Il sovranismo cresce bene: ora deve diventare adulto

La necessaria (e nuova) "rivoluzione conservatrice" di fronte alle contraddizioni del capitalismo

Che ore sono sull'orologio della Storia? A giudicare dalla cronaca, siamo all'ora del caos: vecchi partiti o alleanze dilaniate da conflittualità interna, giovani turchi pronti a trasformarsi in cani da guardia dell'establishment, istituzioni sovranazionali sempre più simili a Imperi senza imperatore, ridefinizione del ruolo internazionale delle superpotenze...

La rivoluzione sovranista (Giubilei Regnani) di Marco Gervasoni si pone come un'indispensabile bussola per orientarsi nei giganteschi cambiamenti innescati dalla crisi economica del 2008 ma già latenti nella Storia, anche in quella all'apparenza più lontana. Infatti il saggio risale alle radici del fenomeno «sovranismo», spiega cosa sia il «populismo», illustra la crisi del «globalismo» ed espone con estrema chiarezza la necessità di una pacifica «rivoluzione conservatrice». Al termine di questo viaggio storico e politico, il lettore si trova davanti al presente e può cercare di indovinare il futuro. Nel presente, depurato dalla cronaca, si assiste a una sfida filosofica in cui l'economia è uno dei fattori in gioco ma non l'unico e forse neppure il principale. Tre grandi blocchi etico-politici sono entrati in competizione: quello globalista, quello genericamente populista e quello rivoluzionario conservatore o nazional-sovranista. Questa tripartizione si sovrappone in vario modo a una tripartizione di poli politici: liberal-mondialista, eco-socialista, conservatore-identitario. Le carte sono più mescolate di quanto sembri. I democratici statunitensi sono decisi a contrapporre al populista Trump, le populiste Elizabeth Warren e Alexandria Ocasio-Cortez o il populista Ed Sanders. Candidati socialisti. In Francia, Macron è una creazione in provetta col compito di conciliare il polo liberal-mondialista con quello conservatore-identitario. Fatti che suggeriscono due riflessioni ampiamente sviluppate da Gervasoni.

Innanzi tutto, il populismo può essere sia di sinistra sia di destra; stesso discorso vale per il «sovranismo». Quest'ultimo risponde alla esigenza di riportare l'attenzione della politica sul contesto nazionale. La classe media ha l'impressione di essere stata dimenticata dal potere e ora chiede protezione. Indebolita dagli effetti nefasti della globalizzazione (delocalizzazione, riduzione dei salari, erosione delle pensioni, smantellamento del Welfare), la classe media è stata ricacciata nella povertà e nelle periferie, dove per giunta soffre la concorrenza di manodopera a prezzo stracciato offerta dagli immigrati, specie se clandestini. Sovranista, in Italia, è anche il Partito comunista di Marco Rizzo. Sovraniste sono inevitabilmente tutte le formazioni politiche che mettono al centro il lavoro e non le sempre più ridicole battaglie politicamente corrette in nome delle minoranze reali ma soprattutto sedicenti.

E qui siamo arrivati alla seconda riflessione. Se vincesse un candidato socialista, come reagirebbero i centri di potere economico? Applicheranno il «Metodo Tsipras» costretto dall'Unione europea a mutare pelle: da orgoglioso comunista a umile servitore della Bce. Il «sovranismo» nazional-conservatore deve ora diventare adulto. La contrapposizione, scrive Gervasoni, è tra «forze che stanno disgregando valori e istituzioni millenarie e forze che invece intendono conservarli: e parliamo di nazione, famiglia, comunità, lingua, religione fino all'identità sessuale».

Gervasoni inoltre sfata molti luoghi comuni. Rivaluta il concetto di nazione, che non conduce necessariamente al nazionalismo aggressivo del Novecento; ricostruisce il passaggio della sinistra dal mito dell'uguaglianza a quello del progresso; lascia capire che il sistema di protezione (il Welfare) può aver luogo solo entro i confini nazionali, da proteggere. Dal punto di vista storico, insinua un dubbio nella mente del lettore. Il capitalismo ha funzionato bene fino al crollo del Muro di Berlino. Poi l'arrogante sensazione di non avere avversari ha portato alla trasformazione in negativo del mercato. Tutto è diventato lecito pur di moltiplicare il denaro con altro denaro. Peccato che in questo modo si creino mostruose bolle come quella esplosa nel 2008. Cosa significa? Il capitalismo è forse un sistema economico (e politico) che regge soltanto con una pistola puntata alla testa? Relativizzare ogni valore morale si traduce nell'elogio incondizionato dell'avidità? Ai tempi della Guerra fredda, il mondo libero non poteva permettersi di selezionare una classe politica mediocre: invece oggi...

Questo libro, prezioso per il lettore comune, dovrebbe essere la bibbia di un rinnovato centrodestra capace di tenere assieme rivendicazioni sovraniste e libera impresa. Ammesso e non concesso che il centrodestra italiano sia ancora interessato a essere di... centrodestra.

Il libro La rivoluzione sovranista di Marco Gervasoni si presenta oggi ad Atreju, manifestazione organizzata da Fratelli d'Italia, a Roma, Isola Tiberina (ore 19). Oltre all'autore, partecipano: Maria Giovanna Maglie, Francesco Giubilei, Giampaolo Rossi, Paolo Del Debbio. Introduce Alessio Butti e modera Ciro Maschio.