Gli U2 non si fermano più. Già pronto un altro disco

"Songs of Experience" seguirà "Songs of Innocence", appena presentato con la Apple e regalato a 500 milioni di persone. È l'ennesima rivoluzione del mercato musicale

Insomma gli U2 sono tornati a fare gli U2. O almeno ci hanno provato. Riuscendoci a metà. Uscito a bruciapelo in mondovisione gratis per il mezzo miliardo di utenti iTunes («Un miliardo di orecchie», come ha scritto Bono da buon imbonitore), Songs of innocence ha il chiaro obiettivo di celebrare le radici della loro musica già con il singolo The miracle (of Joey Ramone) , che nel titolo omaggia i Ramones simboli del punk, e con This is where you can reach me , vagamente impregnato di cromosomi Clash. Un progressismo tradizionalista. Un passo avanti guardando indietro. In poche parole, un ossimoro. Però era l'unica strategia possibile per una band che ha pubblicato il primo disco 34 anni fa diventando quasi subito la più grande del mondo e resettando coraggiosamente gli schemi del rock. Impossibile fare di più. E difatti dalle undici canzoni (la versione fisica uscirà il 13 ottobre con una selezione acustica dei brani già ascoltati e quattro inediti) escono soprattutto il mestiere e l'attenzione agli arrangiamenti e ai suoni, talvolta, come nella chitarra di The Edge, oggettivamente all'avanguardia.

Ma non c'è l'ispirazione bruciante che qualcuno ingenuamente si aspettava.

Songs of innocence è un disco che punta verso l'alto grazie a brani come Volcano (con un basso finalmente aggressivo), alla denuncia nostalgica anti Ira di Raised by wolves ( Sunday bloody sunday rimane un'altra cosa) e a Cedarwood Road , che ha un'impalcatura aggressiva vecchio stile. Ma è anche un disco che frena cadute a terra grazie a testi più toccanti e personali, ad esempio Iris (Hold me close) ispirata alla mamma che Bono ha perso a 14 anni. E che talvolta non riesce neanche a frenarle, come Sleep like a baby tonight oppure soprattutto Every breaking wave , uno dei brani più insipidi della storia U2. Si sente insomma una mancanza di identità precisa, se non altro perché è difficile conservarla mescolando genomi punk rock con l' ambient anni '80: il risultato è proprio nella contraddizione del singolo, dedicato alla leggenda Ramones ma costruito con una struttura power pop, che è il contrario dei Ramones. Per farla breve, Songs of innocence è un disco che vuol piacere a tutti e che quindi non piacerà tanto a nessuno. Intanto è stato in gestazione per quattro anni, un tempo incompatibile con la passione ispirata. E poi porta la firma di ben cinque produttori molto diversi tra loro (Danger Mouse, Paul Epworth, Ryan Tedder, Declan Gaffney e Flood), a dimostrazione di una incertezza compositiva d'altronde comprensibile dopo così tanti anni a così alto livello.

Però gli U2 sono gli U2.

E questo disco è comunque il punto zero della discografia prossima ventura. Intanto è gratuito per un mese (neanche a Beyoncé o a David Bowie, che hanno pubblicato album all'improvviso, era riuscito un colpo del genere) e quindi relega il cd in uscita il 13 ottobre a semplice oggetto per ultra tifosi. Non potrà candidarsi ai Grammy Awards (il cui termine scade il 30 settembre, questo per dire della cecità dell'industria). E non sarà incluso nelle classifiche di vendita finché non uscirà in formato fisico: Songs of innocence quindi non debutterà al primo posto su Billboard , un controsenso assoluto.

Perciò forse per questo il disco degli U2 è comunque pionieristico. «Per i prossimi due anni collaboreremo con Apple su cose davvero interessanti», ha scritto ieri Bono sul sito della band. Dichiarazione strategica. Uscirà presto Songs of experience , un altro disco e probabilmente un'altra cifra musicale: «Dovrebbe essere pronto abbastanza presto», ha scritto Bono. Ed è anche probabile l'uscita di un altro Songs of... , un terzo disco a completare il trittico che lo stesso Bono (mi) aveva anticipato poco prima dell'ultimo concerto U2 a Torino. A dimostrazione che il loro ruolo di apripista si è spostato dal livello musicale a quello discografico. Anche perché vediamo quale grande rock band ora si limiterà a pubblicare un disco con la solita liturgia identica da quarant'anni.

Commenti

plaunad

Gio, 11/09/2014 - 10:29

BOICOTTATELI !!!!!!!

cgf

Dom, 14/09/2014 - 11:22

meno male che hanno il disco di riserva, questo potevano evitare di tirarlo fuori

Grix

Ven, 09/01/2015 - 18:44

Ma Bono non aveva male alla manina?