Roger Waters vuole suonare The Wall lungo la frontiera Messico-Usa

Il più iconico album dei Pink Floyd The Wall potrebbe essere suonato da Roger Waters lungo la frontiera tra Messico e Stati Uniti a volerlo sarebbe lo stesso cantautore

L'album leggendario dei Pink Floyd The Wall potrebbe essere suonato direttamente sulla frontiera messicana dove il presidente Donald Trump vorrebbe innalzare un muro per dividere il suo paese dal sud America

A volerlo è lo stesso Roger Waters, uno dei più grandi cantautori esistenti nella storia della musica e cofondatore dei Pink Floyd che vorrebbe suonare proprio dove Donald Trump ha intenzione di innalzare il muro. E questa intenzione di Roger Waters di fare un concerto portando sulla frontiera statunitense l'album The Wall arriva proprio mentre il presidente degli Stati Uniti sta facendo pressione per poter inserire all'interno della legge di bilancio circa 5 miliardi di dollari per la costruzione della barriera col Messico.

"La musica è il luogo legittimo per esprimere una protesta, i musicisti hanno l’assoluto diritto, il dovere, di aprire le loro bocche per pronunciarsi. Molto rilevante ora con Mr. Trump e tutto questo parlare di costruire muri e creare quanta più inimicizia possibile tra le etnie e le religioni", ha dichiarato lo stesso Pink Floyd. Il muro dell'album è quello di una barriera mentale, di stati psicologici profondissimi ma allo stesso tempo potrebbe calzare perfettamente nel progetto che il repubblicano Trump ha in mente e abbracciare anche quei muri fatti di cemento e checkpoint che spesso dividono parti del mondo e territori dando un grosso segno di distinzione tra i vari paesi.

Roger Waters non ha mai fatto in modo di nascondere il suo odio nei confronti di Donald Trump, lo stesso anche durante il concerto di Roma aveva manifestato forte disprezzo per il presidente in carica.