La sinagoga di Bova Marina, un tesoro da valorizzare

Nino Spirlì

È nell'atmosfera guardinga che si respira in certi paesini; nella tradizionale macellazione domestica dei piccoli animali; nella preparazione dei dolci tipici delle grandi feste, carichi di mandorle, miele, uva sultanina, fichi secchi, spezie d'Oriente; è nel matriarcato innato; nei cognomi patronimici delle famiglie; nei nomi «biblici» dei luoghi... E, anche, nei libri di Storia di questa regione. Nella prima Bibbia Ebraica stampata proprio a Reggio Calabria. Nelle tante Giudecche sparse in tanti paesi della provincia e a Reggio stessa.

È nel Dna della Gente d'Aspromonte, la radice ebraica del popolo calabrese. Intrecciata con quella italica, bruzia, greca, latina, bizantina, gota, arbereshe, valdese, normanna, angioina, spagnola, perfino saracena e moresca... Ed è, accidenti!, in quella vergogna semisepolta dai viadotti della SS 106! In quel sito archeologico che conoscono proprio quattro gatti, e che, invece, dovrebbe ambire ad una più nobile considerazione. Perché, lì, a Bova Marina, quasi all'estrema punta della penisola, giace, sbriciolata e sventrata, coperta da erbacce e senza un'ombra di cartello che la segnali, la seconda delle più antiche sinagoghe del continente!!!

Florida intorno al IV secolo d.C., ha consegnato a dei posteri disattenti e sciocchi un ultimo residuo di ineguagliabili mosaici, di cui si salva, intatto, un meraviglioso Nodo di Salomone, e non solo... Attualmente ricostruito all'interno di una saletta del piccolo museo locale, ciò che rimane dei bellissimi mosaici della sinagoga, meriterebbe ben più rispettosa collocazione. Lo sfregio della costruzione di una strada a scorrimento veloce fra le sacre pietre, l'incuria e l'ignoranza, si sommano al silenzio delle istituzioni regionali e della soprintendenza responsabile, e fanno, di questo tesoro, un inutile cumulo di pietre.

Bova Marina, assieme alla Villa Romana di Casignana, agli scavi di Locri Epizefiri, di Monasterace Kaulon, di Medma Rosarno, di Reggio Calabria, DEVONO entrare di diritto nelle guide e nei percorsi turistici della Regione Calabria. Altro che le strade della salsiccia e delle caciotte!!!