Abbiati & C: "È l'uomo giusto". E Berlusconi gli fa i complimenti

Ieri il presidente in visita a Milanello. Scoppiato l'amore per Mihajlovic. Stasera Milan-Torino

Milanello - Un giorno, all'improvviso No, non è il ritornello della canzone in voga tra i tifosi del Napoli ma solo l'incipit inevitabile per descrivere quello che sta accadendo dalle parti di Milanello. Un giorno, all'improvviso, s'innamorarono di Sinisa Mihajlovic, discusso all'inizio dal web del popolo rossonero e dal presidente, scorticato vivo dalla critica nella prima parte della stagione, e adesso capace, in forza della striscia dei risultati («da Napoli a Napoli siamo quarti in classifica a un punto dalla Roma») di conquistare la simpatia del tifo, la fiducia del gruppo e la solidarietà dello stesso Silvio Berlusconi, salito ieri a Milanello per pranzare con il tecnico (spiegandogli che la risposta «deve vincerle tutte» era soltanto una battuta pronunciata col sorriso) e mettere in guardia la squadra «a non sottovalutare il Torino» dopo aver fatto i complimenti «per lo splendido piglio mostrato a Napoli».

È accaduto tutto all'improvviso, ieri, protagonisti Abate e Abbiati (assente Montolivo perché squalificato) che hanno scolpito l'attuale scenario. Ha detto il primo, protagonista di una stagione super: «Quest'anno lavoriamo con maggiore intensità rispetto all'anno scorso e i risultati di natura fisica si colgono. A Napoli siamo usciti alla distanza, negli ultimi 15 minuti avevamo più birra dei napoletani e se avessimo osato di più avremmo potuto ottenere anche il successo». Giudizio da condividere integralmente per il passato e per il presente. Ancora più esplicito Christian Abbiati, uno dei grandi vecchi scelto da Mihajlovic come consulente quando si trattò di mettere da parte Diego Lopez («gli chiesi un parere su Donnarumma e lui fu d'accordo con me»). Il portierone dello scudetto di Zac e della semifinale di Champions 2003 contro l'Inter ha avuto un solo timore («non vorrei passare per ruffiano») mentre Mihajlovic gli suggeriva di astenersi prima di votare apertamente per la conferma del serbo. «L'ho detto a Milan Channel e lo ripeto: è l'uomo giusto, stiamo costruendo qualcosa di buono per il futuro, sarebbe un errore cambiare».

Questo clima di recuperata unità (caduta la candidatura di Conte in partenza per Londra, resterebbe sul tavolo solo l'alternativa Di Francesco o un improbabile ripensamento di Sarri) deve fare i conti con la sfida di stasera col Toro («chi pensa sia facile rimanga a Milanello» la frustata di Sinisa) e con i prossimi due appuntamenti (Sassuolo e Chievo in trasferta), fondamentali per guadagnare terreno sulla concorrenza costretta dal calendario a una serie di scontri diretti.