani, canadesi e soldati italiani, stop. Le altre storie sono favole per creduloni.

carpa1

Gio, 11/08/2016 - 21:08

Qualcuno dovrà pur sapere quanti cosiddetti partigiani (o criminali travestiti da partigiani) ci hanno trastullato per decenni con le loro logorroiche sfilate ed i nomi dei medesimi che mai hanno pagato per i loro crimini.

routier

Gio, 11/08/2016 - 21:37

@ Arturo Rollo. Nell'Italia "democratica e repubblicana" le verità scomode (di destra o di sinistra, a chiunque appartengano) vengono sempre e vigliaccamente sottaciute. Quando qualcuno (vedi Giampaolo Pansa) scoperchia il pentolone maleodorante, viene tacciato di revisionismo becero ed inaffidabile. L'esperienza insegna che la storiografia è scritta dai vincitori. Ma la "storia" spesso è un'altra cosa ed è patrimonio inalienabile di chi cerca ed ama la verità.

joecivitanova

Gio, 11/08/2016 - 22:30

Articolo 1 della Costituzione italiana: 'L'Italia è una Repubblica democratica fondata sulle menzogne. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti di queste menzogne'.

Ritratto di 51m0ne

51m0ne

Ven, 12/08/2016 - 08:21

@ArturoRollo, grazie per le ricostruzioni.

Ritratto di 51m0ne

51m0ne

Ven, 12/08/2016 - 08:25

93 anni: si vede come il bastardo partigiano in questione sia stato lacerato dal rimorso.

INGVDI

Ven, 12/08/2016 - 08:56

I crimini dei comunisti italiani sono innumerevoli, durante e dopo l'ultima guerra. I partiti che si basano sulla piu schifosa e criminale ideologia ora hanno cambiato nome, si chiamano PD, SEL, M5S. Comunisti, cattocomunisti e neocomunisti continuano con i loro crimini morali e politici a drogare un popolo che ormai non ragiona più con la propria testa.

Ritratto di gianky53

gianky53

Ven, 12/08/2016 - 09:28

Valentino Bortoloso, noto come Teppa, è l'ultimo superstite della banda di assassini che nel luglio '45 si fece notare davanti al mondo intero con la barbara strage, a guerra conclusa. Quando lo scorso giugno lo hanno premiato con l'ennesima patacca lui, da assassino non pentito, ovviamente, avrebbe voluto pronunciare un breve discorso, ma i bastardi che lo avevano segnalato per l'onorificenza gli hanno fatto capire che non era il caso di pronunciare discorsi...

baio57

Ven, 12/08/2016 - 10:08

Nessun commento dal nauseabondo sinistrume ,che strano.

routier

Ven, 12/08/2016 - 10:56

L Storia, quella autentica, ha decretato il fallimento della ideologia comunista (peraltro non peggiore del capitalismo selvaggio). Solo alcune cariatidi dalla memoria inficiata dall'Alzheimer, non lo hanno ancora capito.

angelovf

Sab, 13/08/2016 - 23:38

Dovrebbero ritirarne parecchie di queste medaglia a parte il fatto che la maggioranza sono al cimitero.

angelovf

Sab, 13/08/2016 - 23:56

Teppa? Come teppaglia molto appropriato, l'ANPI ha avuto una bella faccia tosta a reclamare il ritiro della medaglia a questa persona pluriomicida,anzi 10 anni sono stati troppo pochi, perché non ergastolo se le vittime erano inermi? Comunque,molte medaglie dovrebbero essere ritirate perche penso che gli assassini erano numerosi, ed anche per quelli che hanno ucciso il Duce e la sua donna in quel orribile,senza la possibilità di un processo, un omicidio degno del ISIS dei giorni nostri, nessuna differenza. Mussolini, era un dittatore ma non un assassino, invece chi faceva queste cose era lo specchio di Stalin che i nostri comunisti italiani servivano ed erano ancgphe convenzionati. Che vergogna.

Nordici o Sudici

Mar, 01/11/2016 - 20:33

Ho letto la relazione del presidente Tina Anselmi della commissione d'inchiesta sulla loggia P2, e mi è bastato per capire che brutta persona era.