Vittorio Sgarbi: "La Biennale? Soldi buttati"

Il critico d’arte e saggista ferrarese interviene in diretta nella trasmissione "Un giorno da pecora" ed esprime la sua impressione sulla Biennale d’arte di Venezia

Luogo comune vuole che l’arte contemporanea ovvero l’arte di oggi, sia tra le tendenze artistiche più enigmatiche, astruse e impercettibili al pubblico medio che la osserva.

Il linguaggio usato dagli artisti è spesso incomprensibile, oscuro e impenetrabile. Questa amara consuetudine inevitabilmente allontana gran parte di persone dai luoghi d’arte. La Biennale d’arte di Venezia - aperta al pubblico da sabato 11 maggio a domenica 24 novembre 2019 - rappresenta l’evento "par excellence" d’arte contemporanea. Artisti da tutto il mondo espongono le loro opere d’avanguardia nel contesto lagunare.

Tra gli invitati che hanno potuto vedere l’esposizione in anteprima spicca Vittorio Sgari, personalità nota soprattutto per le sue innumerevoli partecipazioni televisive e per questo da molti considerato un volto amico e una voce fidata in giudizi sull'arte. Capace di districare con un linguaggio schietto e sincero le molte follie dell’arte contemporanea.

E così, alla trasmissione radiofonica "Un giorno da pecora", ha raccontato le sue impressioni sulla Biennale d'arte di Venezia. "Una puttanata in cui soldi pubblici sono stati buttati dallo Stato", ha dichiarato il critico. L’invettiva è poi continua sulla stessa linea: "Non si può immaginare l’orrore che c’è qui. Soldi pubblici buttati per vedere dei parti di menti malate e ottenebrate". Geppi Cucciari – conduttrice del programma - ha poi chiesto se ci fosse qualcosa di suo gradimento. E Lui: "Due piccole cose e una montagna di merda".