L'epopea di McDonald's, il panino che divide il mondo

Negli anni Cinquanta McDonald's è stato un fast food a conduzione famigliare capace però di dar vita a una storia americana di intuito, rischio e anche cattiveria imprenditoriale.

La grande «M» di McDonald's oggi è il simbolo della globalizzazione. Positivo, in linea di massima, per i sostenitori del libero mercato. Negativo, in linea di massima, per chi vede nell'hamburger con patatine il segno di una inaccettabile omologazione. I «sostenitori» citano la McRegola numero uno: due Paesi ove sorga la grande «M» non saranno mai in guerra tra loro.

I «detrattori» osservano che la McRegola ultimamente non sembra funzionare e organizzano la contestazione ogni volta che la catena prova ad aprire un ristorante in luoghi storici come Piazza del Duomo a Firenze o nei pressi del Vaticano a Roma.

E ricordate quando Mario Resca, ex amministratore delegato di McDonald's Italia, venne nominato Direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale? Sui giornali fu tutto un fiorire di ironie sulla nuova McCultura usa e getta del centrodestra (poi i governi di sinistra hanno fatto le stesse cose e nessuno si è indignato, ma questo è un altro discorso). Prima di diventare un simbolo, negli anni Cinquanta McDonald's è stato un fast food a conduzione famigliare capace però di dar vita a una storia americana di intuito, rischio e anche cattiveria imprenditoriale.

L'autobiografia di Ray Kroc, il talento che capì e sviluppò le potenzialità del ristorante dei fratelli McDonald's, arriva il 12 gennaio nelle librerie italiane. È un elogio appassionato del sistema capitalistico dove chiunque abbia un'idea (e sufficiente coraggio) può raggiungere il successo. Il trionfo di McDonald's è il trionfo di Ray Kroc, l'uomo qualunque che ha creato un impero dal nulla, cambiando lo stile di vita di mezzo mondo.

Tutto però parte da quel locale di San Bernardino, nel mezzo del niente, che ai fratelli McDonald stava bene così com'era: meno profitto, più qualità. Come sia andata davvero la vicenda, è cosa discussa. Infatti il film The Founder, con uno strepitoso Michael Keaton, sottolinea anche le ombre del cinico Ray Kroc e del suo rapporto con i McDonald (anche la pellicola esce il 12 gennaio). Comunque sia, questa storia meritava di essere raccontata: ora possiamo conoscerla meglio sia al cinema sia tra le pagine di un libro.

Commenti

manfredog

Ven, 06/01/2017 - 11:50

Su McDonald's si può discutere (io sono andato una sola volta in vita mia e non mi piacerebbe tornarci) ed anche molto, ma non vorrei che i detrattori, tanto per fare un esempio..quelli italiani, si scalmanassero così tanto per esso e poi, se vicino a casa loro aprissero sei o sette Kebab, non dicessero nulla, anzi..!! mg.

Ritratto di lettore57

lettore57

Ven, 06/01/2017 - 13:42

@manfredog; io sono andato piu volte da McDomald's (ma parliamo di qualche unità) ma, a parte questo, sono perfettamente allineato con il suo post. Le racconto un episodio: una persona che conosco era per i kebab libero sino a quando gliene hanno messo un sotto casa al posto di un negozio di scarpe; da quel momento ha cambiato idea.... insomma un po come gli immigrati a Capalbio

Linucs

Ven, 06/01/2017 - 19:16

Piazza Duomo... il barcone sì, e mcdonald's no?