La rivincita di Cristina D'Avena super-ospite

Quella di Cristina D'Avena è una favola. Da luogo comune a super ospite nel luogo musicale più ambito d'Italia: il Festival di Sanremo

Quella di Cristina D'Avena è una favola. Da luogo comune a super ospite nel luogo musicale più ambito d'Italia: il Festival di Sanremo.

Se poi, come sembra, arriverà addirittura nella serata finale allora sì, sarà un'incoronazione definitiva. E, diciamola tutta, Cristina D'Avena se lo merita. Ha registrato canzoni che tutti abbiamo ascoltato almeno una volta. E ha iniziato a farlo a tre anni e mezzo con Il valzer del moscerino presentato al decimo Zecchino d'Oro. Da allora una passerella di dischi d'oro, una sequenza incredibile di canzoni di enorme successo legate ai cartoni animati più seguiti dalla generazione che la prossima settimana la seguirà sul palco dell'Ariston. Kiss me licia. I puffi. In totale 312 pubblicazioni e 721 brani, sostanzialmente un repertorio da popstar. Però Cristina D'Avena, nata a Bologna il 6 luglio del 1964, dopo il sensazionale successo è lentamente scivolata nella sacca insopportabile di chi viene emarginato. Lei era quella dei cartoni animati. Un'artista succedanea. Un termine di paragone: saranno mica canzoni alla Cristina D'Avena? Una botta difficile da ammortizzare. E uno schiaffo alla professionalità di un'interprete che non ha mai avuto nulla da invidiare a nessun altro, né come attitudine vocale né come integrità di repertorio.

Ma, si sa, dopo che sono partiti, i «trend» risultano assai difficili da arrestare. Le conseguenze possibili sono sempre due: farsi annientare dai luoghi comuni oppure reagire. Dopo qualche anno nel limbo, Cristina D'Avena ha fatto la scelta decisiva. Sorprendere tutti. E sorprenderli positivamente. Nonostante continuassero le ospitate tv o i progetti collaterali, ha iniziato a fare serate con i Gem Boy, un gruppo bolognese che si potrebbe considerare di rock demenziale perché specializzato nel deformare in chiave parodistica i brani già diventati famosi. L'incontro degli opposti. Una sfida, quella della D'Avena. E una sfida di successo, costellata da decine di concerti sold out, regolarmente ignorati dalla grande stampa. La resurrezione dell'eroina dei cartoon è stata una delle grandi favole della nostra musica leggera.

La conferma che spesso i luoghi comuni, e la pigrizia della critica, possono creare danni difficilmente rimediabili. Però, in questo caso, il percorso di questa artista molto lontana dallo star system e molto vicina al pubblico è stato così potente da scatenare una petizione social (mossa da All Music) che ha convinto Carlo Conti a darle la laurea definitiva: super ospite al Festival. Come Elton John o Eros Ramazzotti. Una parabola che dovrebbe insegnare molto, sempre che qualcuno sia disposto a imparare.

Commenti

morrys75

Ven, 05/02/2016 - 17:21

E' la prima volta che finalmente leggo un articolo come questo su CristinaD'avena e' devo dire che lo condivido appieno; La D'avena e' stata snobbata dalla tv etichetta e il suo personaggio le ha fatto avere successo ma allo stesso tempo l'ha stereotipata, Carlo Conti forse se ne' reso conto per cui a lui va un plauso. Bravo Conti!!!!