Perché la stella di Muhammad Ali è l'unica "appesa" sulla Walk of Fame

C'entra la conversione all'islam del pugile, che scelse così il suo nuovo nome da musulmano

Eccezionale per molti versi, Muhammad Ali scelse di essere diverso anche quando il suo nome fu scelto per comparire sulla Walk of Fame di Hollywood.

Il pugile fu insignito della sua personale "piastrella" quando di anni ne aveva solo 59 e la sua stella è l'unica a non essere stata posta sul pavimento, ma appesa a un muro del Kodak Theater.

Una scelta - scrive il quotidiano Independent - che fu presa dallo stesso pugile, quando nel 2002 venne onorato dalla città di Los Angeles. Una tradizione spezzata per una ragione che va ricondotta alle scelte di fede del campione appena deceduto, che aveva abbandonato anni prima il suo nome, Cassius Clay, per diventare musulmano, noto come Muhammad Ali.

"Porto il nome del nostro Amato profeta Maometto (la pace sia su di lui) e non è possibile che io consenta alla gente di calpestare il suo nome", disse, utilizzando la formula che i fedeli musulmani sempre pronunciano dopo il nome di quello che considerano il massimo profeta dell'islam.

Tra le più di 2000 stelle della Walk of Fame soltanto la sua, concessagli perché secondo la commissione anche la boxe era una forma di "performance dal vivo", è dunque l'unica a trovarsi in una posizione differente.

Commenti
Ritratto di tomari

tomari

Sab, 04/06/2016 - 18:04

Un mussulmano in meno....

MgK457

Sab, 04/06/2016 - 18:38

maometto non era un profeta perché ha fatto più di 60 guerre e ucciso con decapitazione migliaia di persone se voi musulmani credete che uno che ammazza sia un profeta allora vuol dire che siete tutti malvagi, maometto era solo un grandissimo assassino questa è la VERITA'!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

yulbrynner

Sab, 04/06/2016 - 21:28

tornari lui nel bene e nel male ha lasciato un segno ed e conosciuto da 7 miliardi di persone e amato da tantissimi tu sei peno di un atomo di una cacchetta di somaro pensa un po te!

pasquinomaicontento

Dom, 05/06/2016 - 12:44

E pensare che, dell'uomo che trapiantò il primo cuore, non se ne sanno più manco le iniziali.Ma forse è meglio così,dopo tutto er monno è un palcoscenico,e chi lo calca deve saper recitare la parte che er monno ja dato.E "LUI" la parte sua l'ha saputa recitare,e pure bene,quel suo :-A me nessun vietnamita mi ha chiamato negro-frase a effetto che ha fatto breccia in chissà quanti cuori negri,ma poi è rimasta lì e basta.(Datemi un punto di appoggio e vi solleverò il mondo.)-Chi lo disse ce l'abbiamo stampato nelle mente,come quell'(Eppur si muove) del pisano barbuto.Er monno è 'na barzelletta sempre in evoluzione, che fa ride o piagne ar tempo stesso,questa,nun me fa ne piagne e ne ride, me lascia indifferente.