«Dopo tre decenni il mio show è ancora senza rivali»

Roma Basta entrare nel suo studio privato: tanti schermi, tanti ricordi, tanti progetti. Domenica Maurizio Costanzo torna su Rete4 con un nuovo ciclo del Maurizio Costanzo Show. Quattro puntate in prima serata. E un formula tuttora inimitabile: più talk che show, niente parolacce, molta discussione. «Sono ancora convinto che la mia formula non la stia usando nessuno», spiega lui prima di citare scherzosamente un detto molto romanesco: «Sono come Pipino, che è nato vecchio e muore bambino». In effetti, oltre a questo ciclo del suo programma, Costanzo segue anche Domenica In (come capoprogetto) e raccoglie settimana dopo settimana ottimi dati d'ascolto in continua crescita. È l'anima del Radio Costanzo Show su Rtl 102.5 due volte alla settimana più vari collegamenti quotidiani. Collabora con Rtv di San Marino e segue in teatro la sua pièce Un coperto in più, interpretata da Maurizio Micheli e Alessia Fabiani. Inarrestabile. Insomma, a 77 anni, Maurizio Costanzo è ancora uno dei punti di riferimento della tv generalista, ed è più creativo di tanti esordienti voraci.Scusi, Costanzo, non sarà semplice reggere questi ritmi.«Mi risparmio e cerco di ottimizzare le forze e razionalizzare i tempi e le riunioni. Il Costanzo Show è difficile perché va avanti quasi tre ore e non c'è copione. Di certo, quando ero più giovane, questo show durava molto meno. In ogni caso, ad aprile torneremo con una altro ciclo di quattro puntate».Quale sarà il filo conduttore?«Sempre la famiglia. Nella prima puntata sul palco ci saranno Bruno Vespa con il figlio Federico, Vladimir Luxuria con padre e madre, Iacchetti con il figlio Martino, oltre a Gerry Scotti, Marcella Bella, Gabriele Romagnoli, Francesco Totti ed Enrico Papi che arriva apposta dagli Stati Uniti dove vive in questo periodo».E nella prossima?«Ci saranno Giobbe Covatta con la figlia, Valeria Marini con la mamma, la vedova di Faletti e Serena Grandi con il figlio».Nella scorsa stagione il Costanzo Show ha avuto ascolti sorprendenti, con una media del 6% e circa 1 milione e mezzo di spettatori.«Vuol dire che l'universo della famiglia, dei rapporti genitori e figli e le dinamiche sentimentali che si intrecciano in questi contesti sono sempre imprevedibili e mai scontati. A me piace mostrare i personaggi famosi in un contesto sorprendente per il grande pubblico. Dal 1982 è questa la ricetta del Costanzo Show».Spesso il suo talk show è stato centrale nel dibattito culturale. Al di là degli ascolti.«Negli ultimi tempi, la battaglia degli ascolti televisivi si è un po' calmata. E, anche dopo la questione legata all'Auditel, mi pare che gli ascolti non siano cambiati. In fondo, l'Auditel è una convenzione, o la si accetta oppure no. Io credo che sia da accettare perché è comunque un punto di riferimento anche per la raccolta pubblicitaria».Uno dei grandi temi della televisione di questo periodo. Sia di Mediaset che di Rai.«Ho incontrato Antonio Campo Dall'Orto, che conosco da quando lavorava a Canale 5. Si muove bene e con cautela in questa sua nuova veste di direttore generale della Rai. Il suo, dopotutto, non è un compito facile».Detto da lei.«Sì ho ormai un bel po' di esperienza».Non solo televisiva.«Anche radiofonica. Ho debuttato in radio nel 1970 con Buon Pomeriggio e, già in quegli anni, tutti dicevano che la radio sarebbe stata cancellata dalla televisione. Invece quarantacinque anni dopo, la radio conferma di avere una vitalità imbattibile. Aveva ragione McLuhan: la radio è un mezzo caldo, la tv rimane un mezzo freddo».